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Compie 18 anni e potrà vestire la maglia dell'Italia, ecco il difensore del futuro che piace tanto a Gattuso

Tra burocrazia in volata e campo già da grande, il ragazzo classe 2008 incanta l’Atalanta e spalanca scenari nuovi per la Nazionale

ATALANTA SERIE A - HONEST AHANOR

ATALANTA SERIE A - Honest Ahanor, difensore classe 2008, nella scorsa estate è passato dal Genoa, club con cui ha esordito in Serie A, al bergamaschi

Una mattina d’inverno a Bergamo, fuori dalla nuova casa della Dea, c’è un ragazzo che esce dal centro sportivo con un fascicolo sotto il braccio. Nel dossier non c’è una proposta milionaria, né un rinnovo lampo: sono le «carte giuste» per diventare italiano. Tre giorni prima, il 23 febbraio 2026, ha soffiato sulle sue prime 18 candeline; il giorno stesso in cui, per la legge italiana, un ragazzo nato qui da genitori stranieri può finalmente dire la sua sulla propria appartenenza. Si chiama Honest Ahanor, fa il difensore, veste la maglia dell’Atalanta e, dopo aver avviato l’iter per ottenere la cittadinanza italiana, è passato in poche ore da «talento del futuro» a «tema del presente» per il ct Gennaro Gattuso. Non è una favola, ma la somma di biografia, regole, mercato e prestazioni, tutte convergenti verso un unico esito: un diciottenne che corre forte, in campo e fuori.

RADICI ITALIANE, ORIZZONTE INTERNAZIONALE
Nato ad Aversa da genitori nigeriani, Honest Ahanor è il prototipo del calciatore globale cresciuto dentro i confini italiani: identità mista, formazione tecnica di casa nostra, opzioni aperte per la carriera internazionale. Le sue radici sportive affondano nel settore giovanile del Genoa, dove, da sotto età, ha bruciato le tappe mostrando un’elasticità tattica rara per un mancino di 1,84 capace di interpretare più ruoli della linea arretrata. L’ufficialità del suo approdo all’Atalanta è arrivata nell’estate 2025: visite superate, firma e un trasferimento costruito sul lungo periodo da un club che fa della competenza tecnica un marchio. I dettagli: operazione da quota fissa e bonus, con il biglietto da visita del «primo 2008» titolare in Serie A già a 16 anni. In Serie A aveva debuttato il 28 settembre 2024 con il Genoa contro la Juventus, un pomeriggio che ha fotografato la precocità del ragazzo e ha richiamato, a posteriori, le ragioni della scelta Atalanta: un ambiente che valorizza chi ha tecnica, letture e coraggio. Nelle sue tappe giovanili spunta anche un’ammirazione dichiarata per Paolo Maldini, indizio tutt’altro che banale per capire quanta attenzione ponga alla purezza del gesto difensivo.

IL PRESENTE NERAZZURRO: MINUTI VERI
Nella stagione 2025-2026, Ahanor ha trovato spazio vero. La fotografia più recente consegna numeri che aiutano a misurarne l’impatto: 1) in Champions League ha collezionato 6 presenze con l’Atalanta, toccando una precisione di passaggio superiore al 95%, indice di pulizia tecnica e concentrazione in contesti di massima pressione; 2) tra Serie A, Coppa Italia e Champions, il totale delle apparizioni ha superato quota 20 e, secondo testate locali, è già arrivato a 24 con anche 1 gol in coppa, a conferma di una crescita che non è più episodica ma ripetuta nel calendario. La forbice tra i dati ufficiali UEFA (limitatamente alle coppe) e i consuntivi di stampa (tutte le competizioni) è fisiologica, ma racconta la stessa cosa: per un ragazzo di 18 anni il minutaggio è da giocatore inserito nelle rotazioni principali. E qui rientra una delle parole-chiave del mondo Atalanta: «contesto». Allenatori e dirigenti nerazzurri hanno cucito addosso ad Ahanor un percorso che alterna responsabilità e protezione, con il risultato più prezioso per questa fascia d’età: sbagliare poco, imparare molto.

CITTADINANZA ITALIANA: COSA PREVEDE LA LEGGE
Il cuore della notizia è burocratico, ma le sue conseguenze sono squisitamente sportive. La legge n. 91/1992, all’articolo 4, comma 2, stabilisce che i nati in Italia da genitori stranieri, residenti legalmente e senza interruzioni fino alla maggiore età, possono acquisire la cittadinanza italiana tramite una semplice «dichiarazione di volontà», da presentare entro il compimento dei 19 anni. Tradotto: chi compie 18 anni ha una finestra di 365 giorni per dire «sì, voglio essere italiano anche sulla carta». Nel caso di Ahanor, essendo nato in Italia e avendo compiuto i 18 anni il 23 febbraio 2026, la tempistica è stata rispettata: la mattina del 26 febbraio 2026 sono state spedite le pratiche per chiudere l’iter. È un passaggio che, ormai, la giurisprudenza e le prassi amministrative hanno reso più lineare rispetto al passato, anche grazie a semplificazioni che tutelano i ragazzi della cosiddetta «seconda generazione». Non si tratta di uno «ius soli» automatico, ma di un diritto condizionato: si nasce senza cittadinanza italiana, la si può ottenere con un atto formale dopo la maggiore età, a patto di aver vissuto qui in continuità. Per il calcio, questa sottigliezza giuridica produce un effetto immediato: a pratiche concluse, Ahanor diventa selezionabile dalla Nazionale italiana. È un passaggio tecnico ma decisivo: oggi il ragazzo è eleggibile per la Nigeria (genitori nigeriani) e, a breve, potrà essere considerato a tutti gli effetti un calciatore italiano ai fini delle convocazioni.

GATTUSO OSSERVA: AHANOR PIACE AL CT
Il ct della Nazionale, Gennaro Gattuso, ha già lasciato intendere quale sia la sua linea: ritmo alto, principi chiari, meritocrazia. La sua investitura, formalizzata nell’estate 2025, ha segnato una virata pragmatica per rincorrere il Mondiale 2026 con gli spareggi di fine marzo come primo crocevia. Dentro questo quadro, un difensore mancino, duttile, affidabile nel cortocircuito tra pressione e ripartenza, è una pedina che torna utile. Non a caso, fonti qualificate raccontano di un monitoraggio già in atto e della possibilità, non campata in aria, che Gattuso rifletta sulla sua convocazione una volta concluso l’iter di cittadinanza. Prudenza d’obbligo sui tempi, ma l’interesse tecnico c’è, e da mesi. Dove potrebbe incastrarsi in azzurro? Le alternative a sinistra della difesa non abbondano: un profilo che sappia giocare «braccetto» in una linea a tre, o esterno bloccato in una linea a cinque, è una risorsa strategica. La sua educazione tattica lo rende compatibile con più strutture: letture preventive sul corto, progressione palla al piede quando c’è spazio, diagonali profonde grazie a passo e coordinazione. In Champions, la percentuale di passaggi riusciti oltre il 95% racconta anche la capacità di non «buttare» palloni, qualità che i selezionatori apprezzano quando alzando il livello si riducono i margini d’errore.

SCENA FINALE: IL TALENTO E LA PAZIENZA
La tentazione di chiedere tutto e subito a chi brucia le tappe è fortissima. Ma la storia recente della Dea insegna che la pazienza non è un freno, bensì un acceleratore ben dosato. Honest Ahanor ha combinato minuti, continuità e una gestione caratteriale che ha convinto chi lo vede ogni giorno a Zingonia. Se la burocrazia, questa volta, corre alla stessa velocità del suo passo in campo, potremmo vedere presto un ragazzo nato in Campania da famiglia nigeriana indossare l’azzurro: non per moda, non per slogan, ma perché il campo, e le regole, dicono che se l’è guadagnato. In fondo, quelle «carte» sotto il braccio mentre esce dal centro sportivo non sono che l’ultima azione difensiva ben letta in anticipo: chiudere la propria posizione, guadagnare metri, e poi ripartire. Con la maglia dell’Atalanta addosso e, magari presto, quella dell’Italia.

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