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Serie C

Il portiere da 17 clean sheet in campionato rinnova fino al 2028, è un numero uno che farà strada

Il 20enne che ha riportato i biancorossi tra i Prof si è presentato in categoria con un rigore parato e tanta affidabilità tra i pali

FORLÌ SERIE C – LUCA MARTELLI

FORLÌ SERIE C – Luca Martelli, portiere classe 2005 del Forlì, nel campionato in corso conta 24 presenze tra i pali biancorossi

Il rumore secco dei guanti sulla palla, un attimo di silenzio allo stadio Tullo Morgagni, poi l’esplosione: alla 3ª giornata di questo campionato, contro la Sambenedettese, Luca Martelli neutralizza un penalty pesantissimo e il Forlì porta a casa un 2-1 dal valore simbolico enorme. È da quella fotografia che si può leggere il prolungamento del portiere classe 2005 fino al 30 giugno 2028: non un semplice rinnovo, ma la scelta di legare il progetto tecnico biancorosso a un profilo che ha già dimostrato sangue freddo, continuità e margini di crescita. L’annuncio è arrivato il 26 febbraio 2026, con conferme incrociate e dettagli del club: accordo fino al 2028, dopo una prima parte di stagione da 24 presenze e tante parate che hanno tenuto in piedi una neopromossa in cerca di equilibrio.

UN PROLUNGAMENTO CHE PARLA LA LINGUA DELLA PROGRAMMAZIONE
Il Forlì FC ha scelto la via più complessa ma più sostenibile: fare programmazione. Blindare un portiere di 20 anni (nato il 25 aprile 2005) significa stabilizzare un reparto nevralgico e, insieme, costruire un asset su cui lavorare nel medio periodo. La cronologia è eloquente: già nell’estate 2025 il club romagnolo aveva impostato la permanenza del ragazzo, reduce da una stagione in Serie D 2024-2025 da protagonista assoluto e, secondo le cronache locali, con numeri da veterano: 35 presenze e 17 clean sheet, nell’anno della promozione tra i professionisti. Il nuovo accordo allunga la traiettoria: 2028 come orizzonte, con l’idea di far coincidere la crescita individuale del portiere con quella strutturale della squadra. Non è un dettaglio: in Serie C, dove il margine d’errore è sottile e il calendario non perdona, la continuità tecnica è la risorsa più scarsa. E il prolungamento di Martelli si inserisce in una linea che a Forlì è diventata marchio: valorizzare giovani con minuti veri addosso e responsabilità crescenti. A completare il quadro c’è la soddisfazione del diretto interessato, che alla vigilia di una gara-chiave ha parlato di «fiducia da ripagare subito in campo». Un segnale di allineamento tra giocatore e club.

CHI È LUCA MARTELLI, IDENTIKIT E PERCORSO
1) Nato a Castel San Pietro il 25/04/2005, 186 cm, destro naturale, numero di maglia 22. 2) Formazione giovanile nella SPAL, con lo «scatto» da Under a protagonista a Forlì nella stagione della scalata in D e l’esordio tra i professionisti nel 2025-2026. 2) Caratteristiche: esplosività sulle gambe, buona lettura della profondità, tempi d’uscita coraggiosi, mano forte negli interventi ravvicinati. Un profilo che ha affinato anche grazie a partite a pesante carico emotivo, come quelle del girone di ritorno di Serie D e i primi mesi in C. Il dato controintuitivo è proprio questo: pur essendo un classe 2005, Martelli ha già imparato a reggere l’onda d’urto di giornate complicate. Il rigore parato alla Sambenedettese non è un episodio isolato nel racconto della sua stagione, ma la spia di una mentalità che i tecnici definiscono «di ruolo»: pochi fronzoli, tanta attenzione ai fondamentali e nessuna paura di «sporcarsi» la partita con letture preventive.

DAL TRIONFO IN SERIE D ALL'IMPATTO COL PROFESSIONISMO
Il salto dalla Serie D alla Serie C non è soltanto una questione di velocità del pallone: cambia la densità delle scelte. In D, Martelli ha primeggiato con i 17 clean sheet e un controllo dell’area sempre più ampio; in C ha dovuto alzare il livello di lettura su cross e seconde palle, imparando a «scegliere» quando restare e quando uscire. Nelle sue parole c’è consapevolezza: ha ammesso 2 uscite a vuoto in gare delicate, ma ha anche indicato la «parata più complicata» contro la Ternana al Morgagni, segno di un’autocritica lucida. Questo mix, errore riconosciuto e intervento decisivo, è spesso la trincea in cui si forma un portiere vero. È qui che il Forlì ha deciso di investire: non solo sul ragazzo che «para» oggi, ma sul professionista che potrà guidare il reparto tra due stagioni. Un impegno fino al 2028 dice che il club è pronto ad accettare il prezzo dell’apprendimento in cambio della prospettiva di avere, presto, un estremo difensore dal rendimento stabilmente sopra media.

PERCHÈ IL RINNOVO CONVIENE A TUTTE LE PARTI
1) Al club: bloccare un 2005 con già 24 presenze in C è una polizza sul capitale tecnico. Se la curva di crescita resterà positiva, nel 2027-2028 avrai un portiere nel suo primo picco, ancora sotto contratto. In caso di offerte, hai forza negoziale. 2) Al giocatore: continuità di impiego e contesto che lo conosce, con minuti «pieni» e margini per sbagliare senza essere messo in discussione al primo inciampo. 3) Al progetto: conferma l’identità del Forlì come club che punta sulla valorizzazione dei giovani, fidelizza l’ambiente e manda un messaggio alla rosa: la crescita individuale è premiata con stabilità. Sullo sfondo rimane un dettaglio interessante: nel 2025 si era parlato di un’intesa fino al 2027 con opzione 2028; il testo ufficiale di questi giorni parla esplicitamente di 2028. Tradotto: l’opzione è diventata orizzonte certo. Una progressione lineare con quanto trapelava dal mercato e poi confermato dalle cronache locali.

UN LEGAME COSTRUITO NEL TEMPO
Nel luglio 2025, con la promozione in tasca, il Forlì ha scelto di confermare Martelli anche in C, trasformando in definitivo un rapporto nato con lo slancio della stagione precedente. Nel racconto della stampa romagnola, pesano due fattori: la fiducia ripetuta sul campo e l’idea che il ragazzo potesse reggere l’urto della categoria superiore. Il club, da parte sua, ha cucito attorno a lui una struttura difensiva giovane ma ambiziosa, chiamata a crescere insieme al suo estremo difensore. Non sorprende, dunque, che a ridosso del rinnovo il portiere abbia parlato di «salvezza come obiettivo non negoziabile» e di tre punti «obbligati» nella sfida immediatamente successiva: un linguaggio da leader, per uno che sta imparando a esserlo nel ruolo più esposto di tutti.

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