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Blitz della Finanza in Comune, la proprietà della squadra di calcio precisa: «Nessun legame con chi c'era prima»

Una nota secca, pochi giorni dopo nuovi accessi agli atti e settimane di perquisizioni: la società scrive che il presente non risponde al passato

TRIESTINA SERIE C - PERQUISIZIONE GUARDIA DI FINANZA IN COMUNE

C’è un faldone che si apre sul tavolo di un ufficio del Comune di Trieste: dentro ci sono canoni di concessione dello stadio, fatture di manutenzione del manto erboso, scambi di PEC. Intanto, a pochi chilometri, negli hard disk clonati alla sede di Piazzale Atleti Azzurri d’Italia 1 scorrono movimenti contabili e bonifici che gli inquirenti vogliono riordinare come tessere di un puzzle. È qui che si gioca, oggi, la partita più importante della Triestina. E nel mezzo, nel pomeriggio di venerdì 20 febbraio 2026, arriva una nota: la «nuova proprietà» scrive di «non avere alcun legame con la precedente dirigenza», prende le distanze, indica un piano di ristrutturazione del debito e chiede fiducia. Una presa di posizione netta che tenta di spezzare il filo che, nella percezione pubblica, lega l’attuale gestione all’inchiesta che scuote il club.

LA LINEA DEL «TAGLIO NETTO»
La comunicazione diffusa dalla società, dopo settimane di silenzio operativo, contiene alcuni passaggi chiave. 1) La nuova compagine afferma di «non avere alcun legame con la gestione e la condotta della precedente dirigenza», sulla quale gravano indagini per presunto riciclaggio di denaro, false comunicazioni sociali (falso in bilancio) e fatture per operazioni inesistenti per circa 900 mila euro. Nel mirino anche flussi di presunti finanziamenti «sospetti» quantificati – a seconda delle ricostruzioni, in decine di milioni: la stessa nota richiama verifiche su circa 50 milioni movimentati tra il 2022 e il 2025. 2) Viene ripercorso il cronoprogramma interno: «dopo tre settimane dal subentro nel board”» è stata decisa la rimozione del Presidente e sono stati cessati i rapporti con l’Amministratore Delegato e con il Direttore Generale. Un segnale di discontinuità gestionale pensato per marcare la distanza dal passato. 3) Si precisa che l’operazione sull’assetto del club è passata attraverso l’«acquisizione di LBK Capital», definita come la via più rapida per attuare un piano di ristrutturazione del debito e assicurare la puntualità nel pagamento degli stipendi ai calciatori. 4) Sul piano locale, la priorità è il rapporto con il Comune di Trieste, ritenuto «centrale e strategico» per riportare l’Unione a un «modello ambizioso, solido e stabile». È la cornice con cui la proprietà prova a cambiare il racconto: discontinuità, risanamento, tempi rapidi, pagamenti garantiti. Ma il contesto, giudiziario e finanziario, obbliga a misurare ogni parola.

LE INDAGINI IN CORSO
Il 4 febbraio 2026 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste, su delega della Procura della Repubblica di Trieste, ha eseguito perquisizioni nella sede del club e in diverse abitazioni e luoghi di lavoro, iscrivendo nel registro degli indagati 15 persone per ipotesi di reati societari, tributari e riciclaggio. Nel quadro delineato dai comunicati ufficiali e dalle cronache: 1) gli accertamenti mirano a verificare eventuali «false comunicazioni sociali» legate a presunti apporti in conto capitale contabilizzati al posto di finanziamenti; 2) si ipotizza l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per circa 900.000 euro; 3) si analizzano flussi di denaro per “milioni di euro” confluiti tra il 2022 e il 2025 nelle casse del club, con ricostruzioni giornalistiche che parlano di oltre 40 milioni fino a 55 milioni; 4) il giorno successivo alle perquisizioni, sono state effettuate copie forensi di server, smartphone e tablet riconducibili agli indagati, per mappare i movimenti finanziari e societari; 5) il 18 febbraio 2026 le Fiamme Gialle hanno effettuato un accesso agli atti in Comune per quantificare con precisione l’esposizione debitoria del club verso l’ente locale (canoni d’uso dello stadio Nereo Rocco, gestione del manto erboso, utenze) e per identificare gli “interlocutori societari effettivi”, cioè chi, oggi, rappresenta formalmente la società nei rapporti con l’amministrazione. Resta un punto imprescindibile: vige la presunzione di innocenza. Si tratta di indagini in corso, i fatti dovranno essere verificati e valutati in sede giudiziaria, e ogni ricostruzione parziale è per definizione provvisoria.

IL RIASSETTO INTERNO: CHI ENTRA, CHI ESCE
Il messaggio politico della nota è chiaro: discontinuità. E in effetti, il riordino della governance è iniziato mesi fa. Tra fine ottobre 2025 e dicembre 2025 si sono susseguiti atti societari e comunicazioni ufficiali: 1) le dimissioni del presidente Tom Zelenovic annunciate il 31 ottobre 2025 e l’attribuzione ad interim delle deleghe al board; 2) la nuova gestione ha avviato un revamping organizzativo; a metà ottobre 2025 era stata resa pubblica la cessazione del rapporto con l’ex Amministratore Delegato Sebastiano Stella, mentre l’ex Direttore Generale Alex Menta risultava uscire dal perimetro operativo con il cambio di Consiglio d’Amministrazione; 3) il 12 dicembre 2025 in una conferenza stampa triestina sono comparsi, tra gli altri, l’investitore Adam Rothstein, Marco Margiotta (indicato come manager di House of Doge) e il nuovo Amministratore Delegato Piero Zangarini, che hanno rivendicato una linea imperniata su stabilità, ristrutturazione e sostenibilità. Questo mosaico va letto con attenzione: alcune figure sono state formalmente rimosse o si sono dimesse, altre sono state confermate o inserite ex novo. La sostanza, agli occhi della città, si misura però su due fronti: la tenuta economico-finanziaria e la trasparenza della catena di controllo.

IL NODO LOCALE: I DEBITI CON IL COMUNE
L’accesso agli atti del 18 febbraio al Comune di Trieste fotografa una delle criticità più immediate: le pendenze verso l’ente locale. Secondo le ricostruzioni della stampa cittadina, il conto, tra canoni di concessione dello stadio, costi del campo e utenze, si aggirerebbe attorno a più di mezzo milione di euro. La cifra precisa è oggetto di verifica; ciò che conta è il segnale: per la nuova proprietà, il debito con il Comune è una «fase centrale e strategica» del risanamento. Perché? Per almeno tre motivi: 1) lo stadio Nereo Rocco è il principale asset operativo del club; 2) sul tavolo vi sono accordi di concessione e servizi che, se non regolarizzati, possono generare ulteriori frizioni amministrative e, potenzialmente, riflessi sportivi; 3) la credibilità di qualunque piano industriale passa dalla normalizzazione dei rapporti con l’ente proprietario dell’impianto.

LA CORNICE SPORTIVA: LE PENALIZZAZIONI
Il percorso giudiziario non è l’unico a incidere. C’è una cornice sportivo-disciplinare che, nel biennio, ha pesato. Tra ottobre e dicembre 2025 la giustizia sportiva ha irrogato una penalizzazione in classifica, oggetto di appelli e ricorsi fino al Collegio di Garanzia del CONI a gennaio 2026. Si tratta di procedimenti autonomi rispetto al filone penale-tributario, ma che alimentano la percezione di instabilità e hanno effetti tangibili sulla classifica e sul sentiment della piazza. Sul campo, intanto, la squadra ha dovuto fare i conti con punti tolti, una rosa rimodellata più volte e un ambiente appesantito. È il rovescio sportivo della medaglia: senza stabilità finanziaria e governance chiara, anche il lavoro di allenatori e giocatori finisce nell’occhio del ciclone.

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