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Serie B

C'è il derby e l'ex Juventus dà la carica alla tifoseria: «Questa partita va vinta!»

Dalla fame del ragazzo al calore della piazza, il nuovo attaccante racconta un gruppo giovane, unito e ambizioso

JUVE STABIA SERIE B - ALVIN OKORO

JUVE STABIA SERIE B - Alvin Okoro, attaccante classe 2005, nel mercato invernale è approdato in Campania in arrivo dalla Juventus (foto FB S.S. Juve Stabia)

Un ragazzo di vent’anni che osserva lo stadio Romeo Menti al tramonto e sussurra: «qui si vive di pane e calcio». Non è poesia, è una fotografia. La firma è di Alvin Okoro, il nuovo attaccante della Juve Stabia, che in poche settimane ha capito la grammatica emotiva di Castellammare di Stabia: una comunità che respira pallone, riconosce l’entusiasmo sincero e se lo tiene stretto. Okoro è arrivato in prestito dal Venezia FC dopo la prima metà di stagione alla Juventus Next Gen; ha chiuso l’avventura bianconera con 18 presenze complessive e 2 reti tra campionato e coppa, percorso che alcune rilevazioni scompongono in 17 gettoni in Serie C e 1 in Coppa Italia di categoria. È un dettaglio statistico; ciò che conta, per lui, è che il 28 febbraio 2026 c’è un derby da vincere, contro l’Avellino, in uno snodo che profuma di classifica e identità.

UN COLPO DI MERCATO «LEGGERO» E MIRATO
La definizione più onesta dell’operazione è «prestito intelligente»: Okoro si lega alla Juve Stabia fino al 30 giugno 2026, con rientro a fine stagione al Venezia salvo diverse decisioni di mercato. Il comunicato del club lagunare ha tracciato la linea: rientro dal prestito alla Juventus e immediato trasferimento temporaneo in gialloblù. Una scelta coerente con la filosofia delle Vespe, che da due anni lavorano su talenti Under 23-24 per intensità, aggressione degli spazi e valorizzazione tecnica. Nel suo percorso recente, Okoro ha mostrato più volte qualità in conduzione, attacco della profondità e un modo «aperto» di interpretare il ruolo, capace di stare dentro un tridente o in un sistema a due punte lavorando tra linee e mezzaluna. Sul piano biografico, Alvin Obinna Okoro nasce a Vicenza il 26 marzo 2005. Passa dal vivaio dell’Udinese e poi del Pordenone, con cui debutta in Serie B a 17 anni appena compiuti. Nell’estate 2022 firma per il Venezia, si fa notare con la Primavera e nel 2024-2025 gioca alla Vis Pesaro. Ad agosto 2025 sbarca alla Juventus Next Gen; a febbraio 2026 la chiamata della Juve Stabia. Un tragitto lineare, da ala sinistra o seconda punta con gamba e letture in transizione, che qui trova un contesto tattico esigente e cucito su giovani «di gamba».

«QUI SI VIVE DI PANE E CALCIO», IL MESSAGGIO ALLA PIAZZA
Quando parla davanti ai microfoni, Okoro non cerca scorciatoie. «Qui si vive di pane e calcio», dice, aggiungendo di aver trovato un gruppo giovane e unito e sottolineando quanto sia stato facile inserirsi perché «quando ti senti desiderato hai quella spinta in più». Parole che raccontano un vissuto immediato, non un copione: Castellammare sa riconoscerlo. Nel suo racconto c’è anche il consiglio di Andrea Adorante, ex attaccante gialloblù, la cui esperienza positiva ha pesato nella scelta. E poi un sorriso amaro sulla durezza della Serie B e il riferimento a Salim Diakité come avversario «da evitare» per fisicità: un’iperbole che, in realtà, cita un nuovo compagno appena arrivato. Più che una battuta, è un modo di dire: «so dove sono, e so quanto è alto il livello».

LA CORNICE TECNICA: UNA ROSA «VERDE» CHE CORRE
Il contesto conta. Dall’estate 2025 la Juve Stabia è guidata da Ignazio Abate, che ha portato in Serie B un’idea di calcio intensa: linee corte, riaggressione, coraggio nell’uno contro uno offensivo e catene laterali rapide. La sua investitura biennale ha segnato un solco tecnico e culturale, proseguendo una traiettoria societaria chiara anche nelle scelte di organico. Nel frattempo, sul fronte proprietario, l’ingresso graduale di Brera Holdings ha aggiunto un profilo internazionale alla governance, con un percorso scalare di quote perfezionato tra dicembre 2024 e marzo 2025. Visione, sostenibilità, valorizzazione: tre parole chiave che spiegano perché un classe 2005 come Okoro sia una tessera che incastra alla perfezione. Numeri alla mano, l’età media del gruppo viaggia attorno ai 24-25 anni a seconda delle convocazioni, con un’ossatura che mescola prospetti e riferimenti esperti. L’arrivo invernale del 2005 Kevin Zeroli (in prestito dall’AC Milan) ha ulteriormente abbassato l’asticella anagrafica e alzato quella della qualità nel traffico centrale: dinamismo, tempi di pressione, capacità di andare in rifinitura. È la stessa direttrice su cui si colloca Okoro: intensità e strappi per allungare le difese, ricezioni «tra le maglie» e profondità per liberare una seconda giocata. In un sistema così, la gioventù non è un limite ma una risorsa.

COSA HA FATTO FIN QUI, DALLA JUVENTUS ALLA SERIE B
Il quadro statistico aiuta a capire cosa ci si può attendere nell’immediato. Tra agosto 2025 e gennaio 2026, Okoro ha messo insieme 18 presenze e 2 gol con la Juventus Next Gen nelle competizioni di categoria; diversi database riportano 17 presenze in campionato e 1 in coppa, un disallineamento tipico quando si incrociano tornei e minutaggi. Appena sbarcato a Castellammare, si è affacciato alla Serie B con la prima apparizione del 7 febbraio 2026 (Juve Stabia–Padova 3-3) e, pochi giorni dopo, è partito titolare nel 3-5-2 disegnato da Abate contro il Modena del 22 febbraio. Sono segnali più che cifre: fiducia crescente e una scala di responsabilità che si allunga. Sul piano azzurro, Okoro ha assaggiato l’Italia Under 20 tra settembre e ottobre 2025, entrando nel giro che ha portato al Mondiale di categoria in Cile. Per la Juve Stabia, significa avere in rosa un profilo già esposto a ritmi e contesti competitivi fuori scala rispetto alla media della carta d’identità.

IL DERBY COME «STRESS TEST», ECCO L'AVELLINO
La posta non è solo «sentimentale». Il calendario dice che Avellino-Juve Stabia è in programma il 28 febbraio 2026: una data che pesa come un indicatore di formazione. Le Vespe ci arrivano dopo settimane in cui la squadra ha alternato prestazioni di personalità (si pensi all’uscita esterna con l’Empoli) a gare in cui un singolo episodio ha complicato il piano partita (si veda il ko interno con il Modena, malgrado il rientro in gara). In questo contesto, un giocatore come Okoro può diventare l’«imbucata» che cambia la gestione delle seconde palle e delle transizioni: più profondità significa campo più lungo e, di riflesso, meno protezione per i centrali avversari su scarico e attacco dello spazio. C’è poi la dimensione mentale. Il derby campano ha una storia che alimenta orgoglio e misure: nell’ultimo precedente di campionato a Castellammare (19 ottobre 2025), la Juve Stabia ha battuto l’Avellino 2–0, match deciso in 3 minuti a cavallo dell’intervallo, con reti di Nicola Mosti e Marco Bellich. Dettagli che contano, perché ricordano come questa squadra sappia reggere l’onda emotiva delle gare «dentro-fuori», con una tenuta difensiva e un gioco posizionale che negli snodi del match sanno trasformarsi in concretezza.

LA SFIDA ALL'AVELLINO «VA VINTA», COSA SIGNIFICA DAVVERO
Quando Okoro dice che la sfida all’Avellino «va vinta», non è un proclama superficiale. Significa: tenere la squadra alta anche nei momenti di sofferenza, obbligare i centrali avversari a difendere faccia alla porta, non concedere uscite pulite al play biancoverde. Significa, soprattutto, coerenza: con una Juve Stabia che, nel percorso, ha già dimostrato di potersela giocare con chiunque, come testimoniano risultati e prestazioni di peso. Il derby è un termometro: misura temperatura e resilienza. La presenza di un attaccante «elastico» come Okoro aumenta le possibilità di governare i picchi della partita, che in gare così sono quasi sempre emotivi prima che tattici.

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