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Ha giocato per anni nell'Inter, ora arriva a 400 presenze tra i Professionisti: il 33enne è sempre più un leader

Nell'ultima partita, «il ragazzo di casa» ha tagliato il traguardo: i numeri raccontano leadership, radici e una corsa playoff da guidare

COSENZA SERIE C - LUCA GARRITANO

COSENZA SERIE C - Luca Garritano, centrocampista classe 1994, è tornato a giocare per la squadra della sua città nel gennaio 2025

C’è un gesto che dice più di mille parole. Minuto dopo minuto, mentre il cronometro della sfida contro il Sorrento scorreva verso il 90’ al «San Vito-Gigi Marulla», Luca Garritano continuava a chiedere palla, a dettare il ritmo, a spronare i compagni. Non servono pacche celebrative quando il tuo modo di stare in campo è già una dichiarazione: la presenza. Quella che, contro i campani, è diventata numero tondo, un monumentale 400, e che ha il peso dei chilometri macinati, dei rientri in ripiegamento, delle giocate tra le linee, delle notti d’ansia e delle domeniche di luce. Una cifra che sembra un timbro su passaporto: «Entrata libera» nel club dei Professionisti che ci sono stati, ci stanno e, soprattutto, contano.

400 PRESENZE: IL NUMERO E LA FOTOGRAFIA DEL MOMENTO
Il dato è certificato: con il match contro il Sorrento nella gara di Girone C della Serie C 2025-2026 del 1° marzo 2026, il centrocampista cosentino ha raggiunto le 400 presenze complessive tra campionati e coppe. È un traguardo che le principali banche dati e le cronache di giornata consegnano alla carriera del numero 7 rossoblù: quella partita, vinta dal Cosenza per 3-2 al termine di una rimonta di carattere, ha messo insieme il risultato che serviva alla classifica e il sigillo che mancava alla statistica personale del suo leader tecnico. La gara e il tabellino la raccontano così: Emmausso e Beretta firmano la rimonta sul doppio acuto di D’Ursi, e in mezzo c’è la regia, l’equilibrio e il «metterci la faccia» di Garritano, titolare nell’undici di Antonio Buscè. È la cornice perfetta per un passaggio simbolico: l’esperienza al servizio del presente.

IL VALORE AGGIUNTO DELL'UOMO DI CASA
Che il numero rotondo sia arrivato con la maglia del club della sua città non è un dettaglio da didascalia: è sostanza. Garritano è nato a Cosenza l’11 febbraio 1994, e al Cosenza è tornato nel gennaio 2025, firmando un accordo fino al 30 giugno 2026. Un ritorno voluto, avvertito quasi come dovere civile, calcistico, s’intende, verso i luoghi in cui si mette radice. Un rientro che ha riportato in Calabria un giocatore con curriculum verticale: Inter giovanili, debutto in Serie A e in Europa League, la consacrazione al Cesena, poi Modena, Chievo, il primo passaggio in rossoblù nel 2018-2019, quindi la maturità al Frosinone con promozione in Serie A e una stagione nella massima serie prima del «ritorno a casa». Il comunicato che lo riaccoglieva al Marulla parlava chiaro: esperienza, leadership, conoscenza delle categorie, identità cittadina. Oggi quelle parole hanno la concretezza dei fatti.

PERCHÈ 400 NON SONO SOLO UN NUMERO
Le 400 presenze sono un accumulo di stagioni, ma soprattutto un manuale di sopravvivenza calcistica. Dentro ci sono: 1) La crescita nel settore giovanile dell’Inter e gli esordi nella massima serie: imparare a stare nello spogliatoio di chi ha due partite in più nelle gambe e due secondi in meno nel pensiero. 2) Le annate al Cesena e al Chievo, dove Garritano ha imparato ad alternare il ruolo di esterno a quello di mezzala o trequartista, affinando una qualità oggi preziosa in Serie C: sapere stare dentro più «registri». 3) La promozione con il Frosinone e il confronto con la Serie A: un set di riferimenti che ti alza la barriera del possibile e ti costringe a essere più pulito nel primo controllo, più immediato nella scelta, più feroce nel pressing di riconquista. 4) Il ritorno in rossoblù: il ciclo che si chiude dove è iniziato, ma con un bagaglio tecnico e mentale che diventa patrimonio della squadra.

L'IMPIANTO SUL COSENZA VERSIONE 2025-2026
Il Cosenza di Buscè ha trovato, lungo l’inverno, una sua cifra: blocco squadra corto, linea di pressione che si alza a inizio azione avversaria, baricentro che si muove in modo elastico attorno alla posizione dei due mediani e una catena di sinistra che, quando si accende, diventa la prima fonte di vantaggio. In questo contesto, Garritano è: 1) Il «metronomo laterale»: entra e esce dalla mezzaluna centrale per creare una superiorità posizionale tra le linee. 2) Il «micro-playmaker» sui calci piazzati corti: ricezione, tocco d’appoggio e uscita subito dietro la prima pressione. 3) Il riferimento emotivo quando la palla «scotta»: scegliere il controllo giusto al momento giusto è spesso la differenza tra un’azione che si spegne e una che diventa occasione. Se la classifica racconta un Cosenza stabilmente in zona playoff, con step-by-step consolidati tra gennaio e febbraio e l’inerzia positiva delle ultime uscite, è anche perché l’intreccio fra esperienza e spinta dei giovani ha trovato un equilibrio non banale. 

SIMBOLOGIA DEL TRAGUARDO
Fare 400 tra i Professionisti non è comune. È un confine che separa i percorsi buoni dai percorsi che lasciano traccia. In una città che riconosce il valore dei propri riti sportivi, che fa del Marulla un luogo identitario, che ha sulla pelle i segni di stagioni complicate e di salvezze costruite con fatica, il traguardo di Garritano è un pezzo di narrazione collettiva. Dice che si può «tornare» e trovare il modo giusto di restare. Dice che il talento senza disciplina lascia soltanto rimpianti, e che la continuità, parola chiave di questo Cosenza, è l’unica vera garanzia quando il vento cambia. Se c’è una definizione per Luca Garritano oggi è questa: «equilibrio che alza il livello». Nelle settimane che contano, vale più di qualsiasi etichetta. E a Cosenza, ora, serve esattamente questo.

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