Primavera 1
07 Marzo 2026
CAGLIARI PRIMAVERA 1 • Francesco Pisano e Alberto Gallego
È un pomeriggio di vento al CRAI Sport Center di Assemini, il cielo è terso ma l’aria è quella delle decisioni che non ammettono ritorno. Nel quartier generale del settore giovanile del Cagliari, una scritta domina la bacheca della sala video: «Identità e coraggio». Non fa in tempo a spegnersi l’eco dell’ultimo allenamento che una comunicazione ufficiale del club scuote la routine: l’esonero di Francesco Pisano dalla guida della Primavera, insieme al suo vice Alessio Rubicini e al preparatore dei portieri Simone Di Franco. Subito dopo, l’annuncio del nuovo corso: Alberto Gallego è il nuovo allenatore; con lui, in staff, Stefano Medda come collaboratore tecnico e Christian Berretta come preparatore dei portieri. Una doppia nota che segna un cambio di passo e un atto di fiducia in una figura già interna alla struttura rossoblù. Questa è la cronaca. Ma dietro le righe c’è una scelta di metodo: intervenire “a stagione viva” per raddrizzare la rotta di un gruppo che ha qualità, ma che ha bisogno di una scossa tecnica e mentale. E soprattutto: comprendere come l’arrivo di Gallego possa impattare immediatamente su principi di gioco, sviluppo dei talenti e stabilità del progetto giovanile.
Con un comunicato diffuso nella giornata di venerdì, la società rossoblù ha reso noto di avere sollevato dall’incarico l’allenatore Francesco Pisano, il vice Alessio Rubicini e il preparatore dei portieri Simone Di Franco. Nello stesso giorno, è stata annunciata la promozione di Alberto Gallego alla guida della Primavera. Accanto a lui opereranno Stefano Medda come collaboratore tecnico e Christian Berretta come preparatore dei portieri. Le decisioni arrivano dopo settimane di valutazioni, all’interno di una stagione che ha visto risultati altalenanti e la necessità di consolidare prestazioni e classifica. Gallego, tecnico spagnolo classe 1974, era entrato nello staff della Prima squadra nell’estate 2025 come collaboratore tecnico, portando in dote esperienze vincenti in Spagna e una metodologia apprezzata nello staff di Fabio Pisacane. Nel contesto del vivaio, un intervento di questo tipo a marzo ha un significato operativo chiaro: riallineare i processi di lavoro (microciclo, principi di fase di possesso/non possesso, attivazioni e recovery) e creare continuità tra i modelli della Prima squadra e quelli dell’Under 20, ultima tappa prima del professionismo.

La risposta breve è: per continuità interna e competenze specifiche. La risposta completa merita qualche riga in più. Profilo internazionale e curriculum: Alberto Gallego si è costruito in Spagna come tecnico capace di risanare e far crescere progetti sportivi. Con il CD Ibiza ha centrato un’eccezionale striscia positiva e un accrescimento di rendimento culminato nell’ascesa nelle categorie nazionali; con il Recreativo de Huelva ha condotto il “Decano” del calcio spagnolo a un nuovo salto di categoria. Sono traguardi che parlano di leadership, codifica di principi, gestione delle pressioni e valorizzazione delle risorse disponibili. Conoscenza del contesto: dall’estate 2025 Gallego è dentro il Cagliari. Conosce strutture, processi, ragazzi in rampa di lancio e dinamiche quotidiane. Questo rende l’operazione “a stagione in corso” meno traumatica: non arriva un esterno, ma un tecnico già allineato al vocabolario tattico del club. Piano tecnico: si punta a un calcio proattivo, con attenzione alle connessioni tra reparti, all’uscita dal basso “protetta” e ai flussi di riaggressione. Parole-chiave come transizioni corte, coperture preventive, ampiezza funzionale e gestione dell’ampio-largo in rifinitura sono elementi tipici delle scuole iberiche che Gallego ha già declinato in passato. Applicarle all’Under 20 può accelerare la formazione di profili pronti al salto tra i professionisti.
Non serve girarci intorno: la Primavera del Cagliari ha vissuto una stagione fatta di picchi e cali. Ci sono stati risultati di valore, ma anche passaggi a vuoto in trasferta e momenti in cui la squadra ha faticato a consolidare vantaggi o a risalire nei secondi tempi. La fotografia aggiornata del campionato evidenzia una classifica corta nella zona medio-bassa (penultimo posto in piena zona retrocessione), con margini sottili tra la serenità e il rischio di scivolare nelle zone calde. È su questo crinale che il club ha scelto la discontinuità tecnica: intervenire quando ci sono ancora partite per incidere. Nei mesi di settembre-novembre 2025 non sono mancati scivoloni, specie contro avversari dal baricentro aggressivo e forte intensità sui duelli. Nella fase invernale, prestazioni più solide ma con discontinuità nella gestione delle aree (palle inattive difensive, secondi palloni). Negli ultimi turni si è avvertito il bisogno di una sterzata: più personalità nel tenere il campo, più pulizia nell’uscita dalla pressione e qualità nell’ultimo passaggio. C’è, al contempo, un capitale umano importante: attaccanti con profili verticali, esterni capaci di strappo sull’uno contro uno, interni con prima lettura pronta. Il nodo resta la maturità gestionale dentro la gara: lì si win or lose a livello Primavera.

La risposta si misurerà sul campo. Ma la scelta della società appare consapevole, fondata su competenze interne e su un profilo tecnico che può sposarsi con le esigenze del gruppo. Alberto Gallego non arriva da fuori a ricominciare da zero: porta con sé un lessico già condiviso, un’idea di calcio che può sbloccare energie e un metodo che, se applicato con rigore e misura, può trasformare il percorso della Primavera nella parte più delicata della stagione. Nel frattempo, ad Assemini, la scritta sulla bacheca resta la stessa. “Identità e coraggio”. Adesso deve diventare prassi quotidiana. L'esordio? Domenica alle 15 in casa contro il Monza. Se la Primavera è il laboratorio in cui si forgia l’identità del club, il Cagliari ha appena aggiornato gli strumenti. Adesso, palla al campo.