Serie C
24 Febbraio 2026
UNION BRESCIA SERIE C - Riccardo Fogliata, centrocampista classe 2004, nel campionato in corso 20 presenze e una rete
La scena che resta è un’esplosione d’azzurro: la palla che bacia la rete, la Curva Nord che vibra, le braccia al cielo di Riccardo Fogliata e, a pochi metri, lo sguardo compiaciuto di Pep Guardiola in tribuna. Una fotografia che mette in fila passato, presente e ambizione: l’Union Brescia vince per 3-2 contro la Pro Patria allo Stadio Mario Rigamonti nella serata di domenica 22 febbraio 2026, rimonta due volte e la chiude nella ripresa. Segnano l’uomo-simbolo della rinascita, Fogliata, poi Denis Cazzadori e, infine, il capitano Davide Balestrero. Sotto le luci di casa, con addosso l’identità ritrovata e un traguardo che profuma di lunga distanza: blindare il secondo posto nel Girone A di Serie C e tenere il passo della vetta.
L'ANELLO CHE NON SI È SPEZZATO
C’è una frase, tra le tante, che Riccardo Fogliata pronuncia a fine gara e che pesa come un sigillo: «È un orgoglio e una responsabilità essere l’ultimo del vecchio Brescia». Non c’è enfasi di maniera, non serve. C’è un ragazzo del 2004, cresciuto nel settore giovanile biancazzurro, che si ritrova, dopo un’estate di scosse, carte bollate e una rifondazione, a essere l’ultimo legame diretto con ciò che era. In campo, contro la Pro Patria, il suo sinistro al 32’ rimette l’Union in carreggiata sull’1-1 dopo il vantaggio lampo di Jacopo Desogus; un gol «sotto la Curva», come tiene a sottolineare, quasi fosse una promessa sottoscritta davanti ai testimoni più severi.
UNA VITTORIA DI CARATTERE: UN 3-2 CHE RACCONTA LA SQUADRA
1) Minuto iniziale e la gara sembra mettersi in salita. La Pro Patria colpisce subito con Jacopo Desogus: palla lavorata e sinistro chirurgico, 0-1. 2) L’Union Brescia barcolla ma non molla: spinge, crea, s’incarta per un attimo. Al 32’ il pari di Fogliata: combinazione rapida, piatto mancino all’incrocio. 1-1. 3) Non c’è respiro: al 41’ gli ospiti tornano avanti su rigore ancora con Desogus: 1-2. 4) Sembra finita la benzina, invece al 45’+2’ ecco il colpo di testa di Denis Cazzadori: 2-2. 5) La ripresa è un’altra storia. L’inerzia cambia, la squadra si alza di dieci metri, il Rigamonti diventa una cassa armonica. Al 60’ il sorpasso: Davide Balestrero, fascia di capitano e freddezza da veterano, firma il 3-2. È il gol che decide tutto. La sinusoide del risultato è anche la traiettoria emotiva di una squadra che ha imparato, in fretta, a stare dentro le partite. A fine match, Fogliata rimpiange due conclusioni respinte «sulla linea» nella ripresa, ma sposta subito il discorso sul collettivo: «Contavano i 3 punti». Il sottotesto è chiaro: il percorso di crescita personale passa attraverso l’utilità alla causa.
GUARDIOLA AL RIGAMONTI, UN PONTE TRA EPOCHE
La presenza di Pep Guardiola in tribuna non è un cameo casuale. Il tecnico del Manchester City ha un legame antico con Brescia, dove ha giocato agli ordini di Carlo Mazzone a cavallo dei primi anni 2000, condividendo lo spogliatoio con fuoriclasse come Roberto Baggio. Vederlo al Rigamonti proprio nella serata in cui l’Union piega la Pro Patria è molto più che una notizia di colore: è un filo che cuce il racconto di una città e del suo calcio, dall’epoca dei grandi a quella della ricostruzione. Anche il quotidiano locale ha registrato la sua presenza, mentre il pubblico salutava la rimonta con un entusiasmo che mancava da tempo.
IL RAGAZZO DI CASTREZZATO CHE INDOSSA UNA RESPONSABILITÀ
Nato il 20 maggio 2004 a Castrezzato, Riccardo Fogliata è il prodotto tipico di una filiera che Brescia ha sempre saputo curare: il talento cresciuto in casa, educato alla concretezza. Esordio tra i Professionisti in Serie B nel 2023, 19 presenze, 1 gol e 1 assist nelle due annate tra i grandi, poi il passaggio all’Union Brescia il 1° agosto 2025 con un contratto fino al 30 giugno 2027. Dati asciutti, dietro cui si intravede un percorso coerente: dal ruolo di riferimento nella Primavera al salto nel calcio dei «grandi» senza divismi. Il suo essere «l’ultimo del vecchio Brescia» in rosa non è soltanto un’etichetta romantica; in uno spogliatoio rifondato è memoria tattile, linguaggio comune con i tifosi, leadership che nasce dall’appartenenza.
CHIUSURA, IL GOL SOTTO LA CURVA COME MANIFESTO
Il gesto più forte della serata resta quel tiro sotto la Curva Nord. È il momento in cui Riccardo Fogliata, bresciano, 21 anni, numero 21, si mette addosso una responsabilità che non pesa ma spinge. «Orgoglio e responsabilità»: due parole chiare che, insieme a quel sinistro, raccontano chi è e cosa vuole diventare. L’Union Brescia vince 3-2 e tiene il passo: ma soprattutto fa capire che la propria identità non è uno slogan, è una partita che gioca ogni giorno, con chi c’era e con chi ci sarà.