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Pezzotto, è la fine di un'epoca: i «furbetti» iniziano a versare i primi bonifici da 1.000 euro alla Serie A

Dalle indagini della Finanza ai soldi richiesti dalla Lega: cosa cambia ora per migliaia di tifosi e per l’ecosistema del calcio italiano

PEZZOTTO LEGA SERIE A - RISARCIMENTI DA 1.000 EURO

Gli utenti illegali di partite tramite IPTV e app non autorizzate sono stati individuati dalla Guardia di Finanza

Una ricevuta di bonifico da 1.000 euro indirizzata alla Lega Serie A. Non è l’abbonamento a una piattaforma, non è una donazione: è il primo, tangibile effetto della campagna antipirateria che da Lecce ha irradiato l’intero sistema calcistico. Quei 1.000 euro sono il risarcimento «conciliativo» versato da utenti che, secondo un procedimento avviato presso il Tribunale di Lecce, sono stati individuati dalla Guardia di Finanza perché hanno fruito illegalmente delle partite tramite IPTV e app non autorizzate: il famigerato «pezzotto». E, accanto a quel versamento, resta la sanzione amministrativa comminata dalle Fiamme Gialle. La «tolleranza zero» invocata da Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, smette di essere uno slogan e diventa prassi: lettere inviate, richieste economiche formalizzate, primi pagamenti effettuati.

LECCE DIVENTA IL CENTRO DELLA MAPPA ANTI-PIRATERIA
L’inchiesta della Guardia di Finanza di Lecce ha disarticolato una rete IPTV illegale che, secondo gli atti riportati dalla stampa, aveva raccolto oltre 2.000 nominativi di utenti. È da quell’elenco che sono partite le prime ondate di sanzioni e le successive richieste di risarcimento. Il caso salentino non è un episodio isolato: è il tassello italiano di un mosaico europeo più esteso, dove indagini coordinate hanno colpito filiere che rivendevano «tutto incluso» (dalle partite di Serie A a piattaforme come DAZN, Sky, Netflix) a 10 euro al mese. Ma Lecce, per la cronaca giudiziaria italiana, è un punto di svolta: dall’operazione delle Fiamme Gialle è arrivato il segnale che la responsabilità non si ferma ai gestori, bensì risale fino all’utilizzatore finale.

LA NOVITÀ SOSTANZIALE, L'UTILIZZATORE FINALE PAGA DUE VOLTE
Per gli utenti coinvolti il conto si sdoppia. Da un lato c’è la sanzione amministrativa prevista dall’art. 174-ter della legge sul diritto d’autore (L. 633/1941), che in caso di fruizione illecita può andare, a seconda delle condotte accertate e dell’eventuale recidiva, da 154 euro fino a 5.000 euro. Dall’altro lato si aggiunge la richiesta di risarcimento avanzata dalla Lega Serie A: in questa prima fase, definita «bonaria», pari a 1.000 euro a persona. È proprio la somma che la Lega ha confermato di aver iniziato a incassare, a valle delle 2.000 lettere annunciate a gennaio 2026 come parte della nuova strategia «hard» contro chi guarda le partite senza abbonamento. Non è un’azione isolata: già nell’autunno 2025 DAZN aveva spedito migliaia di lettere ai soggetti identificati nelle stesse indagini, chiedendo 500 euro a titolo transattivo. La Lega Serie A aveva quindi anticipato un proprio percorso risarcitorio «più severo» e, ora, lo sta portando a compimento. Nella visione di De Siervo, la pirateria non è un «trucchetto da furbi»: è un danno economico immediato per il calcio professionistico e un rischio legale concreto per chi ne usufruisce.

IL PERIMETRO NORMATIVO
L’architettura della stretta antipirateria si fonda su due pilastri: 1) Il primo è la cornice di norme che ha rafforzato gli strumenti di tutela del diritto d’autore, in particolare la Legge 14 luglio 2023, n. 93, che ha ampliato i poteri dell’AGCOM nel contrasto alla diffusione di eventi live piratati e ha aggiornato il Regolamento con la delibera 189/23/CONS. 2) Il secondo è la componente tecnologica: la piattaforma «Piracy Shield» dell’AGCOM, operativa dal 1 febbraio 2024, consente di disporre il blocco di domini e indirizzi IP segnalati dai titolari dei diritti entro 30 minuti. Dal 2025 il perimetro d’intervento è stato esteso anche a film, serie TV e contenuti musicali, moltiplicando gli strumenti a disposizione contro le reti illegali. Non mancano i dibattiti su potenziali rischi di «overblocking» e sulla compatibilità di alcuni meccanismi con il Digital Services Act europeo, ma per il calcio la combinazione tra cornice normativa, tecnologia e cooperazione investigativa con la Guardia di Finanza ha già prodotto effetti misurabili: oscuramenti più rapidi, tracciabilità dei pagamenti verso fornitori illegali, identificazione degli utenti finali.

PER CHI USA IL PEZZOTTO, ADDIO «RISCHIO ZERO»
Per anni, la narrativa criminale ha presentato il pezzotto come «sicuro, economico, impunito». Gli ultimi 18 mesi hanno cambiato lo scenario su tre fronti: 1) Identificazione degli utenti. L’incrocio di indirizzi IP e pagamenti digitali verso rivenditori IPTV ha consentito alle Fiamme Gialle di risalire non solo alle «centrali» ma anche a chi si collegava da casa. 2) Azioni risarcitorie mirate. Le lettere inviate da DAZN e poi dalla Lega Serie A hanno trasformato la minaccia «teorica» in un costo immediato: 500 euro richiesti da un broadcaster, 1.000 euro dalla Lega, oltre all’eventuale multa. 3) Rapidità dei blocchi. Con Piracy Shield, i flussi illegali vengono spesso interrotti durante la trasmissione live, riducendo il «valore» percepito del servizio pirata e costringendo gli utenti a continui cambi di canale o app. Il risultato? La curva rischio/beneficio si è inclinata. Non si tratta più solo della probabilità di «essere beccati»: oggi ci sono dati, procedimenti, pagamenti registrati. E la Lega Serie A rivendica il messaggio deterrente: «La tolleranza è finita».

COSA SUCCEDERÀ ADESSO
È ragionevole attendersi che: 1) l’invio di nuove diffide prosegua, includendo ulteriori nominativi emersi da indagini in corso; 2) gli oscuramenti dinamici durante i live si intensifichino grazie a Piracy Shield e alla maggiore collaborazione tra soggetti pubblici e privati; 3) i broadcaster continuino a valutare transazioni economiche differenziate (non sempre identiche per tutti), in base alle condotte documentate; 4) il dibattito su proporzionalità, trasparenza e garanzie, soprattutto in ambito UE, resti vivo, spingendo verso procedure sempre più accurate e verificabili. In mezzo, resta l’elemento più «umano» di questa storia: il tifoso. Il calcio vive di passione, ma si regge su diritti, abbonamenti, investimenti. La pirateria erode quel patto. Da oggi, con i primi 1.000 euro incassati dalla Lega Serie A, non è più una formula teorica: è una ricevuta.

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