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Trofeo Italo Galbiati

Un poker strepitoso per centrare i quarti: il Lecco vola e adesso incrocia il Milan

La squadra di Vicinanza Toscano ritrova smalto ed elimina la Giana con una prestazione maiuscola

Un poker strepitoso per centrare la semifinale: il Lecco vola tra le migliori 4

TROFEO ITALO GALBIATI LECCO - Fellini, Ariu e Valente

Quarti di finale che si aprono con due squadre in cerca di riscatto. Il Lecco contro il Sarnico aveva rischiato di vedere spegnersi tutto, aggrappandosi al risultato con più tensione che certezze. La Giana, dal canto suo, aveva attraversato l’inferno dei rigori contro il Rigamonti, passando sì il turno, ma con il fiato corto. Ecco perché questa partita rappresentava molto più di un’altra sfida ad eliminazione diretta per entrambe. Era un esame di maturità. Un’occasione per dimostrare che quella sofferenza era stata una lezione, un insegnamento del quale approfittare per mettere in scena una partita leggendaria, fatta di qualità e carattere.

LA POSTA IN PALIO

Si respirava qualcosa di diverso già nel riscaldamento. Sguardi più duri, movimenti più decisi. Nessuno voleva rivivere le stesse paure, ma soprattutto entrambe volevano andare avanti per accedere alle semifinali del torneo e fronteggiarsi con realtà di categoria superiore. L'avvio è teso, ad alto ritmo ma con qualche imprecisione di troppo, si percepisce il peso della partita da ambe le parti. C'è bisogno di una scossa emotiva, e il Lecco la trova attraverso le giocate di Fellini, che sembra averne giocate 100 di queste partite, e guida i suoi a prendere campo. La Giana prova a rispondere con orgoglio, a ricordare a tutti che chi ha superato i rigori non teme la pressione. È un braccio di ferro emotivo prima ancora che tecnico, ma è il Lecco ad avere il controllo del gioco. Il primo tempo scorre rapido, le occasioni sono poche, nessuno sospetta che da lì a poco arriverà la giocata cardine della serata. Un duello sulla fascia, uno di quelli che sembrano uguali a mille altri visti nel match. Ma non lo è. Ariu vince il contrasto contro un Guarnieri fino a quel momento insuperabile, rientra sul destro e calcia, calcia forte ma soprattutto con tantissimo effetto. Il pallone prende una traiettoria quasi beffarda, sembra uscire, poi rientra all’ultimo e si infila dove il portiere non avrebbe mai immaginato, ad un millimetro dal palo. Per un secondo c’è silenzio, nessuno dei 22 in campo sembra credere all'effetto di quel destro, ma una volta realizzato l'accaduto esplode tutto. È 1-0 Lecco ad un minuto dalla fine del primo tempo, un gol che fa malissimo alle ambizioni della Giana.

UN SECONDO TEMPO PERFETTO

Non è solo un gol quello che ha aperto e spaccato la partita. È la sensazione di aver scacciato qualcosa, di aver trasformato la paura in coraggio. Nel secondo tempo non si gioca solo per difendere un vantaggio. Si gioca per affermare un’identità. Il Lecco alza il pressing, fa capire alla Giana che non ci saranno margini di rimonta, ma i bianco rossi provano a restare aggrappati in ogni modo, con la grinta di chi non si arrende mai e la consapevolezza dei propri mezzi che solo le grandi squadre hanno. Il Lecco però è indemoniato e dopo pochi minuti dall'avvio del secondo tempo colpisce nuovamente: Leoni lavora benissimo un pallone sulla fascia, trova in area Valente che smista subito il pallone per Fellini che apre il piatto e infila il pallone all'angolino chiudendo definitivamente le speranze degli ospiti. Da quel momento in poi la Giana alza bandiera bianca, il Lecco si esalta e trova campo e spazio per far male, con due reti in pochissimi minuti: prima con Fellini, abilissimo a siglare la doppietta personale su un cross perfettamente calibrato da Leoni, e poi con Valente che dal dischetto è glaciale nel siglare il 4-0 finale. Una partita dominata dal peso specifico triplo, perché dopo aver rischiato di cadere, la cosa più difficile non è vincere. È convincere. Convincere se stessi di essere più forti delle proprie paure. E questa volta, tra corse, duelli e un destro che ha cambiato l’inerzia, la risposta è arrivata. Una risposta forte, di personalità, che restituisce al Lecco tutte le sue certezze e fa capire alle contendenti che per l'obiettivo finale ci sono, eccome, gli uomini di Vicinanza Toscano.

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