Serie B
06 Marzo 2026
PESCARA SERIE B - Antonio Di Nardo, attaccante classe 1998, nella scorsa stagione ha vestito la maglia del Campobasso andando in doppia cifra
Scena uno, secondo minuto allo «Stirpe» di Frosinone: la palla schizza in area, un attimo di esitazione, poi il sinistro secco di Antonio Di Nardo si infila nell’angolo basso. Scena due, poco oltre la mezz’ora: stessa porta, stessa fame, raddoppio. In trentatré minuti il centravanti del Pescara firma una doppietta che ha il sapore dell’impensabile per una squadra ultima in classifica, in trasferta contro una big del torneo. All’epilogo, un pareggio-beffa maturato al 90’+4’ che non cancella, però, un dato: la salvezza non è ancora un miraggio e il nome da cui ripartire è scritto in grassetto. Anzi, in maiuscolo. È quello di Di Nardo.
UN COLPO DI SCENA IN UNA SETTIMANA SPARTIACQUE
La notizia non è solo la doppietta. È il contesto. A 10 giornate dalla fine del campionato di Serie B 2025-2026, con i biancazzurri in coda, il Pescara sfiora la seconda vittoria di fila in casa di una candidata alla promozione. La gara si chiude 2-2 per la rimonta ciociara nel recupero, ma l’impronta del numero 9 resta indelebile, alimentata anche da un raddoppio nato in un’azione contestata con un avversario a terra: episodio che ha acceso il dibattito e che restituisce un’immagine estrema della lotta salvezza, fatta di dettagli, nervi e tempi di gioco.
IL PROTAGONISTA: IDENTIKIT TECNICO E MENTALE
Classe 1998, nato a Napoli il 30 settembre, Antonio Di Nardo cresce tra Latina e il settore giovanile della Sampdoria, dove viene valutato, si racconta, intorno a 1 milione di euro quando passa in blucerchiato. L’esordio in Serie B arriva prestissimo: 1 aprile 2017, Latina–Cittadella 0-2, ingresso dalla panchina. Poi, la strada prende la forma di un rollercoaster: Arezzo, Lucchese, Vis Pesaro, ancora Arezzo; ripartenze, poche certezze, un talento potente ma intermittente. È qui che la carriera rischia di franare. La svolta in negativo ha un luogo e un nome: Vastese. Di Nardo segna, ma la stagione si spezza nel playout e la squadra scivola in Eccellenza. Venti mesi più tardi, al primo gol in B con il Pescara (settembre 2025), l’attaccante ricorderà pubblicamente quel tonfo: «Venti mesi fa retrocedevo in Eccellenza». Non è un vezzo narrativo, è la cicatrice che definisce tutto il resto.
LA RISALITA: IL LABORATORIO CAMPOBASSO
Poi c’è il Campobasso, la scelta che cambia le prospettive. In Serie D 2023-2024 arrivano 18 reti e, soprattutto, lo Scudetto Dilettanti: il Campobasso travolge il Trapani 5-1 in finale e Di Nardo colpisce persino un palo nel recupero, emblema di un dominio tecnico-agonistico. Nell’anno successivo, in Serie C 2024-2025, conferma la crescita: 38 partite, 11 gol e 3 assist. È qui che rinasce un attaccante più completo: attacco della profondità, protezione palla, letture sul primo palo, freddezza dagli 11 metri. Un curriculum che convince il Pescara a scommettere su di lui.
IL RITORNO IN SERIE B E LA SCELTA PESCARA
L’estate 2025 consegna la scena che i tifosi biancazzurri aspettavano: Antonio Di Nardo firma con il Pescara, veste la maglia numero 9 e accetta un contratto che lo lega al club sino al 2027. È il tassello centrale di un progetto tecnico che pretende presenza in area, lavoro sporco spalle alla porta e picchi di leadership in un gruppo da riedificare. L’ufficialità e i dettagli filtrano dalle testate locali: l’operazione è il simbolo di un mercato mirato, funzionale, che cerca gol ma anche storie di resilienza. I primi due mesi in biancazzurro raccontano 3 gol e 2 assist: abbastanza per capire perché sia rimasto troppo a lungo distante da certi palcoscenici. Poi la stagione s’ingarbuglia, per il Pescara, non per lui, e il rendimento personale resta tra i pochi fari in un contesto complicato.
LA NOTTE DI FROSINONE: OLTRE I 2 GOL
Il 4 marzo 2026, con il Pescara ultimo e il margine d’errore ridotto, succede l’imprevisto. Di Nardo sblocca dopo 2’ e raddoppia al 35’, piegando la partita sul piano emotivo. Il Frosinone accorcia su rigore all’85’ con Calò e trova l’insperato 2-2 al 90’+4’ con Raimondo. È la classica «vita in 90 minuti»: virtù, sofferenza, qualche errore di gestione, ma anche la conferma che il Pescara ha ritrovato una direzione. E che il suo numero 9 è oggi un capitale tecnico e psicologico. Il raddoppio biancazzurro non passa inosservato: l’azione nasce mentre un difensore giallazzurro è a terra, i padroni di casa si fermano aspettando che il gioco si interrompa, gli abruzzesi proseguono e Di Nardo colpisce. Le proteste sono vibranti, il dibattito si accende. È lecito? Sì. È «fair play»? Questione di sensibilità calcistica. Ma dentro una lotta-salvezza al cardiopalma, la storia raramente lascia spazio ai moralismi: conta il punteggio, contano i punti. E quel raddoppio pesa. Pesa nei cuori, nelle gambe, in classifica.
DOPPIA CIFRA IN 3 CATEGORIE?
C’è un altro orizzonte, personale ma non banale: se Di Nardo chiudesse a 10+ gol, firmerebbe la terza stagione di fila in doppia cifra in tre categorie differenti (D, C, B). È un simbolo statistico che racconta di continuità oltre i contesti, la cosa più complicata per chi risale la piramide. E sarebbe il mattone tecnico più solido su cui il Pescara possa appoggiarsi nel rush finale. All’arrivo in Abruzzo, il popolo biancazzurro ha oscillato tra curiosità e scetticismo: un centravanti dalla C, reduce da una retrocessione in Eccellenza appena 20 mesi prima, poteva davvero essere la soluzione? Oggi la risposta l’ha scritta il campo. I gol pesanti, il lavoro tattico, la continuità hanno ribaltato le etichette. È un monito per tutti: nella B che mastica uomini e certezze, le traiettorie non sono mai lineari e il merito, alla lunga, trova sempre porte da aprire.