Dopo un avvio di stagione che aveva fatto pensare a un Renate capace di tenere il passo della vetta, qualcosa sembrava essersi incrinato lungo il cammino. Tra la 9ª e la 18ª giornata il rendimento si è abbassato sensibilmente, con appena 13 punti raccolti e la sensazione di una squadra improvvisamente meno brillante, soprattutto nella continuità delle prestazioni. Un passaggio a vuoto che oggi appare sempre più come una fase di assestamento, all’interno di un percorso che resta comunque di alto profilo. La svolta, più mentale che tecnica, si è vista nel secondo tempo contro la Pergolettese, due giornate fa. In quella rimonta è riemerso il vero Renate: aggressivo, intenso, capace di lottare su ogni pallone e di ribaltare l’inerzia della gara con personalità. La sfida di pochi giorni dopo contro il Novara, terminata 0-0, non racconta tutto ciò che questa squadra piò mettere in mostra, ma certifica che questo Renate lassù ci vuole stare e strappargli il piazzamento sarà difficilissimo per chiunque.
UNA REAZIONE CHE VALE DOPPIO Il tecnico del Renate, Giovanni Cristiano, lo aveva detto chiaramente dopo il roboante 6-2 con la Pergolettese: ciò che contava davvero era vedere una reazione. E quella risposta è arrivata, forte e inequivocabile, sotto forma di una rimonta di carattere dopo un avvio complicato, come sottolineato dallo stesso allenatore: «Con due errori abbiamo preso due gol, ma i ragazzi sono rimasti sempre dentro la partita». Una vittoria dal peso specifico enorme, non solo per la classifica che li vede al quarto posto prima del riposo, ma soprattutto per il contesto in cui è maturata. Una settimana quasi surreale, segnata da continui problemi, che Cristiano non ha nascosto: «Abbiamo avuto dieci giocatori ammalati e ci siamo allenati solo due giorni». Proprio per questo, la risposta del campo ha assunto un valore ancora più significativo, rendendo naturale per il tecnico applaudire i suoi: «Ho fatto i complimenti a tutti appena rientrati negli spogliatoi». Nel finale dell'intervista è emerso anche un episodio particolare, legato alla gestione di un rigore nel finale, con Farina inizialmente pronto a cedere il pallone a un compagno ma immediatamente fermato dallo staff. Cristiano ha chiarito senza alimentare polemiche: «C'è un rigorista, non bisogna creare confusione. Se lui non se la sente è un altro discorso, ma altrimenti calcia chi è designato. Comunque è già tutto risolto». Un dettaglio che racconta la solidità dello spogliatoio, capace di gestire anche le situazioni più delicate e di proiettarsi subito in avanti, senza distogliere l'attenzione da ciò che conta davvero in questa fase del campionato.
CONSAPEVOLEZZA E MATURITÀ A margine della gara aveva parlato anche Lele Russo, allenatore della Pergolettese, confermando la lettura del match: «Siamo partiti come avevo chiesto, facendo al meglio quello che avevamo preparato». Il doppio vantaggio iniziale aveva illuso ambiente e squadra, ma con il passare dei minuti è emerso tutto il valore del Renate, capace di sfruttare la forza del collettivo e di mettere in campo qualità, intensità e organizzazione.
Il Renate, dal canto suo, con 4 punti raccolti nelle ultime due gare manda un segnale forte al campionato. Una squadra consapevole dei propri mezzi, che unisce potenza offensiva e solidità difensiva, qualità tecnica e maturità mentale. Qualche rammarico per lo 0-0 contro il Novara resta, ma la sensazione è chiara: questo Renate ha imboccato la strada giusta e, da qui alla fine della stagione, sarà un avversario durissimo per chiunque.
UN RENATE DA PAURA ANCHE NEI NUMERI Oltre alle prestazioni, sono i numeri a certificare la forza di questo Renate. I nerazzurri vantano il secondo miglior attacco del campionato, con un numero di gol segnati addirittura superiore a quello della capolista, dato che fotografa una squadra capace di colpire con continuità e attraverso tanti interpreti diversi. Ma nelle ultime settimane, accanto alla qualità offensiva, sta emergendo con decisione anche una nuova solidità difensiva. A dimostrazione di un percorso sempre più completo c’è anche il successo per 1-0 contro la rappresentativa, maturato al termine di una gara ad altissimo ritmo, equilibrata e divertente, decisa da Verderio. Un match che ha evidenziato la capacità del Renate di saper vincere anche partite bloccate, mostrando attenzione, compattezza e maturità. Non a caso, con quest’ultima prestazione salgono a 240 i minuti consecutivi senza subire gol, un dato che racconta meglio di qualsiasi analisi la crescita difensiva vista nelle ultime giornate.
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