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Serie A

Atalanta, ecco gli esterni del futuro: hanno 18 anni o anche meno e sono pronti a farsi strada nel calcio italiano

Dalla scelta sistemica alla resa sul campo: come la Dea ha costruito il suo «vivaio di terzini» e c'è chi ha già fatto tanta strada

ATALANTA UNDER 23 SERIE C - FEDERICO STEFFANONI

ATALANTA UNDER 23 SERIE C - Federico Steffanoni, classe 2008, ha già debuttato tra i Professionisti lo scorso ottobre contro il Foggia

Una porta d’emergenza si apre al minuto 65 di un’amichevole estiva a Lipsia: la palla spiove sul limite, un sinistro in controbalzo sorprende il portiere e gela lo stadio. Nome sul tabellino: Lorenzo Bernasconi, classe 2003, fresco di Serie C fino a maggio, appena promosso a sorpresa titolare nella notte del debutto in Champions League al Parco dei Principi, contro i campioni in carica. È un fotogramma che condensa un decennio di lavoro: se in Italia c’è un club capace di trasformare i ragazzi di fascia in terzini, quinti e esterni moderni, quello è l’Atalanta. E il caso Bernasconi è solo l’ultimo indizio in una sequenza che parte da lontano e continua a rinnovarsi, stagione dopo stagione.

UN MARCHIO DI FABBRICA: A BERGAMO GLI ESTERNI MATURANO PRIMA
Dietro la «fabbrica» c’è una scelta culturale e organizzativa. L’Atalanta ha reso centrale il ruolo degli esterni dentro un progetto tecnico che chiede ai laterali di essere due giocatori in uno: difendenti con campo alle spalle e registi d’ampiezza quando si riparte. L’arrivo di Roberto Samaden alla guida del Settore Giovanile ha saldato metodo e identità: comportamento, spirito competitivo, qualità tecnica. Non uno slogan, ma una griglia di lavoro che orienta scouting, allenamento e passaggi di categoria. Il dirigente, per 33 anni anima del vivaio dell’Inter, è a Zingonia dal 1° luglio 2023 e la sua impronta è visibile nel continuum tra Under 18, Primavera e Under 23. La seconda squadra, varata nel 2023 e oggi stabilmente in Serie C, è il ponte che mancava: ritmo, contrasti veri, letture da adulti. Un investimento ripetuto, segnale di quanto la Dea creda nel percorso graduale verso l’élite. Qui gli esterni imparano a gestire ampiezza e profondità contro avversari esperti, prima di affacciarsi alla A o di fare step mirati in prestito.

LA LINEA DEL TEMPO: CHI È PASSATO DA LÌ 
1) Matteo Ruggeri ha vestito il ruolo di esterno sinistro totale in nerazzurro: pressione alta, cross, coperture sulle transizioni. L’estate 2025 ne ha certifcato lo status con il trasferimento all’Atlético Madrid. In Spagna si è inserito da difensore mancino elastico, alimentando la catena sinistra dei Colchoneros e registrando presenze e dati solidi anche in Champions 2025-2026. È la prova che la scuola di Zingonia produce profili europei. 2) Davide Zappacosta, veterano del ruolo, è diventato a Bergamo mentore tecnico per le nuove leve. L’Atalanta ha attivato l’opzione prolungandone l’accordo fino al 30 giugno 2026, segnale di fiducia in un esterno che continua a garantire intensità, letture e disponibilità tattica. Nel 2025 ha toccato quota 27 presenze stagionali già a febbraio, prima di alcuni stop brevi, rientrando regolarmente a inizio 2026. L’esperienza di Zappacosta resta un asset per accompagnare la crescita dei ragazzi. 3) Nadir Zortea, prodotto del vivaio nerazzurro, ha seguito una traiettoria diversa ma istruttiva: prestiti formativi, poi l’esplosione al Cagliari con 6 gol e 2 assist nel 2024-2025, quindi il salto al Bologna nell’estate 2025. Un «quinto» capace di coprire entrambe le corsie, che testimonia come il modello Atalanta generi esterni duttili e pronti a imporsi altrove. 4) Marco Palestra, classe 2005, nato mezzala e trasformato in terzino/esterno destro, ha bruciato le tappe: debutto europeo in prima squadra il 14 dicembre 2023 e, nella scorsa estate, prestito al Cagliari per completare il ciclo di crescita da titolare. È uno dei casi-studio migliori per capire come la Dea rifinisca i profili in base al potenziale atletico e cognitivo. 5) Lorenzo Bernasconi, già citato, è il simbolo dell’ascensore tecnico tra Under 23 e prima squadra nel 2025-2026: dopo un’annata da 35 presenze e 3 gol in Serie C con l’Under 23, ha esordito titolare in Champions e si è ritagliato minuti veri nel nuovo ciclo della Dea. Il suo profilo, esterno mancino alto, 1,90 di struttura e piede educato, è l’espressione di una scuola che insegna a «sentire» il ruolo sulle due fasi.

GIOVANI DA SEGNARE CON IL PENNARELLO. 1 (STEFFANONI)
C’è chi nasce «esterno» e chi, come Federico Steffanoni (2008), ci arriva per competenze: mezzala/cursore, piede pulito e una duttilità che piace agli staff perché coniuga governo del ritmo e copertura dell’ampiezza. A 17 anni ha già assaggiato la Serie C con l’Atalanta Under 23, è stato premiato come «giovane rivelazione» ai Primavera Best Awards (maggio 2025) e nel novembre 2025 ha vestito l’Azzurro al Mondiale U17 in Qatar. Nella stagione scorsa ha sommato minutaggi importanti tra Primavera 1, UEFA Youth League e Nazionale U17, segno di un ragazzo che interiorizza velocemente i contesti. Oggi, tra Primavera e U23, ha già superato il muro delle presenze a doppia cifra: la sensazione è che la curva continui a salire.

GIOVANI DA SEGNARE CON IL PENNARELLO. 2 (MARRONE)
Federico Marrone (2008) è un terzino/quinto destro in costruzione, «scovato» da Beppe Bergomi ai tempi dell’Accademia Inter e poi cresciuto a Zingonia: lo descrivono come un ragazzo che «pensa poco e va», cioè attacca la corsia con coraggio, verticalizza e non teme il duello. Per lui 22 presenze e 4 gol in U17 nella passata stagione e l’avvio da 14 presenze e 2 reti in Under 18; il 25 febbraio 2026 ha segnato il gol che ha illuso l’Atalanta Under 18 contro la Fiorentina (1-1). Oggi è stabilmente nel gruppo Primavera/Under 18 e il salto di reparto è questione di tempi e dettagli.

GIOVANI DA SEGNARE CON PENNARELLO. 3 (NAVARRO)
Arrivato nell’estate 2024 dalla Masia per circa 2 milioni (più bonus), Albert Navarro (2007, 1,88), mancino naturale, ha iniziato da centrale ma a Bergamo si sta plasmando anche da terzino/esterno sinistro: piede educato, fisicità e una mobilità che lo rende utilizzabile in più linee. Con l’Atalanta Under 23 sta accumulando gare in Serie C, e la Nazionale U18 spagnola ne monitora il percorso. Profilo «internazionale» che beneficia del laboratorio tattico nerazzurro, ideale per chi deve imparare tempi e altezze da quinto.

I MAESTRI E GLI ESEMPI
La pipeline degli esterni atalantini è lunga. Oltre ai nomi già evidenziati, la batteria Under 23 ha schierato in questi anni altri laterali «formativi» come Davide Ghislandi e Federico Bergonzi, a conferma di una catena ampia che alimenta allenamenti, concorrenza interna e cultura del ruolo. La presenza di un riferimento esperto come Zappacosta in spogliatoio rende più rapido il trasferimento di dettagli (postura sul controllo orientato, timing del cross, scelte a due tocchi). E quando il ciclo richiede un cambio della guardia, la Dea non ha timori: la cessione di Ruggeri ha aperto spazio reale a Bernasconi, subito testato anche ai massimi livelli. È il paradigma gestionale nerazzurro: vendere nel momento giusto, coprire con chi è già dentro il sistema, reinvestire dove serve. 

CONCLUSIONE: PERCHÈ CHI È PASSATO DA LÌ RESTA UNA GARANZIA
La storia recente insegna che un esterno «uscito» da Zingonia sa già stare dentro partite ad alta complessità: letture, gestione dello spazio, attacco della profondità, postura del corpo nei primi 2-3 tocchi. Che poi giochi a Bergamo, a Bologna o a Madrid, porta con sé un imprinting chiaro. Ruggeri lo ha confermato in Liga e in Champions; Zappacosta incarna il «benchmark» interno; Zortea dimostra che la scuola vale anche quando cambi maglia; Palestra e Bernasconi sono la staffetta generazionale già in corso. E alle loro spalle premono Steffanoni, Marrone e Navarro: tre modi diversi di interpretare una stessa idea, l’esterno moderno, che a Bergamo è molto più di un ruolo. È un percorso.

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