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32 gol su 98 segnati da palla inattiva, la capolista inglese è una macchina perfetta

Numeri record per reti realizzate con i metodi studiati dal mago degli schemi da calcio piazzato, un'innovazione che può valere tanti punti in classifica

Declan Rice, centrocampista dell'Arsenal e della Nazionale Inglese

Declan Rice, centrocampista dell'Arsenal e della Nazionale Inglese

All’Emirates la scena si ripete quasi come un rituale. Il raccattapalle porge il pallone, Declan Rice alza il braccio sinistro, i blocchi si compongono in una densità calcolata dentro l’area piccola, Gabriel Magalhães finge di uscire e poi piomba sul primo palo. Tre secondi dopo, la rete si gonfia e il tabellino aggiunge un altro centro da palla inattiva. Non è fortuna, non è improvvisazione: è uno dei linguaggi codificati che l’Arsenal ha costruito meticolosamente con Nicolas Jover, lo specialista che ha cambiato la percezione (e i risultati) dei calci piazzati a Londra nord. Nella stagione in corso, i Gunners hanno già toccato quota 32 gol da palla inattiva in tutte le competizioni su un totale di 98 reti: in pratica, quasi un gol su tre arriva da corner o punizione. Un rapporto d’impatto che racconta perché oggi l’Arsenal sia considerato la squadra più letale d’Europa su situazioni statiche.

La forza dell’Arsenal sulle palle inattive non è più soltanto un’impressione visiva. I dati la inchiodano a una realtà: in Premier League già nel 2023/24 i Gunners avevano realizzato 20 gol su palla inattiva (esclusi i rigori), migliore dato del campionato, con 16 reti direttamente da corner, eguagliando il record storico della competizione in una singola stagione. È un traguardo che fotografa la trasformazione operata dallo staff tecnico negli ultimi anni, e in particolare dal 2021, quando Mikel Arteta ha portato con sé Jover dall’ecosistema di Manchester City. Nella stagione attuale, i Gunners sono arrivati a eguagliare (e minacciare di superare) il tetto storico di 16 gol da corner in un singolo campionato, con la spinta di battitori come Rice e Bukayo Saka.

NICOLAS JOVER, IL MAGO DEGLI SCHEMI

Per capire questa rivoluzione bisogna partire dall’uomo che la orchestra. Nicolas Jover, classe 1981, è un tecnico franco-tedesco che ha fatto della specializzazione la propria cifra. Dopo gli inizi da analista video al Montpellier (scudetto 2011/12), passa al Brentford nel 2016 come coach dedicato alle palle inattive, approda nel 2019 al Manchester City di Pep Guardiola con un focus specifico su attacco e difesa dei piazzati, quindi nel luglio 2021 si riunisce a Arteta all’Arsenal. Da allora, la produzione su palla inattiva dei Gunners esplode. È un percorso lineare nella biografia, ma dirompente negli effetti.

A Manchester Jover aveva già inciso: tra 2019/20 e 2020/21 contribuì a ridurre sensibilmente la percentuale di gol subiti su palla inattiva dai Citizens, mentre il dato realizzativo da piazzato rimaneva tra i migliori della lega. A Londra, con più autonomia creativa, ha potuto spingere sulle micro-soluzioni: segnali manuali non solo per il punto di battuta ma per chiamare il tipo di blocco, corse “a U” per liberare lo spazio di impatto, rotazioni istantanee tra marcatori e schermatori. Metodo, ripetizione, variazione. Non il solito “mettiamola in mezzo e vediamo”. Inoltre, secondo ricostruzioni autorevoli della stampa inglese, nel rinnovo contrattuale firmato dopo l’estensione di Arteta, Jover avrebbe inserito una clausola che prevede un bonus economico per ogni gol segnato su palla inattiva (rigori esclusi). Una forma di incentivo legata alla produttività, rara ma non illogica in uno scenario in cui i piazzati possono valere tanti punti in classifica. 

UNO DEI TANTI SCHEMA DA CORNER DELL'ARSENAL

Il segnale. Il braccio alzato di Rice o Saka è la chiave di lettura per i compagni. Alcuni segnali definiscono la zona di caduta (primo palo, dischetto, secondo palo), altri indicano il tipo di blocco da portare su un marcatore specifico.

La densità in area piccola. L’Arsenal “schiaccia” spesso l’azione dentro i 6 metri, dove la gestione del contatto è più complicata per i difensori e l’intervento del portiere è meno pulito. È il regno dei rimbalzi, degli screen e delle second balls.

Le corse incrociate. Gabriel, William Saliba e, quando a disposizione, Jurrien Timber, alternano movimenti a rimorchio con tagli verso il primo palo: un invito al tocco sporco che manda in cortocircuito le marcature miste.

La protezione della transizione. La scelta di portare tanti uomini in area non espone i Gunners come si potrebbe pensare: le posizioni di rest defense (le coperture preventive sul possibile contropiede) sono calibrate con due uomini aggressivi in zona palla e un terzo a “fronteggiare” la prima uscita avversaria. La squadra, numeri alla mano, concede pochissimo immediatamente dopo il piazzato.

I battitori: Declan Rice e Bukayo Saka. Il primo predilige l’inswinger teso, dentro la linea del primo palo; il secondo alterna soluzioni sul secondo palo o radenti per la giocata corta. Variabilità che sviluppa imprevedibilità.

I bersagli: Gabriel, Saliba, Timber. Il brasiliano è il “magnete” principale, con una miscela di tempi d’inserimento e aggressività di impatto. Il francese colpisce anche pulendo la seconda palla, l’olandese ha aggiunto mobilità nell’area piccola.

I disturbatori: Gabriel Jesus, Martin Ødegaard, Leandro Trossard. Non cercano per forza l’impatto aereo, ma creano lo spazio per chi arriva in corsa, eseguendo blocchi regolari e trascinando marcatori fuori linea.

32 GOL A STAGIONE SUI CALCI PIAZZATI
È COME AVERE UN ATTACCANTE AGGIUNTO

Quante partite l’Arsenal ha “svoltato” grazie a una palla inattiva? Basta sfogliare i tabellini degli ultimi due anni per rintracciare “gol chiave” in scontri diretti o partite bloccate. Quest’anno i piazzati sono diventati un moltiplicatore di punti in classifica. In un campionato che spesso si decide sui dettagli, collezionare 12-15 reti a stagione da piazzato vale come avere un attaccante “aggiunto”. Alla fine, la storia di Nicolas Jover all’Arsenal è la storia di un vantaggio competitivo progettato: prendere una fase di gioco spesso trascurata, investirci tempo, modellarla con scienza applicata e restituirla in partite che contano. I numeridai 32 gol stagionali da palla inattiva ai record da corner, sono la superficie. Sotto c’è un’idea: nel calcio di oggi, con blocchi difensivi perfetti e spazi ridotti, la palla ferma è l’ultima prateria aperta all’innovazione. Lo certificano i dati, lo confermano i trofei che si decidono su un rimbalzo nell’area piccola.

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