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L'ex difensore di Serie A lascia l'Inter e approda alla Roma, è un ritorno che promette grandi cose

Il profilo che cambia il gioco e un passaggio che riscrive le ambizioni del club della Capitale, è una scelta che può pesare tanto

ROMA SERIE A - MASSIMO TARANTINO

ROMA SERIE A - Massimo Tarantino era tornato all'Inter da dirigente nell'estate 2023 e ora lascia il nerazzurro dopo poco meno di 3 anni

La scena è rimasta impressa: il corridoio di un supermercato, l’ansia collettiva, e un ex difensore che si butta senza pensarci due volte per immobilizzare un aggressore armato. Era il 27 ottobre 2022: quell’uomo era Massimo Tarantino. Non lo fece per eroismo mediatico, lo fece perché «andava fatto». Due anni dopo, quello stesso tratto distintivo, lucidità nelle emergenze, istinto da capo-progetto, è la qualità che la Roma ha deciso di riportare a Trigoria per un compito strategico: riorganizzare il vivaio giallorosso. Secondo le consuete voci di radiomercato diffuse in data 6 marzo 2026, Tarantino avrebbe accettato l’incarico di nuovo responsabile del settore giovanile romanista, lasciando l’Inter dopo 3  stagioni da direttore del vivaio. È un passaggio che, se confermato, riscrive priorità, metodi e ambizioni del club capitolino.

IL FATTO: UN RITORNO CON UNA MISSIONE SPECIFICA
La notizia arriva in un momento sensibile per il calcio italiano, nel pieno della «corsa alla seconda squadra», della professionalizzazione degli staff e del salto qualitativo richiesto ai vivai per colmare il gap con l’élite europea. La Roma avrebbe scelto Tarantino non solo per le competenze tecniche, ma per la sua storia nel club: tra luglio 2013 e settembre 2019 aveva già lavorato all’interno del settore giovanile giallorosso, contribuendo a un progetto dal respiro «cantera», al fianco di figure storiche come Bruno Conti. Oggi, come allora, l’obiettivo è chiaro: rendere il vivaio un acceleratore di valore tecnico e patrimoniale.

PERCHÈ LA ROMA HA SCELTO TARANTINO
1) Esperienza pregressa nel club Il primo punto è la memoria istituzionale. Chi ha già vissuto Trigoria conosce dinamiche, aspettative e sensibilità dell’ambiente. Tra 2013 e 2019, Tarantino fu parte integrante dello sviluppo del vivaio romanista: un bagaglio che oggi torna utile per allineare scouting, formazione e percorso competitivo dei giovani. 2) Un ciclo vincente all’Inter Dal 2 luglio 2023 al 2026 ha diretto il settore giovanile dell’Inter con riscontri tangibili: lo Scudetto della Primavera 2024-2025 vinto al Viola Park contro la Fiorentina (0-3), la successiva Supercoppa Primavera 2025-2026, e, sul piano personale, il Mino Favini Award come miglior direttore di settore giovanile per la stagione 2024-2025. Segnali concreti di un modello di gestione che coniuga identità tecnica, organizzazione e capacità di valorizzare i profili emergenti. 3) Sotto la sua gestione, l’Inter ha fatto un passo deciso sul tema «seconda squadra»: progetto Under 23 fortemente voluto a livello di club, con l’idea di creare un ponte reale tra Primavera e professionismo. È una delle leve più delicate nella crescita dei talenti italiani e uno dei temi che anche la Roma sta valutando da mesi.

IL PROFILO TECNICO-ORGANIZZATIVO DI TARANTINO
1) Bologna (responsabile del settore giovanile) Dopo il calcio giocato, Tarantino si forma come dirigente nel Bologna. Un lavoro di metodo, tra curriculum tecnici condivisi, confronto continuo con lo staff della prima squadra, omogeneità di principi dal basso verso l’alto, che emerge con chiarezza nei documenti del club e nelle cronache del tempo. Da queste fonti si ricostruisce un triennio da responsabile del vivaio concluso nel 2013. È qui che affina l’idea di un settore giovanile come «sistema» e non come somma di squadre. 2) SPAL (direttore dell’area tecnica) Alla SPAL assume la responsabilità dell’area tecnica nella stagione 2021-2022, fino alla separazione ufficialmente annunciata nel maggio 2022. Un ruolo «orizzontale», che incrocia mercato, pianificazione sportiva e sviluppo delle competenze interne: tasselli che ritroveremo nella sua dimensione di coordinatore del vivaio. 3) Siena (direttore sportivo) Nel gennaio 2023 viene presentato come direttore sportivo della Robur Siena, esperienza breve ma significativa, precedente diretto alla chiamata dell’Inter come capo del settore giovanile. Passaggio che conferma la sua spendibilità tanto nel mondo dell’«academy management» quanto nella gestione sportiva a 360 gradi.

L'INTER COME LABORATORIO DI ECCELLENZA
Il contesto nerazzurro è uno dei benchmark nazionali. Non è un caso che nella stagione 2024-2025 tutte le principali selezioni del vivaio siano arrivate alle fasi clou, con la Primavera campione d’Italia e la Under 15 anch’essa tricolore: risultati che rispecchiano un impianto di lavoro stratificato e coerente, non un exploit isolato. La governance del settore, eredità di un metodo storico e successivo consolidamento, ha trovato in Tarantino il regista di un aggiornamento continuo: formazione degli allenatori (valorizzazione di profili come Cristian Chivu, poi la staffetta tecnica con Andrea Zanchetta e l’inserimento di ex bandiere come Samir Handanovic e Nicola Carbone nei percorsi di mentoring), collaborazione con le strutture del club a Interello, presidio sul carico didattico dei reparti. Anche questo è un patrimonio che la Roma punta a capitalizzare.

I NUMERI CHE RACCONTANO IL PERCORSO
1) Inter, la stagione della svolta La Primavera nerazzurra campione d’Italia il 30 maggio 2025 e la Supercoppa 2025/26 sono due indicatori chiave. Non sono trofei fini a sé stessi: raccontano continuità progettuale, qualità degli staff, integrazione con la prima squadra. Un sistema che ha prodotto anche riconoscimenti individuali, il premio Mino Favini a Tarantino, e che ha messo in vetrina giovani poi «spinti» verso platee più grandi. 2) La finestra temporale Il passaggio di consegne si innesterebbe a marzo 2026, a pochi mesi dall’avvio della stagione 2026/27, quella in cui la Roma potrebbe compiere scelte definitive sull’Under 23 e sulla nuova mappa del vivaio. È il momento in cui progettazione sportiva e pianificazione economica si parlano: definire il perimetro ora significa arrivare in estate con un’agenda operativa pronta.

UNA SCELTA DI SISTEMA, NON SOLO DI NOMI
C’è un ultimo passaggio che spiega bene la mossa. Nel perimetro federale, la spinta alla formazione continua dei responsabili di settore giovanile è diventata priorità, corroborata da corsi, linee guida e politiche di lungo periodo. La FIGC chiede dirigenti capaci di tenere insieme crescita del ragazzo e competitività del club. Tarantino incarna questo profilo: ha attraversato contesti diversi, gestito staff complessi, dialogato con proprietà ambiziose. Alla Roma, tutto ciò può tradursi in una ristrutturazione a prova di futuro, dove la parola chiave non è «talento», abusata, ma «percorso». Perché produrre calciatori significa, soprattutto, progettare strade per farli arrivare.

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