Serie A
25 Febbraio 2026
JUVENTUS SERIE A - Niccolò Rizzo, difensore classe 2007, conta 22 presenze e 3 reti nel campionato Primavera 1 stagione 2025-2026
C’è un pallone che rotola sull’erba dell’Allianz Stadium come se avesse fretta, mentre sugli spalti una mano stringe un biglietto stropicciato con una sola parola scritta a penna: «rimonta». È il promemoria emotivo di una serata che domanda coraggio. La Juventus di Luciano Spalletti si presenta al ritorno del playoff di Champions League contro il Galatasaray con un passivo pesante, quel 5-2 dell’andata che punge ancora e obbliga a una partita di pura aggressione mentale oltre che tattica. E allora il tecnico bianconero allunga la lista dei 22 convocati e gioca due carte importanti: il recupero di Kenan Yildiz e Gleison Bremer, reduci da acciacchi, e l’inserimento di due ragazzi che stropicciano gli occhi: Niccolò Rizzo (classe 2007, in Lista B UEFA) e Javier Gil Puche (classe 2006, Next Gen), alla prima chiamata europea della loro giovane carriera. È una notte che può insegnare molte cose, anche a chi la Champions la sta solo annusando.
IL QUADRO: SERVONO GOL, RITMO E LUCIDITÀ
Rimontare 3 reti in 90 minuti è un’impresa che pretende un equilibrio chirurgico tra audacia e controllo. La Juve non può limitarsi a inseguire l’euforia: le rimonte in Europa, quando riescono, nascono da dettagli curati e da una pressione che sa quando accelerare e quando respirare. La squadra di Okan Buruk arriverà a Torino con il conforto del risultato e l’idea, mai banale, di colpire in transizione. Ridurre al minimo le corse all’indietro e proteggere i «mezzi spazi» sarà una delle priorità bianconere, così come la gestione dei momenti in cui l’inerzia può girare a favore del pubblico di casa. Contesto, dunque, e scelte: qui entra in scena l’elenco dei convocati.
I CONVOCATI: 22 UOMINI PER UN MATCH SPARTIACQUE
La lista bianconera parla chiaro: 22 giocatori a disposizione, con un mix di esperienza, polivalenza e un pizzico di gioventù coraggiosa. Presenti Yildiz e Bremer, nonostante gli acciacchi. Fuori per squalifica Andrea Cambiaso e Johan Cabal; indisponibili per problemi fisici Emil Holm, Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik (quest’ultimo comunque fuori lista UEFA). Nella chiamata compaiono anche Niccolò Rizzo e Javier Gil Puche, due difensori che testimoniano la linea del club: promuovere merito e prospettiva quando l’emergenza lo impone ma anche quando il talento lo merita. Ecco l’elenco comunicato: Perin, Bremer, Gatti, Locatelli, Kelly, Conceição, Koopmeiners, Yildiz, Zhegrova, Boga, Kalulu, Di Gregorio, Adzic, Kostić, Thuram, Openda, Miretti, McKennie, Pinsoglio, David, Gil Puche, Rizzo. Una lista che, letta di fila, è un mosaico di identità calcistiche complementari che Spalletti può provare a incastrare per scalare la montagna.
DENTRO I NUMERI, COSA SIGNIFICA RIMONTARE UN 5-2
Recuperare 3 reti in una gara a eliminazione europea è raro ma non impossibile. Il punto non è solo segnare presto, ma farlo senza concedere la rete che rimetterebbe il Galatasaray al centro della scena. Una Juventus in vantaggio all’intervallo cambierebbe la pressione psicologica dell’intero secondo tempo. L’Allianz Stadium in queste notti sa essere una camera di risonanza straordinaria: servono ritmo alto nei primi 20 minuti, dosare il palleggio nella fase centrale e mantenere lucidità sulle scelte di rifinitura. Ridurre gli errori non forzati e, soprattutto, spegnere le transizioni avversarie con falli tattici «intelligenti» è un indicatore spesso sottovalutato quando si raccontano le rimonte.
I DUE ESORDIENTI IN CHAMPIONS: RIZZO E GIL PUCHE
1) Niccolò Rizzo. Centrale difensivo, nato il 19 luglio 2007, formatosi nel vivaio del Siena e poi cresciuto nel settore giovanile bianconero. Con l’Under 20 di Simone Padoin ha mostrato qualità da «costruttore» basso e presenza in area avversaria sui piazzati: 22 presenze e 3 gol in stagione tra i ragazzi, segnale di tempismo e coraggio. È iscritto in Lista B UEFA, dettaglio non secondario per capire come il club stia pianificando l’integrazione dei giovani nel percorso europeo. La sua prima panchina «vera» con i grandi risale alla fine del 2024; oggi, il salto emotivo della Champions, anche solo da convocato, è un’esperienza formativa che resta. 2) Javier Gil Puche. Difensore mancino, classe 2006, arrivato a Torino nell’estate 2023 dall’Alavés dopo la prima tappa al Murcia. Si è distinto con la Primavera e poi con la Juventus Next Gen, dove si è imposto per letture e pulizia tecnica, fino al rinnovo fino al 2028. Nel corso di questa stagione tra i professionisti ha sommato presenze, minuti veri e una crescita di responsabilità che gli hanno aperto la porta della prima squadra. Anche per lui, prima volta tra i convocati in Champions League con la possibilità di «annusare» il livello e imparare i tempi della competizione.
PERCHÈ CONTANO ANCHE SE NON GIOCHERANNO
In serate come questa, una convocazione non è un semplice simbolo: è un investimento di identità. Inserire Niccolò Rizzo e Javier Gil Puche in lista significa esplicitare un messaggio alla rosa: il merito viene premiato, la filiera tecnica dal settore giovanile alla Next Gen è parte della strategia e nelle emergenze si attinge a chi conosce i concetti e li sa tradurre in campo. Anche solo vivere il riscaldamento pre-partita, ascoltare lo stadio, leggere i tempi del risveglio muscolare accanto ai senatori costruisce competenze che tornano utili quando, a 19 o 20 anni, ti chiedono un quarto d’ora di lucidità in Serie A o in Coppa Italia. In prospettiva, sono chilometri muscolari e neuronali posati nel serbatoio.