Trofeo Annovazzi
06 Marzo 2026
TROFEO ANNOVAZZI JUVENTUS • Giovanni Marchisone
In una sfida che ha ricordato più un ottovolante che una classica partita di calcio, la Juventus mette in mostra tutto il suo arsenale offensivo, superando un Lecco mai domo che ha saputo soffrire e pungere nei momenti di massima pressione (5-3). Una gara giocata a ritmi altissimi, dove le difese hanno spesso dovuto lasciare il passo a giocate individuali di alta scuola e a una foga agonistica d'altri tempi. Alla fine la Juventus la spunta e ora in semifinale troverà l'Inter.
L’avvio è tutto di marca juventina. Già al 5’ Generosi lancia il primo segnale: un movimento a convergere dalla fascia per scaricare il mancino, trovando però un Nichitean attentissimo nella parata bassa. È solo il preludio al vantaggio, che arriva sessanta secondi dopo: sugli sviluppi di un corner, dopo una doppia miracolosa opposizione di Grigoli, Marchisone è il più lesto di tutti a ribadire in rete il gol dell’1-0. Il Lecco accusa il colpo e la Juve raddoppia immediatamente al 7’. È un’azione da manuale: velocità d'esecuzione e verticalità portano Yano al limite dell’area; l’attaccante entra nei sedici metri con eleganza e fulmina il portiere sul palo più lontano. La partita sembra già indirizzata, specialmente quando al 15’ Graneri cala il tris, risolvendo una mischia dopo una respinta corta di Grigoli su un velenoso cross dalla destra. Il Lecco prova a scuotersi con una conclusione di Leshi da centrocampo, ma Nichitean controlla senza affanni. La tenacia ospite viene però premiata al 24’: Corbetta ara la fascia destra e pennella un traversone perfetto per Tentori, che in spaccata acrobatica sul secondo palo accorcia le distanze, firmando una rete di pura voglia.
La ripresa si apre con un Lecco molto più aggressivo. Al 7’ serve un super intervento di piede di Grigoli per negare la gioia del gol ad Amadio, ma è al 9’ che la partita vive il suo momento chiave: Corbetta ispira ancora Tentori, la conclusione a botta sicura supera il portiere ma trova l'incredibile salvataggio sulla linea di un eroico Marchisone. Dal possibile 3-2 si passa al poker juventino in un battito di ciglia. All'11’, Amadio decide di scrivere il suo nome nel tabellino con una prodezza balistica: un pallonetto millimetrico che scavalca il portiere in uscita, una parabola che sembra disegnata con il compasso. Il Lecco non ci sta e un minuto dopo risponde colpo su colpo: Berardis lavora un ottimo pallone al limite e serve Dogari, il cui diagonale non lascia scampo per il 4-2. Il forcing finale vede la Juve allungare ancora al 14’ con un’incornata imperiosa di Tosetto su angolo dalla sinistra, ma l’ultima parola spetta allo spirito indomito dei blucelesti. Al 25’, Abdelhamid incarna perfettamente la grinta lecchese: pressa ferocemente il portiere avversario sulla costruzione dal basso, gli ruba il tempo e deposita in rete il gol che chiude le marcature.