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Serie C

Fa 26 punti su 33 e va più forte anche della squadra schiacciasassi, l'allenatore che fa le cose semplici è una garanzia

Ben 8 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta nel nuovo anno: il ritmo da grande che ha portato i nerazzurri in cima alla classifica del ritorno

RENATE SERIE C - LUCIANO FOSCHI

RENATE SERIE C - Luciano Foschi è tornato alla guida delle Pantere dopo averle già allenate nella stagione 2016-2017

Una sera fredda al Rigamonti-Ceppi di Lecco, luci nette e aria tagliente. Sull’erba resta l’eco di un triplice squillo: 0-3, tabellino che non ammette interpretazioni. Mentre i tifosi di casa abbandonano gli spalti in silenzio, le Pantere escono con passo leggero. Non c’è trionfalismo, c’è la compostezza di chi sa che il cammino si misura in numeri prima che in parole: nel 2026 il Renate ha messo insieme 26 punti su 33, con 8 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta. È il miglior ruolino del Paese tra le squadre di Serie C dall’inizio dell’anno solare, e quel 3-0 a Lecco non è un episodio: è il timbro su un’inerzia costruita giorno dopo giorno.

IL DATO CHE ORIENTA LA STAGIONE: 26 PUNTI SU 33 NEL RITORNO
Per capire la portata del fenomeno bisogna partire dall’aritmetica. In un campionato spesso governato dall’equilibrio, piazzare 26 punti su 33 in due mesi significa viaggiare a velocità di crociera da promozione diretta. Tradotto: un passo che ha issato il Renate al primo posto nella speciale classifica del girone di ritorno (ancora prima del Vicenza) e gli ha garantito un balzo in zona nobile della graduatoria complessiva. L’onda lunga del rendimento si percepisce nella qualità delle prestazioni e nella continuità mentale: la squadra ha imparato ad «abitare» le partite, dettando tempi e geografie del campo. Il riconoscimento della «regina del 2026» non è un’etichetta giornalistica: è una sintesi statistica, fotografata da chi i numeri li osserva freddamente.

LA NOTTE DI LECCO: SORPASSI E CONSAPEVOLEZZA
Il terreno di Lecco ha restituito la cifra del momento nerazzurro: Andrea Delcarro, Michele Calì (dagli 11 metri) e Ottar Karlsson hanno firmato un 0-3 che ha ridisegnato i gerarchi del gruppo. Il risultato ha centrato un obiettivo doppio: punti pesanti e messaggio competitivo. Nel post-gara l’analisi è stata asciutta: «Abbiamo giocato bene, il risultato è la conseguenza della prestazione», ha ragionato il tecnico. Le cronache locali hanno rimarcato il crollo bluceleste e la serata gloriosa da ex di Luciano Foschi, oggi guida delle Pantere, prima ancora tecnico del Lecco nell'esaltante cavalcata verso la Serie B dell'annata 2022-2023. Resta la sostanza: tre gol, porta inviolata, e una sensazione di padronanza che racconta una squadra capace di accelerare senza perdere governo.

L'ARCHITETTO DEL MOMENTO: LUCIANO FOSCHI, PRAGMATISMO E MEMORIA LUNGA
Al centro del quadro c’è un allenatore con una biografia che somiglia a una mappa: Luciano Foschi. Tornato a Renate nell’estate 2024 con un biennale fino al 30 giugno 2026, ha portato metodo, lucidità e un’idea precisa di squadra corta, letture rapide, capacità di ribaltare il campo con pochi tocchi. Non si tratta di «calcio champagne», per usare le sue stesse parole, ma di un’organizzazione che fa sembrare semplici cose complicate. Le sue oltre 400 panchine certificano esperienza e anticorpi: saper misurare i momenti, gestire energie e pesare le scelte, senza eccedere in esuberanze tipiche da allenatore moderno alle prime esperienze nel mondo professionistico e fissato sulle proprie idee anche quando queste sono fallimentari. E quando dice che la classifica «non la guarda», non è posa: è disciplina. Il gruppo, intanto, lo segue. 

LE LEVE TECNICHE: EQUILIBRIO E PALLE INATTIVE
1) Struttura e densità centrale. Con Simone Auriletto riferimento difensivo e leadership riconosciuta (contratto rinnovato la scorsa estate), la linea arretrata ha trovato un equilibrio che riduce le corse all’indietro. Tenere il blocco compatto consente di accompagnare la pressione senza strappi, favorendo recuperi «alti» o, all’opposto, difese posizionali ordinate. 2) Qualità nelle palle inattive. Il piede di Michele Calì e il tempismo di uomini-chiave nell’area avversaria hanno trasformato angoli e punizioni in un indice di pericolosità costante. Banalità? Non proprio: in campionati compressi, i piazzati muovono classifiche. Le conferme arrivano anche dagli episodi che hanno sbloccato gare delicate. 3) Gestione degli snodi. È qui che il Renate è cresciuto: sa accelerare nel primo quarto d’ora per affermarsi territorialmente, ma anche raddoppiare i vantaggi quando l’inerzia lo consente. Quel «non fermarsi mai» dopo il raddoppio, sottolineato nel dopo partita, definisce un’attitudine più che una tattica.

COPPA ITALIA SERIE C: BENZINA PER L'AUTOSTIMA
Nell'annata 2025-2026 il Renate ha trovato anche nella Coppa Italia Serie C una palestra di crescita. La squadra ha scalato il tabellone fino alla semifinale contro il Latina, incrociata a gennaio in un doppio confronto di livello. A dare misura del percorso ci sono anche vittorie «pesanti» come l’eliminazione dell’Inter Under 23, episodio che ha consolidato l’idea di un gruppo competitivo su più fronti. L’abitudine a giocare gare a eliminazione diretta, con pressione e gestione del dettaglio, è un capitale di esperienza che torna utile proprio quando il calendario inizia a farsi stretto.

CLASSIFICA E ORIZZONTE PLAY OFF: PERCHÈ IL 3° POSTO STRATEGICO
La posizione in classifica non è un feticcio, è un dispositivo regolamentare. In Serie C, il terzo posto spalanca benefici concreti nella griglia degli spareggi: chi chiude lì salta una parte della «Fase Girone» ed entra direttamente nella Fase Nazionale (Primo Turno) insieme alle altre terze e alla vincitrice della Coppa Italia Serie C. Tradotto, meno partite da giocare, più tempo per ricaricare e preparare gli incroci, oltre al vantaggio di calendario che spesso prevede il ritorno in casa o la tutela del «miglior piazzamento» in caso di parità complessiva. In un torneo lungo, decidono anche queste virgole, e il Renate oggi è in quella fascia che consente di guardare ai playoff con razionalità, non solo con speranza.

IL MESSAGGIO AL CAMPIONATO
In un girone che ha ritrovato profondità e narrazioni, il Renate è diventato la squadra che nessuno vuole affrontare adesso. Non è soltanto una questione di risultati: è la somma di organizzazione, pragmatismo, dettagli tecnici e, soprattutto, consapevolezza. Il linguaggio del campo è chiaro: una formazione che ha imparato a scegliere quando accelerare e quando addormentare, quando raddoppiare e quando «spingere» un duello nella zona del campo che conviene. I numeri dicono che le Pantere hanno cambiato marcia. Il resto, come sempre, spetterà al pallone e ai suoi rimbalzi. Ma intanto la traiettoria è tracciata.

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