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Serie B

Non giocava mai, ha cambiato squadra ed è determinante: il 20enne ha conquistato la città di 560mila abitanti

Dietro le parate del classe 2006 c’è una formazione diversa: più corta, più sicura, più concreta e gli interventi tra i pali così pesano

SAMPDORIA SERIE B - TOMMASO MARTINELLI.

SAMPDORIA SERIE B - Tommaso Martinelli, portiere classe 2006, è sceso in campo 5 volte con i liguri dopo il trasferimento di gennaio dalla Fiorentina

È un pomeriggio umido al «Ferraris». Sugli spalti ronzano malumori antichi, sul campo l’inerzia pare fragile. Al minuto 90 contro il Modena, un pallone vaga al limite: controllo, preparazione, sassata di Tjaš Begić. Esplode la Gradinata. Mentre la squadra si abbraccia, lo sguardo corre alla sua area: il nuovo numero 50, Tommaso Martinelli, stringe i pugni e urla verso la panchina. È l’urlo di chi ha appena cucito un filo invisibile fra difesa e fiducia. In 5 gare da titolare, il portiere arrivato in prestito dalla Fiorentina ha inciso su 3 partite a porta inviolata, ha moltiplicato la convinzione del gruppo e, soprattutto, ha alzato la media punti della Sampdoria a 2,2 per incontro. Dati freddi, impatto caldo. Un effetto domino, prima di quel pomeriggio di Mantova del 21 febbraio 2026, quando la striscia positiva s’è interrotta.

LA SEQUENZA CHE HA CAMBIATO IL TONO DELLA STAGIONE
Prima dello scivolone di Mantova (2-1 il 21 febbraio 2026), i blucerchiati avevano messo insieme una serie utile di 6 gare: tre vittorie e tre pareggi. La rincorsa parte dal pari del 16 gennaio 2026 nel derby ligure con la Virtus Entella (1-1, allora tra i pali c’era ancora Simone Ghidotti), e prende consistenza dal debutto di Martinelli: 0-0 a Catanzaro il 25 gennaio, poi il successo per 1-0 sullo Spezia il 31 gennaio. Quindi il colpo a Modena (1-2 il 7 febbraio), il pirotecnico 3-3 contro il Palermo il 10 febbraio e il prezioso 1-0 sul Padova il 14 febbraio. Sei partite, un’identità ritrovata.

L'IMPATTO DI MARTINELLI, IL DATO RACCONTA OLTRE IL GESTO
Con Martinelli titolare in 5 delle 6 gare del mini-ciclo, la media punti sale a 2,2 a match. In quelle 5 presenze arrivano 3 clean sheet: a Catanzaro (0-0), contro lo Spezia (1-0) e contro il Padova (1-0). Non sono solo cifre: sono indizi di una trasformazione. Con un estremo difensore che spinge la linea a salire mezzo metro, che «comanda» l’area piccola, che non ha paura di sporcare i guanti sulla prima giocata avversaria, la Sampdoria è diventata più verticale senza perdersi in gestione sterile. La squadra ha accettato di rimanere compatta anche quando la pressione alta non paga: segnale di un equilibrio mentale nuovo, costruito parata dopo parata.

COSA CAMBIA NELLA FASE DIFENSIVA
La fotografia tattica dei blucerchiati con Martinelli è nitida: 1) Più coraggio sulle «uscite alte» del portiere, che libera la difesa dalla paura della seconda palla. 2) Maggior utilizzo dell’uscita corta guidata, con Matteo Ricci perno della prima costruzione e quinti (soprattutto Alessandro Di Pardo) pronti alla traccia di campo aperto. 3) Una gestione migliore delle transizioni negative: a Modena, per esempio, la squadra ha «tenuto» nei momenti di spinta gialloblù e ha colpito con Begić allo scadere, capitalizzando una fase difensiva paziente. Il filo rosso sta nell’idea di «protezione attiva» dell’area: non solo bloccare, ma prevenire. Su palla laterale, Martinelli taglia la corsia d’atterraggio dei cross bassi; sulle seconde palle, guida l’altezza del reparto. Formazione e contesto contano: il mercato invernale ha portato fisicità e personalità dietro (Dennis Hadžikadunić, Mattia Viti), e una batteria di esterni capaci di gamba e diagonale. Ma è fra i pali che la squadra ha ritrovato gerarchie chiare.

LE PARTITE CHIAVE DEL «NUOVO CORSO»
1) 25 gennaio 2026, Catanzaro–Sampdoria 0-0. Esordio e primo clean sheet: due interventi «di peso» in apertura ripresa, una gestione serena dell’area nei minuti finali. Segnale allo spogliatoio: c’è un riferimento. 2) 31 gennaio 2026, Sampdoria-Spezia 1-0. Gara sporca, decisa dal dettaglio. Uscite non sempre pulite, ma chiusure dei compagni sulla linea e porta inviolata: la fotografia di una squadra che «fa muro» attorno al suo giovane portiere. 3) 7 febbraio 2026, Modena-Sampdoria 1-2. La svolta emotiva: Brunori firma l’1-0, Begić il gol da tre punti al 90’. Nei momenti caldi, Martinelli tiene la barra dritta sulla gestione delle palle inattive finali. È la vittoria che certifica il cambio di passo. 4) 10 febbraio 2026, Sampdoria–Palermo 3-3. Partita ad alto volume, con fiammate e rimonte. Non la prestazione più pulita del portiere (tre gol al passivo), ma la striscia «senza sconfitte con lui in campo» resta intatta. Un punto che pesa sul morale e sulla classifica. 5) 14 febbraio 2026, Sampdoria–Padova 1-0. Terzo clean sheet in cinque presenze: vittoria «da squadra matura», con controllo dei momenti e gestione delle ripartenze. Media punti che viaggia.

PRESTITO «CONSAPEVOLE», LA FIORENTINA HA FATTO BENE E LA SAMPDORIA HA FATTO MEGLIO
Il trasferimento a titolo temporaneo è stato ufficializzato il 7 gennaio 2026: operazione secca, contratto fino al 30 giugno 2026. Per la Fiorentina, mettere minuti veri nelle gambe (e nelle mani) di un portiere classe 2006 rappresenta un investimento tecnico: crescere sotto stress, in una piazza che non perdona, vale più di un semestre «in ombra» dietro un titolare affermato. Per la Sampdoria, l’idea era chiara: «alzare» il livello del ruolo e, per riflesso, la soglia di attenzione del reparto. Scelta vincente. La narrazione è sostenuta dai numeri: i 3 clean sheet in cinque gare e la media 2,2 punti/partita sono un differenziale che, spalmato su un girone, sposta una stagione. In prospettiva viola, c’è un ulteriore risvolto: a 20 anni, il portiere sta facendo il pieno di letture, tempi d’uscita e gestione dell’errore, tasselli che nessun allenamento può simulare.

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