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Serie B

Esonerato il tecnico che 5 anni fa aveva riportato in Serie A il club, ora tocca ad un volto noto della categoria

Una rimonta che brucia, una scelta drastica che pesa, una scommessa che divide: la società decide di voltare pagina

EMPOLI SERIE B - ALESSIO DIONISI

EMPOLI SERIE B - Alessio Dionisi alla guida del club toscano aveva conquistato la promozione in Serie A nella stagione 2020-2021, ora è stato esonerato

Era il minuto finale di un secondo tempo diventato improvvisamente stretto. Al «Ceravolo» le luci ancora fervevano, il tabellone recitava un impietoso 3-2 e l’Empoli aveva appena smarrito due gol di vantaggio. Nella pancia dello stadio, mentre i calabresi cantavano, i telefoni cominciavano a vibrare: «Decisione presa». Nella notte tra l’8 e il 9 marzo 2026, la sconfitta di Catanzaro chiudeva l’avventura-bis di Alessio Dionisi sulla panchina azzurra. Nel giro di poche ore, ecco il contraltare: l’Empoli affida la squadra a Fabio Caserta, che firma fino al 30 giugno 2026. Un cortocircuito sportivo e umano che dice molto del momento: classifica corta, margine risicato, correnti emotive in piena. E un club chiamato a decidere in fretta per non farsi trascinare a fondo. La fotografia, cruda: azzurri oggi al 13° posto con 31 punti, appena +1 sulla zona playout. Un cuscino troppo sottile per chi ha già sentito scricchiolare il pavimento.

LA CLASSIFICA CHE FA PAURA
Questa scelta nasce dai numeri. Dopo 29 giornate, l’Empoli è 13° con 31 punti, una sola lunghezza di margine sui playout. Non è solo questione di posizione: pesano la tendenza e la curva psicologica di un gruppo che, da gennaio, non è più riuscito a trasformare le buone prestazioni in vittorie. Nell’ultimo bimestre, sottolinea la stampa regionale, gli azzurri non hanno centrato un successo, raccogliendo 4 pareggi e 6 sconfitte nelle ultime 10. Con l’effetto combinato di riaprire la lotta-salvezza e di spingere la dirigenza verso una soluzione-urto.

IL SECONDO TEMPO DI DIONISI ALL'EMPOLI: FULMINI ALL'INIZIO, NEBBIA ALLA FINE
Il ritorno di Alessio Dionisi a Empoli era stato salutato in autunno come un richiamo alla memoria migliore: quella del trionfo in Serie B 2020-2021. Il club lo aveva richiamato a metà ottobre 2025 dopo l’esonero di Guido Pagliuca, mettendo nelle sue mani un progetto di ricostruzione immediata. I primi sussulti erano anche arrivati: impossibile dimenticare il 5-0 al Bari a fine novembre, un manifesto d’identità ritrovata che aveva acceso l’entusiasmo della piazza. Col passare dei mesi, però, la rotta si è inclinata: la squadra ha smarrito continuità, segnali di fiducia e, soprattutto, una cifra offensiva stabile. Bilanci finali spesso decisi da episodi, ma dentro una tendenza che ha preoccupato. Le cronache locali riassumono la resa dei conti: valutazioni «ponderate» e, alla fine, l’addio comunicato dopo la caduta di Catanzaro.

PERCHÈ FABIO CASERTA
La scelta di Fabio Caserta è prima di tutto pragmatica. È un tecnico di campo, abituato a entrare in corsa, a maneggiare rose giovani e gruppi in trincea. Il curriculum parla di panchine in Serie C e Serie B con Juve Stabia, Perugia, Benevento, Cosenza e, in estate, Bari; in Puglia è stato esonerato dopo 12 giornate (3 vittorie, 4 pareggi, 5 sconfitte) e, chiuso quel capitolo, si è reso disponibile per una sfida di risalita. Oggi la sua chiamata a Empoli è stata resa «pratica» anche da una strada burocratica, la rescissione con il Bari, che si è sbloccata nelle ultime ore. Contratto fino al 30 giugno 2026: un orizzonte breve ma chiaro, tempo sufficiente per portare la squadra in porto e dare al club la possibilità di valutare, a freddo, la progettualità successiva.

IL TIMING: PERCHÈ ADESSO
A rendere inevitabile il cambio è soprattutto la combinazione «dinamica di risultati + calendario». Con la quota salvezza ancora tutta da definire e con gli equilibri della parte bassa vicini al millimetro, lasciare correre avrebbe significato giocare d’azzardo. In questo contesto, la proprietà, Fabrizio Corsi, e l’area sportiva hanno deciso di sparigliare, scegliendo un profilo diverso per idee e per sensibilità di spogliatoio. L’arrivo di Caserta è anche una scommessa su un principio semplice: cambiare guida per cambiare inerzia. Non un dogma, ma spesso, in Serie B, una miccia che funziona. Lo dicono le statistiche di rendimento nell’anno solare fornite in questi giorni: quando la forbice tra la 15ª e la zona playout resta bassa, chi azzecca il colpo di coda evita lo spareggio.

IL GIUDIZIO SU DIONISI: CIÒ CHE RESTA
Il congedo da Dionisi non cancella la storia. Resta l’impronta dell’allenatore che, nel 2020-2021, ha riportato Empoli in Serie A con un’idea luminosa di calcio. Resta il ritorno dell’ottobre 2025, fotografia di un legame mai davvero reciso. Resta, però, anche la realtà dell’oggi: una squadra a 31 punti che negli ultimi due mesi ha smarrito ritmo e certezze. Il saldo, umano e professionale, dice che l’Empoli saluta un tecnico competente e capace, ma costretto a fare i conti con un contesto complicato. Un finale amaro, in linea con i segnali delle ultime settimane. In un campionato in cui basta una settimana per cambiare la mappa emozionale di una città, l’Empoli ha scelto di alzare l’asticella della responsabilità. Il resto, il calcio vero, adesso tocca a Caserta e ai suoi. E a una squadra che ha ancora tutto per salvarsi.

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