Serie C
25 Febbraio 2026
ALBINOLEFFE SERIE C - Gabriele Baldi, portiere classe 2004 scuola Roma, nel campionato in corso è stato impiegato 10 volte dal tecnico Giovanni Lopez
C’è un pallone che rimbalza sul palo al minuto 90, un guanto che lo sfiora e un respiro collettivo che resta sospeso. Allo stadio Rigamonti-Ceppi, nel gelo del post-sera lombardo, il tiro di Parker sbatte sul legno, Gabriele Baldi si allunga e poi cozza con Bonaiti. L’FVS rivede l’episodio, niente rigore: finisce 0-0. È il fotogramma che meglio riassume l’AlbinoLeffe di queste settimane: squadra compatta, che ha imparato a sporcare le partite altrui e a pulire le proprie sbavature. Il pareggio del 23 febbraio 2026 a Lecco chiude la quinta gara consecutiva senza perdere e sancisce una maturità tattica figlia di lavoro, correzioni e un principio semplice: se non puoi vincerla, non devi perderla. Il tutto, alla vigilia di un doppio esame da grande: prima il L.R. Vicenza, poi l’Union Brescia.
IL PUNTO IN CLASSIFICA: 13° POSTO CON 34 PUNTI
L’aritmetica dice che i seriani sono al 13° posto con 34 punti. La fotografia al termine della 28ª giornata li arruola nel plotone delle «in bilico»: lontani dalla zona caldissima ma ancora costretti a guardarsi le spalle. Nei dettagli, la stagione racconta 8 vittorie, 10 pareggi e 10 sconfitte, con 38 gol fatti e 40 subiti: una differenza reti a -2 che conferma l’equilibrio di una squadra capace oggi più di ieri di restare dentro la partita. È il primo mattone identitario su cui Giovanni Lopez sta ricostruendo la sua creatura. I numeri di classifica e la fotografia del turno sono confermati dal quadro aggiornato post-Lecco, con l’AlbinoLeffe attestato a 34 dietro il gruppo playoff e davanti alla zona playout. La differenza reti a -2 e i 40 gol al passivo a 28 partite rendono la misura del percorso.
LA STRISCIA CHE HA CAMBIATO L'INERZIA: 6 PUNTI IN 4 PARTITE
La narrative recente è la bussola: 5 gare senza sconfitta, 6 punti nelle ultime 4, solo 2 gol subiti in quel mini-ciclo e una porta inviolata conquistata in trasferta nel derby con il Lecco. È il tratto che separa il periodo di sbandamento autunnale dalla concretezza invernale. Nella progressione, contano anche due tasselli-chiave: il 2-1 in rimonta sulla Pro Vercelli del 10 gennaio 2026, firmato Sali e De Paoli, e lo 0-1 sul campo del Cittadella del 1° febbraio 2026, griffato ancora da Sali. Due vittorie «educative», in cui la squadra ha saputo cambiare pelle in corsa, soffrire quando serviva e colpire all’istante giusto. La porta chiusa a Lecco è il timbro più recente su una patente di affidabilità difensiva tornata spendibile.
DAL CAMPO ALLE IDEE: IL 3-5-2 COME TELAIO
1) Il sistema di riferimento è un 3-5-2 (o 3-5-1-1) che Lopez ha saputo irrigidire dietro e rendere più elastico tra le linee. L’uscita palla è più prudente, l’ampiezza si costruisce con le mezze ali e, quando possibile, con gli esterni a tutta fascia. 2) Il baricentro medio s’è leggermente abbassato rispetto all’ottobre incerto, ma la squadra attacca ancora con 5-6 uomini sui ribaltamenti corti. 3) La gestione dei momenti è il vero upgrade: evitare l’overbooking di uomini oltre la linea della palla quando il punteggio è favorevole o neutro; accompagnare in due ondate gli sviluppi laterali per non lasciare il perimetro del recupero palla sguarnito. Questa razionalità è emersa anche nella gara del 23 febbraio: il Lecco ha forzato nel finale, ma l’AlbinoLeffe non s’è scomposto, ha riempito l’area con numeri e ha accettato il punto come capitale sportivo.
GLI UOMINI CHIAVE E LA LEADERSHIP SILENZIOSA
1) Giacomo Sali: è il valore aggiunto nella fase di rifinitura e attacco della profondità. Il suo gol decisivo a Cittadella ha certificato un periodo di forma brillante, già preannunciato dalla rimonta con la Pro Vercelli. Attacco dello spazio, primo controllo orientato, capacità di incidere nei finali: è il suo identikit. 2) Andrea De Paoli: letture intelligenti tra le linee, primo pressing e freddezza negli ultimi metri. Il timbro al 46’ st contro la Pro Vercelli pesa come una sentenza sulle ambizioni di metà classifica. 3) Alessandro Lombardi: mezzala-ibrida, porta qualità nel breve e timing d’ingresso sul secondo palo. È spesso l’uomo che trasforma una transizione in occasione. Lo si era già intravisto nel 3-2 al Novara a fine settembre. 4) Gabriele Baldi: la parata «sul palo» a Lecco è uno snodo simbolico. I numeri recenti parlano di solo 2 reti incassate nelle ultime quattro: non è casuale. Più pulizia tecnica nelle uscite, migliore comunicazione con la linea. 5) Simone Potop: la fascia non si misura a decibel, ma a orientamento del reparto. Il capitano è tornato al centro della linea nel momento più delicato e ha rimesso in bolla le distanze tra i tre dietro.
L'ALLENATORE: LA MANO DI LOPEZ TRA CONTINUITÀ E RICALIBRAZIONE
La storia recente dell’AlbinoLeffe è anche la storia del lavoro di Giovanni Lopez, che ha rinnovato fino al 30 giugno 2026 dopo aver riscritto nel 2024-2025 diversi record del club nell’era della nuova Serie C: 4° posto, 60 punti, 16 vittorie e 46 gol. La legittimazione contrattuale non ha addolcito il pragmatismo: in questa stagione, quando la classifica s’è fatta scivolosa, Lopez ha preferito asciugare il gioco e puntellare il sistema, rinunciando, quando necessario, a un uomo tra le linee per blindare le seconde palle. Una correzione che oggi paga in termini di solidità. Il percorso è stato segnato da assenze a intermittenza, fra cui i forfait di uomini-ossatura come Baroni, Boloca, Gusu, Lupinetti, con Garattoni e De Paoli monitorati a cavallo di metà febbraio, che hanno imposto rotazioni forzate e varianti di dettaglio. L’inserimento dello svincolato Gabriele Ferrarini dà una soluzione in più a destra, soprattutto in vista di un ciclo terribile. Qui la bravura è stata nell’evitare alibi e nel cucire il vestito sulla condizione reale della rosa.
CONCLUSIONE, IL CAPITALE INVISIBILE
C’è un valore che non va a tabellino: la tenuta emotiva. L’AlbinoLeffe degli ultimi 450 minuti è una squadra che non si sbriciola ai primi urti, che ha accorciato la distanza tra ciò che pensa e ciò che fa. Il calendario ora alza l’asticella per il team di Lopez: L.R. Vicenza e Union Brescia non perdonano, ma proprio per questo diventano occasione. Servirà lo stesso istinto che al 90’ a Lecco ha protetto il punto: mani forti, reparto corto, idee chiare. È così che si superano gli esami veri.