Primavera 2
22 Febbraio 2026
COMO-PADOVA PRIMAVERA 2 • Mezsargs e Cardozo, entrambi in gol
Vittoria, scatto, allungo. Forse no, forse sì. Questo campionato ha già insegnato che ogni fuga può diventare un’illusione nel giro di una settimana, ma intanto il Como fa quello che deve fare una capolista: vince, convince e approfitta dello scivolone del Lecco per prendersi un prezioso +4. Nel posticipo domenicale contro il Padova finisce 3-1, con un secondo tempo autoritario che ribadisce una tendenza chiara: questa squadra non trema più. Quinta vittoria nelle ultime sei partite, secondo successo consecutivo, nono risultato utile di fila. Numeri che raccontano continuità e personalità, anche se la prudenza resta d’obbligo. Dall’altra parte il Padova, pur ultimo, dimostra di essere vivo, combattivo, tutt’altro che rassegnato: la distanza dal penultimo posto è ancora di sei punti, ma la sensazione è che la resa non sia nel vocabolario biancoscudato.
E infatti l’avvio è tutto ospite. Al 21’ il Padova sorprende la capolista: Kasala trova il tempo giusto, si inserisce e porta avanti i suoi, gelando lo stadio e mettendo pressione a un Como chiamato a dimostrare maturità. La reazione, però, è immediata. Sei minuti più tardi una punizione calibrata col mancino di Bonsignori Goggi taglia l’area, Cardozo si stacca dalla linea difensiva e di testa insacca l’1-1 con un movimento da attaccante puro. È il segnale che la capolista non si scompone. Il primo tempo si chiude in equilibrio, con il Como che prende campo e ritmo, mentre il Padova prova a resistere con ordine e spirito.
La svolta arriva nella ripresa, e arriva con la forza di chi sa colpire quando conta. Al 12’ Bosze si inventa una giocata da leader: scambio stretto con Pisati, destro a giro che bacia il palo e si insacca per il 2-1. Un gol pesante, bellissimo, che cambia l’inerzia della partita. Passano appena cinque minuti e il Como affonda definitivamente: Mezsargs chiude i conti firmando il 3-1 e facendo esplodere l’entusiasmo. Il finale è gestione intelligente, controllo e consapevolezza. Il Como allunga, guarda tutti dall’alto e manda un messaggio chiaro al campionato: se qualcuno vuole fermarlo, dovrà fare qualcosa di straordinario. Ma la storia di questa stagione suggerisce prudenza. Per ora, però, la capolista si gode la fuga. E lo fa con la sicurezza di chi ha imparato a vincere anche quando non tutto gira alla perfezione.
COMO-PADOVA 3-1
RETI (0-1, 3-1): 21' Kasala (P), 27' Cardozo (C), 12' st Bosze (C), 17' st Mezsargs (C).
COMO (4-3-3): Menke 6.5, Bulgheroni 6 (13' st Epifani 6.5), Bonsignori Goggi 7, Cardozo 7.5 (20' st Ronchetti 7), Baralla 7 (34' st Burlacu 6), Grilli 6.5, Pisati 6.5 (34' st Ballone 7), Andrealli 6.5, Mezsargs 7.5, Mazzara 6.5, Bosze 8 (20' st Albini 6.5). A disp. Manzi, De Paoli, Oldenstam, Mastriani, Da Silva, Martinez, Amadio. All. Buzzegoli 7.
PADOVA (4-4-2): Mouquet 6, Tonini 5.5, Miotto 6, Carraro 6, Cunico 5.5, Targa 6.5, Varone 5.5 (18' st Trevisan 6), Uliana 6 (18' st Carlin F. 6), Lo Biundo 6 (40' st Gardin sv), Kasala 7 (45' st Mamut sv), Tumiatti 6 (40' st Boro sv). A disp. Melato, Rossini, Racu, Duminica, Bassanello, Temgua, Rizzo. All. Cincione 5.5.
ARBITRO: Riahi di Lovere 6.5.
ASSISTENTI: Ruocco di Brescia e Molino di Brescia.
AMMONITI: Burlacu (C), Targa (P), Kasala (P).