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Milan-Inter, tra i convocati anche la stella delle giovanili: è un giocatore dal futuro assicurato

Un derby che perde un protagonista, ma che può guadagnare una storia: la febbre di Thuram apre uno spiraglio al classe 2006

INTER-MILAN SERIE A - MATTEO LAVELLI

INTER-MILAN SERIE A - Matteo Lavelli, attaccante classe 2006, ha già esordito in Serie A lo scorso 4 gennaio nel match contro il Bologna e fa parte della squadra Under 23

In uno stadio che non lascia spazio ai sussurri, l’assenza di Marcus Thuram rimbomba come un colpo secco nella pancia del Meazza. La notizia scivola tra i tornelli e i bar all’esterno come un getto d’aria fredda: febbre, niente convocazione per il derby di Milano del 8 marzo 2026. E in quell’istante, in un elenco di nomi stampato e riletto mille volte, spunta lui: Matteo Lavelli, classe 2006, figlio del progetto Inter Under 23, chiamato da Cristian Chivu a respirare il derby dall’interno, pronto se servirà a trasformare il «forse» in «presente». È il calcio che ribalta i pesi: un big mancante, un ragazzo che sale un gradino. Non succede spesso, e quasi mai succede in un Derby di Milano. Ma quando accade, conviene guardare bene.

THURAM OUT
L’assenza di Thuram non nasce da un calcolo tattico: è un contrattempo fisico, un attacco di febbre che lo ha frenato alla vigilia e ha imposto una scelta di prudenza. Nelle ultime ore, tra conferenze e aggiornamenti, il quadro si è composto pezzo dopo pezzo: «Marcus ha un po’ di febbre e non si è allenato», aveva spiegato Chivu; la mattina del derby diventava «dubbio», il pomeriggio si trasformava in certezza: niente convocazione. Un colpo per l’Inter, già priva di Lautaro Martínez al meglio della condizione e costretta a rimodellare le rotazioni offensive. La ricostruzione, fra fonti televisive e stampa, è lineare: febbre, stop, e una lista giocoforza diversa da quella immaginata in settimana.

LA PORTA CHE SI APRE, IL NOME DI LAVELLI DIVENTA IMPORTANTE
In quella lista «diversa» compare Matteo Lavelli, centravanti dell’Inter Under 23: convocazione che sa di fiducia, di continuità tecnica, di coerenza con un progetto che la società nerazzurra ha scelto non come slogan, ma come architettura sportiva. L’Under 23 non è un’isola: è una passerella tra formazione e prima squadra, e il salto, seppur breve, è già avvenuto. A San Siro, il 4 gennaio 2026, Lavelli ha debuttato in Serie A contro il Bologna, entrando all’83’ proprio al posto di Thuram. Una staffetta simbolica, rivista oggi alla luce del derby: allora pochi minuti, ma densi; oggi, la possibilità di un contributo vero in un match che pesa come una pagina di storia. Lo ha raccontato anche il club, numeri alla mano: 18 presenze stagionali con l’Under 23 (e 1 gol in Coppa Italia di Serie C) e 5 con l’Under 20 (con 2 reti). Numeri piccoli? Forse. Ma il calcio spesso si muove nella frazione tra piccole cifre e grandi momenti.

IL PROFILO TECNICO, COSA PORTA IL CLASSE 2006 IN UN DERBY
Centravanti di struttura, aggressivo sul contatto, Lavelli ha due qualità che in un derby non sono optional: capacità di «spallata» nel gioco spalle alla porta e letture rapide sull’ultima palla. Nelle giovanili, gli allenatori lo hanno sfruttato per «fissare» i centrali avversari e liberare corsie e mezzeali. Dentro un 3-5-2 (o un 3-4-2-1 ibrido), il suo raggio d’azione è quello del riferimento che lavora la prima palla per gli inserimenti: energie da distribuire in campo corto, attitudine a inseguire la seconda palla, piede educato nei download sul trequarti. Una fotografia tattica che la stampa specializzata ha già tracciato al momento dell’esordio, incastonandola nel discorso, più ampio, del collegamento stabile fra Under 23 e prima squadra. C’è poi la componente emotiva. Non una nuance, ma una variabile: ritrovare il derby, da convocato, mentre Thuram manca, fa di quel primo passaggio una sorta di prologo. 

DALLA PAURA ALLA RIBALTA
La carriera di Lavelli non è stata un rettilineo. Nel 2024, a 17 anni, è stato colpito da un serio problema di salute: oltre un mese fuori causa, un rientro graduale, il riavvolgimento di ogni gesto tecnico. Quelle settimane hanno ridefinito priorità e prospettive, ma anche rafforzato una dimensione caratteriale che oggi affiora, sobria, nelle sue interviste: riconoscenza, resilienza, pazienza. Tornato in campo, ha messo insieme gol pesanti con l’Under 18 di Chivu e poi con la Primavera di Andrea Zanchetta, scalando posizioni fino all’Under 23 dove la stagione 2025-2026 lo ha visto entrare stabilmente nelle rotazioni. Una storia che la cronaca nerazzurra ha raccontato con dovizia di dettagli: 20 reti in Under 18 con Chivu, 8 in Primavera la stagione successiva, segni di continuità prima dei primi scampoli fra i «grandi».

IL PROGETTO INTER UNDER 23, NON UN PARCHEGGIO MA UNA RAMPA DI LANCIO
La scelta della FC Internazionale di varare l’Under 23 in Serie C nella stagione 2025-2026 è stata insieme ambiziosa e chirurgica: accorciare la distanza tra settore giovanile e prima squadra, allenare i giovani alla durezza del professionismo, offrire a Chivu (salito in estate dalla filiera giovanile alla guida dei «grandi») una base «familiare» di conoscenze su cui innestare i talenti migliori. In questa cornice, il nome di Lavelli non è un’aggiunta folkloristica da derby, ma il tassello coerente di un percorso: gioca, apprende, si misura, e quando l’occasione chiama è riconoscibile al livello superiore perché già «formattato» su principi di gioco compatibili. La struttura dell’Under 23, l’organico e le designazioni ufficiali hanno raccontato durante l’anno come la squadra stia funzionando da serbatoio. Lavelli, nato l’8 dicembre 2006, viaggia proprio su questi binari.

L'ESORDIO IN SERIE A E IL LEGAME SIMBOLICO CON THURAM
Ci sono partite che diventano appunti mentali. Il 4 gennaio 2026, in Inter–Bologna a San Siro, Lavelli ha vissuto il suo primo giro d’orologio in Serie A. Non è irrilevante che quella sostituzione, all’83’, abbia riguardato proprio Marcus Thuram. Le cronache lo registrano con precisione, dai live ai tabellini; il club lo ha celebrato con un’intervista in cui Matteo ha messo la firma su un sentimento semplice: «Da interista, me la sono goduta al massimo». Oggi quel ricordo sembra il frammento di un montaggio più grande: il derby senza Thuram, la convocazione di Lavelli, lo stesso palcoscenico. A volte il calcio sa scrivere con una grafia molto chiara.

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