Serie C
24 Febbraio 2026
VIRTUS VERONA-VICENZA SERIE C - Lorenzo Caferri, esterno destro classe 1999, nel campionato in corso con i biancorossi conta 25 presenze e 5 reti
Allo stadio Gavagnin-Nocini la scena si apre con un’immagine che resterà nei taccuini: al minuto 3 una traiettoria tesa di Lorenzo Caferri (giocatore il cui debutto in prima squadra risale ai tempi della Tritium in Promozione nella stagione 2017-2018) piega le mani del giovane Nicholas Scardigno e si infila in rete. È una punizione che non ha bisogno di sottotitoli, un segno di penna deciso su un foglio che, dopo poco, si tingerà di biancorosso. Da quel momento, la gara tra Virtus Verona e L.R. Vicenza (girone A di Serie C, giornata 28, data cruciale: 23 febbraio 2026) prende una direzione netta, ma non lineare: la Virtus resta in 10 per il rosso ad Amadio al 39’, il Vicenza ha il pallino e costruisce, però non chiude; nel finale, qualche smagliatura di gestione trasforma una partita a lungo controllata in un successo di misura da difendere con attenzione. Il tabellino dice 0-1, l’inerzia racconta del peso specifico di un calcio piazzato e di un pomeriggio in cui il Lane è stato più maturo, senza essere spietato.
LA FIRMA DI CAFERRI E L'IMPATTO PSICOLOGICO DEL VANTAGGIO-LAMPO
La punizione di Caferri al 2’ sposta subito l’asse emotivo del derby. Il sinistro scavalca la barriera e sorprende Scardigno: un episodio che, in un campo «corto» e spesso ruvido come il Gavagnin-Nocini, vale quasi un’ipoteca sulla conduzione della gara, soprattutto se a gestire il tema del vantaggio è la prima della classe. Da quel momento, il Vicenza può leggere la partita sul binario preferito: ordine, densità di reparto, linee pulite tra difesa e centrocampo, appoggi rapidi per risalire. La Virtus però non esce dal match: una frustata di Cernigoi al 7’ mette in allarme Gagno, e una serie di piazzati alimenta la percezione di una gara viva. La svolta, però, è netta: al 39’ Amadio entra duro su Stückler e l’arbitro estrae il rosso diretto. Da lì, il derby cambia pelle. In 11 contro 10, il Vicenza allunga i tempi di possesso e attacca gli half-spaces con più coraggio; la Virtus si affida a ripartenze e traversoni, cercando soprattutto Pagliuca nella ripresa. La cronaca live evidenzia una gestione abbastanza serena dei biancorossi nella seconda metà, pur con qualche sbandata.
IN SUPERIORITÀ CONTROLLO OK CINISMO MENO
Il canovaccio dal 46’ al 90’ è quello di una capolista che tiene il pallone, produce situazioni utili, ma non stappa il secondo gol. È qui che il Vicenza mostra la sua faccia meno scintillante: tanta applicazione, scelte non sempre felici nell’ultimo passaggio. Stückler ha sul destro la palla del 2-0 all’88’ e si fa respingere la conclusione da Scardigno; in precedenza, almeno due situazioni interessanti nascono da corse senza palla premiate in ritardo, oppure da cross con un tempo di gioco di troppo. L’istantanea finale è eloquente: tre punti d’oro, ma la sensazione di avere lasciato aperto un match che si poteva chiudere prima, specialmente con un uomo in più per oltre 50 minuti effettivi.
LA LETTURA TATTICA: CAROBBIO SOLIDO, FRESCO REATTIVO
Con Fabio Gallo squalificato, tocca al vice Andrea Carobbio sedersi in panchina e orchestrare un 3-5-2 pragmatico. La linea a tre con Cuomo–Leverbe–Benassai protegge l’area, gli esterni, a destra ancora Caferri, a sinistra Sandon, danno ampiezza senza abbassarsi troppo, in modo da tenere la Virtus schiacciata e costringerla a difendere sui lati. In mezzo, Carraro detta tempi e pressioni, con Zonta e Pellizzari a schermare e a saltare fuori sugli interni avversari. Davanti, Morra e Stückler alternano lavoro spalle alla porta e attacchi alla profondità, anche se l’indice di pericolosità cala quando si tratta di rifinire. Sul fronte Virtus (3-5-2), Luigi Fresco reagisce con cambi «di campo»: dentro Mastour per aggiungere inventiva tra le linee, più Pagliuca per avere una soluzione di attacco alla profondità e tiro rapido. Gli scaligeri, ridotti in 10, costruiscono due-tre minacce pulite, una su tiro di Pagliuca dal limite che esce di poco, un’altra su palla inattiva, senza però trovare la stoccata. La fotografia statistica live conferma il tema: Vicenza più presente nella metà campo avversaria, Virtus pericolosa a fiammate.
IL PROTAGONISTA: CAFERRI, QUALITÀ E RESPONSABILITÀ NEI MOMENTI CHIAVE
Non è solo il gol: Lorenzo Caferri interpreta il ruolo di esterno a tutta fascia con tempi di gioco da giocatore «più avanti» nel percorso. La punizione del 1-0 vale da sola il titolo di «migliore in campo», ma la sua partita è fatta anche di letture: diagonali difensive, gestione dell’uscita palla lato forte, due cross interessanti nella ripresa che non trovano il compagno al centro. Per un Vicenza che punta esplicitamente alla promozione diretta, avere un quinto così consapevole è un vantaggio competitivo. I resoconti locali parlano di una prova complessiva solida; aggiungiamo che, per l’economia del match, la sua pericolosità sui piazzati è un asset che sposta percentuali.
IL PESO IN CLASSIFICA E LA MEMORIA DEL PASSATO
Il successo ha un valore che va oltre i 3 punti: porta il Vicenza a consolidare la vetta con un margine indicato a +16 sul Brescia a 10 giornate dal termine, un dato che fotografa il dominio fin qui della capolista. È impossibile non incrociare questo presente con il passato recente: meno di un anno fa, proprio su questo campo, il Lane aveva visto sfumare la promozione. Stavolta, la squadra gestisce il vantaggio e capitalizza l’episodio favorevole, pur senza brillare in rifinitura. È il segno di una maturità raggiunta, il «corto muso» come cifra di chi sa prendersi ciò che serve quando serve.
IL TABELLINO DELLA PARTITA
VIRTUS VERONA-VICENZA 0-1
RETI: 2' Caferri (L).
VIRTUS VERONA (3-5-2): Scardigno, Daffara, Toffanin, Munaretti, Bassi, Fanini (40' st Caia), Gatti (40' st Ballarini), Zarpellon (30' st Lerco), Amadio, Cernigoi (18' st Mastour), Fabbro (1' st Pagliuca). A disp. Alfonso, Sibi, Cielo, Di Virgilio, Fiorin, Saiani, Mancini, Cuel, Devoti, Fiori. All. Fresco.
L.R.VICENZA (3-5-2): Gagno, Cuomo (40' st Vescovi), Leverbe (31' st Cappelletti), Benassai, Caferri, Zonta, Carraro, Pellizzari (40' st Rada), Sandon (40' st Talarico), Morra (31' st Rauti), Stuckler. A disp. Massolo, Bianchi, Capello, Cavion, Golin, Alessio, Costa, Vitale. All. Gallo.
ARBITRO: Mirabella di Napoli.
ESPULSI: 39' Amadio (V).
AMMONITI: Cuomo (L), Leverbe (L).