Under 18
05 Marzo 2026
CREMONESE UNDER 18 • Paolo Bighetti: 23 presenze, 1566 minuti giocati, 9 gol
Certe storie nel calcio nascono piano, quasi in silenzio, tra campi di provincia, allenamenti al tramonto e promesse sussurrate a chi non c’è più. Poi, all’improvviso, qualcosa cambia: i gol iniziano a pesare di più, le prestazioni accendono i riflettori e il nome comincia a circolare con sempre maggiore insistenza nei corridoi del settore giovanile. È quello che sta succedendo a Paolo Bighetti, attaccante classe 2008 dell’Under 18 della Cremonese, diventato nelle ultime settimane l’uomo del momento in casa grigiorossa. I numeri raccontano una storia semplice ma potente: quattro gol nelle ultime quattro partite, una sequenza che ha acceso definitivamente la sua stagione e che gli è valsa anche un piccolo, grande premio. Oggi, giovedì, è arrivata infatti la sua prima convocazione con la Primavera, culminata con la panchina nella vittoria della Cremonese sul campo del Milan. Un risultato sorprendente, quasi incredibile per una squadra che fino a poche settimane fa sembrava condannata e che invece ora torna a credere nella salvezza. E mentre la Primavera rialza la testa, nel vivaio grigiorosso c’è un attaccante che sta iniziando a far parlare di sé.
I suoi ultimi quattro gol sono quasi un manifesto delle qualità che stanno facendo emergere Bighetti. L’ultimo, contro il Bologna, è una fotografia perfetta dell’attaccante moderno: rilancio lungo del portiere, controllo della situazione, uno contro uno con il difensore, una sterzata secca per liberarsi e poi la freddezza davanti al portiere. Palla dentro, senza tremare. Prima ancora era arrivato il gol contro la Roma, nato dall’istinto puro dell’attaccante: il portiere giallorosso respinge il tiro di un compagno e lui si avventa sul pallone come un falco, coordinandosi per un controbalzo che non lascia scampo. Ancora prima, contro il Genoa, era stata la potenza a parlare: sponda dal limite dell’area di Bono, controllo rapido e tiro di collo pieno che si infila preciso nell’angolino. E poi il Sassuolo, la giocata forse più elegante: stop al volo e pallonetto morbido, imprendibile, uno di quei gesti che fanno alzare il pubblico dalla panchina prima ancora che la palla entri in porta. Quattro gol diversi tra loro, quattro perle che raccontano un attaccante completo, capace di colpire in modi differenti e nel momento più caldo della stagione. In totale sono 9 le reti segnate finora in campionato (una ogni 174 minuti): la doppia cifra è ormai a un passo, e con il ritmo delle ultime settimane non sembra certo un traguardo irraggiungibile.

Ma la storia di Paolo Bighetti con la Cremonese non è nata ieri. Anzi, è una di quelle storie lunghe, costruite giorno dopo giorno. Il suo viaggio in grigiorosso è iniziato 12 anni fa, quando aveva appena sei anni. Prima c’erano stati i primi calci al pallone all’Oratorio di Castelcovati, in provincia di Brescia, il paese in cui vive. Un talento che si intravedeva già allora, tanto che non erano mancati provini importanti, anche con l’Atalanta, una delle accademie più prestigiose del calcio italiano. Ma alla fine la strada ha portato a Cremona, dove Bighetti è cresciuto stagione dopo stagione, attraversando tutte le categorie del settore giovanile fino ad arrivare alle porte della prima squadra. Il suo percorso racconta una crescita costante: 2 gol in 16 presenze in Under 15, 8 reti in 20 partite in Under 16, altre 8 in 25 gare in Under 17 e i 9 centri attuali in 23 presenze con l’Under 18. Numeri che non parlano solo di gol, ma di fiducia conquistata nel tempo, di minuti sempre più numerosi e di una maturazione tecnica e mentale evidente. Nel suo cammino ha incontrato allenatori che hanno accompagnato la sua crescita: Massimo Lombardini in Under 15, Silvio Tribuzio nelle stagioni di Under 16 e Under 17, fino all’attuale guida dell’Under 18, Emanuele Tedoldi, che oggi si gode uno degli attaccanti più in forma del campionato.

Esterno offensivo per caratteristiche e vocazione, Bighetti ama partire largo per poi accendere l’azione con la sua tecnica e la rapidità nello stretto. Non a caso uno dei giocatori a cui si ispira è Kenan Yildiz, fantasista turco della Juventus: stessa voglia di puntare l’uomo, stessa capacità di accendere la giocata con un guizzo improvviso. In campo è imprevedibile, capace di cambiare ritmo e creare superiorità numerica, qualità preziosissime per un attaccante moderno. In questa stagione è il secondo miglior marcatore della squadra dietro a Herzuah, autore di 13 gol e vice capocannoniere del girone alle spalle di Francesco Bellone del Genoa. Ma al di là dei numeri e delle classifiche, c’è anche il lato umano di un ragazzo che non dimentica da dove è partito. Bighetti è molto legato ai suoi genitori, che lo accompagnano da sempre nel suo percorso, ma ogni suo gol ha una dedica speciale. Le sue esultanze sono tutte per nonno Mario, scomparso quando Paolo aveva appena tredici anni. A lui aveva fatto una promessa semplice e gigantesca allo stesso tempo: diventare un calciatore professionista. Ogni rete, ogni passo avanti, ogni nuova opportunità è un modo per tenere viva quella promessa. E chissà che il viaggio, iniziato tanti anni fa in un oratorio di provincia e cresciuto nei campi del settore giovanile grigiorosso, non stia davvero avvicinandosi al momento più bello. Perché quando il talento incontra la determinazione e una storia così forte alle spalle, il futuro può davvero cominciare a prendere forma.