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Serie C

Non perde da 5 partite e ora trova le big del campionato, la squadra in crescita mette in vetrina un portiere super

Dalla trincea dell'ultimo turno contro la terza della classe, che ha visto protagonista il numero 1, ai banchi di prova ancora più difficili

ALBINOLEFFE SERIE C - GABRIELE BALDI

ALBINOLEFFE SERIE C - Gabriele Baldi, portiere classe 2004 scuola Roma, nel campionato in corso è stato impiegato 10 volte dal tecnico Giovanni Lopez

C’è un pallone che rimbalza sul palo al minuto 90, un guanto che lo sfiora e un respiro collettivo che resta sospeso. Allo stadio Rigamonti-Ceppi, nel gelo del post-sera lombardo, il tiro di Parker sbatte sul legno, Gabriele Baldi si allunga e poi cozza con Bonaiti. L’FVS rivede l’episodio, niente rigore: finisce 0-0. È il fotogramma che meglio riassume l’AlbinoLeffe di queste settimane: squadra compatta, che ha imparato a sporcare le partite altrui e a pulire le proprie sbavature. Il pareggio del 23 febbraio 2026 a Lecco chiude la quinta gara consecutiva senza perdere e sancisce una maturità tattica figlia di lavoro, correzioni e un principio semplice: se non puoi vincerla, non devi perderla. Il tutto, alla vigilia di un doppio esame da grande: prima il L.R. Vicenza, poi l’Union Brescia.

IL PUNTO IN CLASSIFICA: 13° POSTO CON 34 PUNTI
L’aritmetica dice che i seriani sono al 13° posto con 34 punti. La fotografia al termine della 28ª giornata li arruola nel plotone delle «in bilico»: lontani dalla zona caldissima ma ancora costretti a guardarsi le spalle. Nei dettagli, la stagione racconta 8 vittorie, 10 pareggi e 10 sconfitte, con 38 gol fatti e 40 subiti: una differenza reti a -2 che conferma l’equilibrio di una squadra capace oggi più di ieri di restare dentro la partita. È il primo mattone identitario su cui Giovanni Lopez sta ricostruendo la sua creatura. I numeri di classifica e la fotografia del turno sono confermati dal quadro aggiornato post-Lecco, con l’AlbinoLeffe attestato a 34 dietro il gruppo playoff e davanti alla zona playout. La differenza reti a -2 e i 40 gol al passivo a 28 partite rendono la misura del percorso.

LA STRISCIA CHE HA CAMBIATO L'INERZIA: 6 PUNTI IN 4 PARTITE
La narrative recente è la bussola: 5 gare senza sconfitta, 6 punti nelle ultime 4, solo 2 gol subiti in quel mini-ciclo e una porta inviolata conquistata in trasferta nel derby con il Lecco. È il tratto che separa il periodo di sbandamento autunnale dalla concretezza invernale. Nella progressione, contano anche due tasselli-chiave: il 2-1 in rimonta sulla Pro Vercelli del 10 gennaio 2026, firmato Sali e De Paoli, e lo 0-1 sul campo del Cittadella del 1° febbraio 2026, griffato ancora da Sali. Due vittorie «educative», in cui la squadra ha saputo cambiare pelle in corsa, soffrire quando serviva e colpire all’istante giusto. La porta chiusa a Lecco è il timbro più recente su una patente di affidabilità difensiva tornata spendibile.

DAL CAMPO ALLE IDEE: IL 3-5-2 COME TELAIO
1) Il sistema di riferimento è un 3-5-2 (o 3-5-1-1) che Lopez ha saputo irrigidire dietro e rendere più elastico tra le linee. L’uscita palla è più prudente, l’ampiezza si costruisce con le mezze ali e, quando possibile, con gli esterni a tutta fascia. 2) Il baricentro medio s’è leggermente abbassato rispetto all’ottobre incerto, ma la squadra attacca ancora con 5-6 uomini sui ribaltamenti corti. 3) La gestione dei momenti è il vero upgrade: evitare l’overbooking di uomini oltre la linea della palla quando il punteggio è favorevole o neutro; accompagnare in due ondate gli sviluppi laterali per non lasciare il perimetro del recupero palla sguarnito. Questa razionalità è emersa anche nella gara del 23 febbraio: il Lecco ha forzato nel finale, ma l’AlbinoLeffe non s’è scomposto, ha riempito l’area con numeri e ha accettato il punto come capitale sportivo.

GLI UOMINI CHIAVE E LA LEADERSHIP SILENZIOSA
1) Giacomo Sali: è il valore aggiunto nella fase di rifinitura e attacco della profondità. Il suo gol decisivo a Cittadella ha certificato un periodo di forma brillante, già preannunciato dalla rimonta con la Pro Vercelli. Attacco dello spazio, primo controllo orientato, capacità di incidere nei finali: è il suo identikit. 2) Andrea De Paoli: letture intelligenti tra le linee, primo pressing e freddezza negli ultimi metri. Il timbro al 46’ st contro la Pro Vercelli pesa come una sentenza sulle ambizioni di metà classifica. 3) Alessandro Lombardi: mezzala-ibrida, porta qualità nel breve e timing d’ingresso sul secondo palo. È spesso l’uomo che trasforma una transizione in occasione. Lo si era già intravisto nel 3-2 al Novara a fine settembre. 4) Gabriele Baldi: la parata «sul palo» a Lecco è uno snodo simbolico. I numeri recenti parlano di solo 2 reti incassate nelle ultime quattro: non è casuale. Più pulizia tecnica nelle uscite, migliore comunicazione con la linea. 5) Simone Potop: la fascia non si misura a decibel, ma a orientamento del reparto. Il capitano è tornato al centro della linea nel momento più delicato e ha rimesso in bolla le distanze tra i tre dietro.

L'ALLENATORE: LA MANO DI LOPEZ TRA CONTINUITÀ E RICALIBRAZIONE
La storia recente dell’AlbinoLeffe è anche la storia del lavoro di Giovanni Lopez, che ha rinnovato fino al 30 giugno 2026 dopo aver riscritto nel 2024-2025 diversi record del club nell’era della nuova Serie C: 4° posto, 60 punti, 16 vittorie e 46 gol. La legittimazione contrattuale non ha addolcito il pragmatismo: in questa stagione, quando la classifica s’è fatta scivolosa, Lopez ha preferito asciugare il gioco e puntellare il sistema, rinunciando, quando necessario, a un uomo tra le linee per blindare le seconde palle. Una correzione che oggi paga in termini di solidità. Il percorso è stato segnato da assenze a intermittenza, fra cui i forfait di uomini-ossatura come Baroni, Boloca, Gusu, Lupinetti, con Garattoni e De Paoli monitorati a cavallo di metà febbraio, che hanno imposto rotazioni forzate e varianti di dettaglio. L’inserimento dello svincolato Gabriele Ferrarini dà una soluzione in più a destra, soprattutto in vista di un ciclo terribile. Qui la bravura è stata nell’evitare alibi e nel cucire il vestito sulla condizione reale della rosa.

CONCLUSIONE, IL CAPITALE INVISIBILE
C’è un valore che non va a tabellino: la tenuta emotiva. L’AlbinoLeffe degli ultimi 450 minuti è una squadra che non si sbriciola ai primi urti, che ha accorciato la distanza tra ciò che pensa e ciò che fa. Il calendario ora alza l’asticella per il team di Lopez: L.R. Vicenza e Union Brescia non perdonano, ma proprio per questo diventano occasione. Servirà lo stesso istinto che al 90’ a Lecco ha protetto il punto: mani forti, reparto corto, idee chiare. È così che si superano gli esami veri.

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