Serie C
20 Febbraio 2026
COPPA ITALIA SERIE C 2024-2025 - L'esultanza del Rimini dopo la finale di ritorno contro la Giana Erminio allo stadio Romeo Neri
Un armadio di lamiera grigia, una stanza spoglia in via XX Settembre 122, una manciata di minuti per mettere in salvo oltre un secolo di storia. È così, in una mattina di Mercoledì 18 febbraio 2026, che la città di Rimini ha scelto di proteggere la propria memoria calcistica: 12 trofei del Rimini Football Club sono stati presi in custodia dall’Amministrazione comunale, al termine di un passaggio formale con la curatela della liquidazione giudiziale guidata dal dottor Fabio Fraternali. Tra i cimeli, la più luminosa delle coppe: la Coppa Italia di Serie C 2024-2025, conquistata l’8 aprile 2025. Un’azione concreta, quasi silenziosa, ma dal peso simbolico enorme: impedire che la storia finisse all’asta insieme ai beni della società.
ATTO DOVUTO? NO, ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ PUBBLICA
1) Il ritiro è avvenuto con la presenza dell’assessore allo Sport Michele Lari nella sede storica del club in via XX Settembre. Sul piano giuridico, il Comune non diventa proprietario: assume una custodia temporanea che tutela l’integrità materiale e la tracciabilità dei beni sino a nuova destinazione, come previsto dalla Convenzione sottoscritta con la curatela. È un passaggio-chiave in una fase in cui ogni oggetto potrebbe trasformarsi in semplice «bene liquidabile». 2) La scelta arriva dopo settimane di contatti fra Palazzo Garampi e il curatore Fraternali, con l’obiettivo dichiarato di evitare che i trofei potessero essere messi all’asta. Una soluzione che risponde a un sentimento diffuso nella tifoseria e nella città: il legame affettivo e identitario con quelle coppe supera qualsiasi valutazione economica.
LE COPPE SALVATE: DAI FASTI DEL 2005 AL RISCATTO DEL 2025
1) La Supercoppa di Serie C 2005 è più di un cimelio: è il sigillo di una stagione memorabile, vinta in doppia sfida contro la Cremonese (5-2 al «Romeo Neri» e 4-2 allo «Zini»). Una pietra miliare ricordata dai protagonisti e dalla stampa locale, a testimonianza di un’identità sportiva che precede l’attualità. 2) La Coppa Italia di Serie C 2024-2025 è, per contro, il trofeo che racconta il presente recente: finale chiusa sullo 0-0 al «Romeo Neri» l’8 aprile 2025 dopo l’1-0 dell’andata sul campo della Giana Erminio (rete di Cioffi), primo titolo di categoria nella storia del club. La Lega Pro ha ufficializzato il successo, così come lo hanno documentato emittenti e testate nazionali.
PERCHÈ SERVIVA INTERVENIRE ADESSO
1) La parabola che porta dall’8 aprile 2025 alla mattina del 18 febbraio 2026 è nota: prima l’affiliazione FIGC revocata e l’esclusione dalla Serie C a fine novembre 2025, poi la liquidazione giudiziale dichiarata dal Tribunale di Rimini il 24 dicembre 2025. Infine, i sigilli alla sede societaria a inizio gennaio 2026. Una sequenza che ha accelerato ogni rischio di dispersione del patrimonio storico. 2) La cornice economico-amministrativa è stata gravata da un passivo indicato in oltre 4 milioni di euro, con conseguenze immediate su prima squadra, settore giovanile e femminile. In un simile contesto, il destino delle coppe sarebbe potuto scivolare nel capitolo «beni alienabili». La custodia comunale spezza questa traiettoria.
COSA SUCCEDE ADESSO: SCENARI E PROSSIMI PASSI
1) Sul piano giudiziario: la curatela prosegue l’inventariazione dei beni e la ricostruzione della posizione debitoria. La custodia dei trofei da parte del Comune non incide sullo stato della procedura: tutela i cimeli, in attesa che il giudice o le dinamiche della liquidazione definiscano la sorte definitiva dei beni. 2) Sul piano civico-sportivo: il Comune lavora alla «rinascita» con una nuova realtà dilettantistica cui affidare il titolo sportivo, strada già evocata nei giorni successivi alla sentenza di dicembre 2025. In questo percorso, il fatto che la bacheca simbolica della città sia stata preservata può diventare un ponte tra passato e futuro: i trofei sono pronti a tornare dove il calcio riminese saprà rinascere.
IL SIGNIFICATO PROFONDO DI UNA TECA
Un trofeo è metallo lucidato, certo. Ma per una comunità è soprattutto narrazione: un modo di tramandare valori e identità. La Supercoppa 2005 parla di quell’epoca in cui Ricchiuti, Muslimović, Floccari e compagni scrivevano pagine indelebili; la Coppa Italia di Serie C 2024-2025 decisa da un gol di Antonio Cioffi nella doppia finale contro la Giana Erminio, racconta di un gruppo capace di vincere quando tutto lasciava presagire un futuro stabile. Metterle insieme nella stessa teca comunale significa riconoscere che la storia non è un bene negoziabile. È un bene comune.