Serie B
25 Febbraio 2026
BARI SERIE B - Kevin Piscopo, attaccante classe 1998, è giunto in Puglia nel mese di gennaio dopo 2 anni e mezzo alla Juve Stabia
Allo scadere del primo tempo, quando l’aria dell’«Euganeo» si fa densa e il Bari sembra scivolare in un’altra serata di rimpianti, una traiettoria pulita rompe la trama della sfida: l’appoggio di Cavuoti, il sinistro rapido di Kevin Piscopo, la rete che gonfia e, con lei, un’idea semplice e potente. «Sbloccato». È la parola che lui stesso userà poche ore dopo. Ma è anche la sensazione che attraversa una squadra che da settimane cerca l’appiglio giusto per rimettersi in rotta. Il pareggio per 1-1 sul campo del Padova nella giornata di campionato di sabato 21 febbraio 2026 non vale 3 punti, ma consegna ai biancorossi una bussola emotiva e tecnica che potrebbe pesare più di quanto dica la classifica.
L'ECO DELLE PAROLE: FIDUCIA, RABBIA BUONA E CONCRETEZZA
Nell’intervista concessa a TeleBari il 24 febbraio 2026, Piscopo non dribbla il punto: il gol lo ha aiutato a entrare con più continuità nel gioco, a sentirsi «dentro» la partita, e soprattutto a guardare con più fiducia le prossime tappe. Al tempo stesso, il pareggio lascia un rimpianto: il Bari ha prodotto, ma ha concretizzato poco. Serve più cinismo sotto porta, più concretezza nell’ultimo tocco. Non retorica, ma un promemoria diretto allo spogliatoio. E un’assunzione di responsabilità: «ogni gara è un’opportunità», e l’umore è quello di una squadra «arrabbiata» perché non ha portato a casa il massimo. Infine, una motivazione ulteriore: l’obbligo di riscatto che scatterà con la salvezza. Queste frasi non restano isolate. Già a metà febbraio, dopo la sfida con lo Spezia, il classe 1998 aveva insistito sullo stesso tasto: ripartire dai momenti migliori delle partite e aumentare la ferocia sotto porta. Un filo rosso che lega la narrazione personale alla fisionomia tecnica del Bari.
RITRATTO DI UN EQUILIBRIO CERCATO
Le scelte e i segnali. 1) Il Bari ha mostrato, per larghi tratti, una struttura più compatta: la fase difensiva ha retto nei momenti cruciali grazie a un Cerofolini attento e a un reparto che, pur con difetti, ha tenuto la linea. 2) L’ingresso nel match di uomini come Rao ha dato strappi utili a risalire il campo; Cavuoti ha acceso la luce nella trequarti con l’assist del pari. 3) L’attacco ha alternato buone soluzioni a errori di misura, confermando l’urgenza di alzare la percentuale realizzativa nelle situazioni favorevoli. La cronaca di giornata restituisce una lettura coerente: Bari capace di rimontare e di cercare nel finale la giocata vincente, con più tiri in porta rispetto all’avversario, un dato non banale per una squadra spesso timida in trasferta. È poco per cantare vittoria, ma abbastanza per credere che l’inerzia possa cambiare se accompagnata da passi concreti.
CHI È KEVIN PISCOPO OGGI
Cresciuto nel vivaio del Genoa, dopo aver iniziato a farsi notare ai tempi dei Dilettanti nel Santhià, passaggi in Serie C a più tappe, assaggi di Serie B a singhiozzo tra Empoli e SPAL, poi la ripartenza, fino alla consacrazione con la Juve Stabia: prima il titolo in C da protagonista, quindi la stagione d’esordio in B con 3 reti in 37 presenze e, quest’anno, il salto a Bari con una clausola che lega il futuro all’obiettivo salvezza. Una traiettoria che racconta un calciatore non «arrivato» ma altamente allenato alla difficoltà. 1) Posizione naturale: tra trequarti ed esterno a piede invertito, con capacità di cucire il gioco corto e di attaccare la mezzaluna. 2) Compiti aggiuntivi: nelle parole di Longo, disponibilità al lavoro «a tutta fascia» sulla destra quando la gara lo impone, un plus in ottica rotazioni e gestione delle energie. 3) Punto di lavoro: trasformare frequenza di gioco e conduzione palla in occasioni pulite per i compagni e in finalizzazione propria, aumentando la presenza in area attaccando il secondo palo.
LA CORNICE DI CLASSIFICA, LA SALVEZZA NON È UNO SLOGAN
La graduatoria della Serie B 2025-2026 resta compressa, soprattutto nella coda. Il pari di Padova-Bari 1-1 non sposta in maniera decisiva il posizionamento della squadra di Moreno Longo, ma tiene aperta la corsa: i biancorossi restano in scia al gruppetto che si gioca permanenza diretta e play-out, con margini ridotti e calendario fitto di scontri incrociati. È un equilibrio instabile, dove un filotto di 2-3 risultati positivi può ribaltare scenari che oggi appaiono duri. Numeri e contesto: la fotografia aggiornata dopo la 26ª giornata racconta un torneo in cui la zona bassa è separata da pochi punti, con il Bari chiamato a capitalizzare gli scontri diretti.
LO SCENARIO TATTICO CON PISCOPO «SBLOCCATO»
1) Valorizzare il suo primo controllo orientato tra le linee. Quando Piscopo riceve sul mezzo spazio di sinistra, tende a trovare la soluzione rapida per la corsa del compagno: con attacchi coordinati di Rao o della punta, può nascere la giocata «dentro-fuori-dentro» che rompe le difese a blocco medio. 2) Alternare il ruolo di trequartista con quello di esterno a destra a tutta fascia in corso d’opera, per cambiare la lettura degli avversari e sfruttare il suo passo in transizione. 3) Aumentare i tagli sul secondo palo quando il gioco si sviluppa a destra: il gol di Padova nasce da un tempo di inserimento perfetto; replicare quel tempo d’attacco può valere qualche rete «facile» in più. La clausola che lega il riscatto alla salvezza non è un dettaglio di mercato: è una leva psicologica che tiene insieme l’interesse del club e quello del calciatore. Per Piscopo, ogni contributo che avvicini il traguardo ha un ritorno professionale immediato; per il Bari, significa incentivare la continuità del progetto su un profilo che, a 28 anni, può entrare nel suo picco prestazionale.