Serie C
27 Febbraio 2026
TRAPANI SERIE C - Salvatore Aronica, allenatore del club siciliano già in panchina la scorsa stagione
Una monetina da 0,10 euro. È quanto basta, per un settore dello stadio, a Trapani, per assistere sabato 28 febbraio 2026 alla sfida di Serie C contro l’Atalanta Under 23. Un gesto clamoroso e calcolato, quasi un esperimento sociale, nel momento in cui la città è attraversata da una frattura profonda tra la proprietà e una parte del proprio tifo organizzato. Mentre la Curva Nord annuncia il proprio «restare fuori» dallo stadio «fino a data da destinarsi», il club sceglie la via del prezzo-simbolo: riempire la Gradinata con un biglietto al costo di una caramella. L’obiettivo è semplice e ambizioso insieme: risvegliare il sostegno attorno a una squadra che combatte in classifica con 15 punti di penalizzazione complessiva e un calendario che non concede sconti.
UN'OFFERTA-LAMPO: UN SOLO SETTORE
L’iniziativa, decisa su input del presidente Valerio Antonini, riguarda esclusivamente il settore Gradinata del Provinciale e vale soltanto per la gara contro l’Atalanta Under 23 di sabato, calcio d’inizio alle 14:30. La biglietteria di via Sicilia è l’unico canale abilitato, una scelta che trasforma l’acquisto in un gesto volutamente «fisico», di presenza. È una misura emergenziale, dal sapore più politico che commerciale: una mano tesa alla piazza per ricompattare attorno ai calciatori un ambiente agitato da settimane di polemiche. La nota che ha accompagnato la decisione è inequivoca: «Riempiamo il Provinciale». Non è la prima promozione «aggressiva» sul prezzo: a fine gennaio 2026, per la sfida con il Team Altamura, la società aveva già varato il biglietto in Gradinata a 3 euro. Ma la soglia dei 10 centesimi sposta l’asticella sul terreno del simbolico: più che una scontistica, un appello alla comunità granata.
IL BOICOTTAGGIO DELLA CURVA NORD: «RESTIAMO FUORI»
A fare da controcanto all’offerta è arrivato il comunicato della Curva Nord: «Abbiamo deciso di non entrare allo stadio fino a data da destinarsi. Resteremo fuori dalla nostra curva, a modo nostro, ad incitare la squadra e a contestare il presidente». Parole durissime che fotografano una rottura non più ricomponibile nel breve periodo e che chiamano in causa direttamente Valerio Antonini. La Curva rimprovera alla società scelte gestionali, provvedimenti sugli abbonamenti di alcuni storici frequentatori del settore, promesse giudicate non mantenute e un tono di comunicazione percepito come offensivo. Il messaggio, chiuso dallo slogan “Antonini vattene”, rimarca la separazione tra tifo organizzato e proprietà. La frattura non nasce oggi: nelle scorse settimane e mesi, i cori di contestazione, gli striscioni e i richiami sui social hanno accompagnato anche partite vinte sul campo, a conferma di una crisi di fiducia che non si cura con il solo risultato.
LA CORNICE ISTITUZIONALE: PENALIZZAZIONI E ULTERIORI DECISIONI
Il contesto competitivo del Trapani è segnato da un quadro disciplinare pesante. Dopo il -8 comminato nel maggio 2025 (da scontare nel 2025/26) per violazioni amministrative legate, tra l’altro, alla vicenda dei crediti d’imposta, a gennaio 2026 è arrivato un ulteriore -7 per inadempienze su contributi e ritenute: la somma delle due penalizzazioni fa -15. Il 20 febbraio 2026, la Corte Federale d’Appello ha respinto il reclamo del club e confermato il -7 e le inibizioni ai dirigenti, tra cui Antonini. Un’ulteriore decisione del Tribunale Federale su possibili nuove sanzioni è attesa a marzo 2026. Sono date e numeri che pesano sulla classifica e sulla serenità dell’ambiente. In parallelo, anche l’altra creatura sportiva del presidente, la squadra di basket Trapani Shark, ha vissuto mesi complicati tra penalizzazioni e tensioni con il Comune per la convenzione d’uso dell’impianto: un clima che inevitabilmente riverbera sulla percezione della piazza.
PERCHÈ TRAPANI-ATALANTA UNDER 23 PESA COSÌ TANTO
Sul campo, la gara contro l’Atalanta U23 ha un valore specifico alto. Gli orobici hanno già incrociato i granata il 19 ottobre 2025, imponendosi 2-0 a Caravaggio nella gara d’andata. Allora, la squadra bergamasca colpì subito con Manzoni e Levak, ipotecando la sfida nei primi 16 minuti. È un precedente che racconta la pericolosità di una formazione giovane, dinamica, capace di esaltarsi nel ritmo e nell’ampiezza. Per il Trapani, che oggi deve fare i conti non solo con gli avversari ma anche con la zavorra del -15, reagire in casa è fondamentale. L’orario di sabato, 14:30, non aiuta sempre le presenze delle famiglie; e proprio qui l’idea dei 10 centesimi potrebbe essere leva per rialzare l’indice di riempimento della Gradinata: il prezzo elimina quasi del tutto la barriera economica, spostando la scelta dei tifosi sul terreno, più profondo, dell’appartenenza e della fiducia nel progetto sportivo.
CONTESTAZIONE E PROGETTO SPORTIVO, IL CRINALE SOTTILE
Il conflitto tra una parte del tifo e la proprietà non si esaurisce nel prezzo del biglietto. In controluce restano i nodi strutturali: la sostenibilità economica, l’orizzonte tecnico, la gestione del rapporto con le istituzioni, la qualità della comunicazione pubblica del club. La Curva Nord ha più volte rimarcato il tema della «mancata programmazione» e di un mercato invernale giudicato al ribasso; dall’altra parte, Antonini ha rivendicato investimenti consistenti e risultati recenti (promozioni, impianti riqualificati), lamentando scarse presenze e poco engagement sul merchandising. Due narrazioni che si scontrano e si neutralizzano, mentre la squadra di Salvatore Aronica chiede solo di essere sostenuta per novanta minuti. A complicare l’alchimia c’è il peso delle sanzioni federali, con gli organismi della FIGC che nelle ultime settimane hanno blindato le decisioni sul -7 e con una nuova udienza alle porte. Il rischio è che le successive scadenze amministrative diventino spartiacque della stagione, al di là del merito sportivo. Qui l’effetto-stadio pieno conterebbe eccome: non risolve i fascicoli, ma restituisce alla squadra ossigeno emotivo e, forse, qualche punto in più lungo la volata.
COSA RESTA DOPO LA MONETINA
Al fischio finale di sabato, il Trapani avrà comunque una certezza: il sentimento della sua città non si compra, si riconquista. La moneta da 0,10 può diventare il gettone che riavvia il rapporto tra squadra e pubblico, ma solo se a seguire arriveranno atti concreti. La Curva Nord ha scelto la piazza esterna per farsi sentire; la Gradinata, al prezzo di un caffè… anzi, di molto meno, avrà l’occasione di dimostrare che, oltre la protesta, esiste ancora una comunità disposta a mettersi al fianco dei ragazzi in campo. Il resto, penalizzazioni, convenzioni, diffide, si giocherà nelle aule e negli uffici. Ma un sabato di calcio, per dieci centesimi, può ancora valere un’istantanea capace di raccontare dove sta andando il Trapani.