Ci sono momenti che segnano in modo indelebile il percorso di un calciatore. Possono durare 90 minuti, appena un tempo o persino pochi secondi, ma nella memoria restano per sempre. L’esordio da titolare è senza dubbio uno di quelli. È il primo passo vero, quello che dimostra e premia il lavoro fatto lontano dai riflettori. Il nome chiamato nello spogliatoio, la maglia indossata con tutta la tensione addosso, l’atmosfera dell’ingresso in campo. In quei secondi c’è tutto: gli allenamenti sotto la pioggia, i consigli dell’allenatore, le aspettative, i chilometri percorsi per cambiare vita e inseguire un sogno. Debuttare dal primo minuto con una maglia come quella del Torino significa entrare in una nuova dimensione, capire se quello che hai sempre immaginato è davvero il tuo posto nel mondo. E poi c’è qualcosa che rende tutto ancora più potente. Perché se l’esordio è già un momento speciale, segnare un gol al debutto lo trasforma in una storia quasi perfetta. È esattamente ciò che ha vissuto Ewurum nel turno infrasettimanale del campionato Primavera 1. Dopo appena 16 minuti ha trovato il suo primo gol in Italia, quello che ha sbloccato la partita e ha indirizzato il 3-1 finale del Torino contro una rivale diretta come il Cagliari. Un momento che per lui non è stato solo una rete, ma il simbolo di un percorso che inizia a prendere forma.
IL DEBUTTO PERFETTO
In campo le due squadre si dispongono in modo speculare nelle idee ma diverso negli uomini: il Cagliari con il 4-3-1-2, il Toro che risponde con un 4-3-3 aggressivo. La partita si accende subito, quasi a voler togliere fin dall'avvio ogni timidezza da una sfida che mette di fronte due squadre dal bisogno disperato di punti. Per diversi minuti mette in scena una lotta greco-romana in mezzo al campo: contrasti, seconde palle, duelli continui. Si gioca tanto nella zona centrale, senza però reali pericoli da ambo le parti. Poi, al 16’, la qualità granata trova il varco che stappa la partita. È Zaia a prendersi la responsabilità della giocata: parte dalla destra, conduce palla con decisione e taglia in due la difesa con una palla in mezzo improvvisa. Un cross è teso, forte, perfetto. All'altezza del dischetto dell’area arriva Ewurum, che sceglie il tempo giusto e stacca con autorità per coronare il suo esordio. Il pallone finisce in rete: 1-0 Torino. Viene sommerso dai compagni e si lascia andare ad una emozione incontenibile. Ma Il Cagliari, non si scompone. Anzi reagisce con personalità e dopo pochissimi minuti trova il pareggio, con un altro debuttante. Russo lancia lungo per Malfitano, che controlla, protegge il pallone e si gira con grande qualità dentro l’area. Il pallone arriva ad Albarracín, che arriva da dietro e calcia di collo sinistro, subito, senza la minima esitazione. La conclusione è potente ma non angolata come vorrebbe, eppure il portiere granata Santer non riesce nella presa e il pallone finisce in rete. È 1-1. Eccolo qui il ragazzo appena giunto in Sardegna che la dirigenza ha voluto fortemente, ecco qui la prima rete in maglia Rossoblù per Albarracín. La gioia è grande, ma non c'è tempo per esultare: si corre a prendere il pallone, bisogna provare a rimontare ed a cambiare l'inerzia. Ed in effetti qualcosa cambia. Il Toro continua a mantenere il controllo del gioco, senza riuscire però a trovare nuovi spazi per colpire. Il Cagliari, invece, cresce con il passare dei minuti e sfiora anche il sorpasso, ancora con Albarracìn. Al 44’ riceve da Troci in una situazione complicata, praticamente un uno contro due. Non si lascia intimorire: orienta il corpo, rientra sul destro e prova il tiro a giro sul secondo palo. La conclusione è perfetta, ma il pallone si stampa sulla traversa. In avvio di ripresa la tensione si sente tutta. I quindici minuti negli spogliatoi hanno dato il tempo di pensare a quanto pesasse, e la partita ne risente subito. Le due squadre diventano più caute, più attente a non sbagliare che a rischiare. Il gioco rallenta, gli spazi si chiudono e ogni pallone viene trattato con una prudenza quasi eccessiva. È il Torino a provarci con più convinzione, affidandosi soprattutto agli spunti individuali di Gabellini, che con qualche accelerazione prova a rompere l’equilibrio. Ma manca sempre l’ultimo dettaglio, quell’istante di precisione che può trasformare un tentativo in qualcosa di concreto.
IL MOMENTO DECISIVO
Col passare dei minuti la sensazione è che la partita stia lentamente scivolando verso un pareggio, uno di quei risultati che nessuno vuole ma che a volte si accettano quando il tempo inizia a scorrere veloce. Poi, all’improvviso, arriva l’attimo che cambia tutto. A dieci minuti dalla fine Lorenzo Ferraris riceve palla a centrocampo. Davanti a sé vede spazio e decide di prenderselo. Accelera, supera il primo tentativo di pressione e continua a portare palla con decisione. I due centrali del Cagliari rimangono a metà strada, gli concedono quel minimo di varco di troppo e lui ne approfitta. Arriva al limite dell’area, vede che Franke sta per chiudere su di lui e lo anticipa lasciando partire un rasoterra preciso, velenoso, di quelli che sembrano innocui finché non è troppo tardi. Il portiere rossoblù la guarda convinto che finisca fuori. Invece la palla cambia leggermente traiettoria, forse complice una deviazione, e si infila nell’angolino basso. È il 2-1 Torino. Un’esplosione improvvisa. La panchina si alza in piedi, i compagni corrono verso Ferraris, il pubblico granata libera tutta la tensione accumulata. Ma la partita non è ancora finita. Gli ultimi minuti diventano una prova di carattere: il Torino si compatta, difende con ordine, costruisce un vero e proprio bunker difensivo per proteggere il vantaggio. Il Cagliari prova l’assalto finale e si affida ancora alla qualità di Albarracín, il più pericoloso dei suoi per tutta la gara. Ma la resistenza granata regge. Nel recupero il Toro trova anche gli spazi per colpire in ripartenza, conquistando un rigore che potrebbe chiudere definitivamente la partita. Dal dischetto si presenta Gabellini, che non sente il momento e con grande personalità mette il sigillo sul risultato. Tre punti pesantissimi per il Torino, che risponde alla vittoria del Sassuolo ma soprattutto si allontana dalla zona rischio grazie a tre vittorie consecutive. In un momento della stagione in cui ogni punto vale doppio, questo successo permette agli uomini di Baldini di continuare a credere davvero nella salvezza diretta.
IL TABELLINO
TORINO-CAGLIARI 3-1
RETI (1-0, 1-1, 3-1): 16' Ewurum (T), 20' Albarracin (C), 35' st Ferraris (T), 47' st Gabellini (T).
TORINO (4-3-3): Santer 5.5, Zaia 7 (23' st Gatto 6), Pellini 6.5, Tonica 6, Carrascosa 6.5, Acquah 6.5 (44' st Sandro sv), Ballanti 6 (18' st Liema 6), Ferraris 7.5, Sandrucci 5.5 (23' st Zeppieri 6), Gabellini 7, Ewurum 7.5 (18' st Kugyela 6). A disp. Biondi, Perciun, Perez, Conzato, Manzi, Odendo. All. Baldini 7.5.
CAGLIARI (4-3-1-2): Kehayov 5, Raterink 5.5 (41' st Sugamele sv), Franke 5, Prettenhoffer 5.5 (23' st Doppio 6), Grandu 6, Malfitano 6.5 (41' st Hamdaoua sv), Russo 6.5 (28' st Marini sv), Tronci 5.5, Sulev 5.5 (28' st Roguski sv), Albarracin 7, Mendy 5.5. A disp. Sarno, Costa, Pibiri, Cardu, Goryanov, Mawassa. All. Pisano 5.5.
ARBITRO: Andeng Tona Mbei di Cuneo 5.5.
ASSISTENTI: Celestino di Reggio Calabria e Gatto di Lamezia Terme.