Serie C
10 Marzo 2026
AZ PICERNO SERIE C - Valerio Bertotto, di Gassino Torinese, era subentrato a Claudio De Luca e lascia la squadra al quint'ultimo posto in classifica
La porta dello spogliatoio si chiude alle spalle di Valerio Bertotto alle 10:15 di una mattina di marzo, mentre sul tabellone interno spiccano ancora gli appunti del piano-partita: «pressione alta», «linee corte», «aggressione seconda palla». Fuori, al «Donato Curcio», il vento freddo di inizio mese porta via la voce dei tifosi che mormorano l’inevitabile: l’esonero è realtà. La notizia corre veloce, prima come indiscrezione, poi come comunicato: il Picerno cambia guida tecnica e affida, per ora, il timone a Guido Di Deo. Un colpo di scena che irrompe in una corsa salvezza sempre più compressa, dopo un febbraio e un inizio marzo in cui i lucani hanno raccolto troppo poco per sentirsi al sicuro.
I NUMERI HANNO PESATO: SOLO 2 PUNTI NELLE ULTIME 4 PARTITE
Il dato più impietoso è nella striscia recente: il Picerno ha raccolto appena 2 punti nelle ultime 4 gare, con lo scontro diretto perso a Cava de’ Tirreni l’8 marzo 2026 a far da spartiacque emotivo e di classifica. Prima ancora, erano arrivati il pari interno con l’Altamura (0-0, 28 febbraio), l’1-1 con l’Atalanta Under 23 (5 marzo) e lo stop a Caserta (1-2, 21 febbraio), risultati che, in sequenza, hanno riportato i rossoblù nella mischia caldissima della zona playout. L’ultimo ko con la Cavese (2-0) ha completato il quadro.
IL CONTESTO STAGIONALE: DALL'ARRIVO DI OTTOBRE ALLE TURBOLENZE DELLA PRIMAVERA
Era stato proprio ottobre 2025 a inaugurare la gestione Bertotto in Serie C Girone C, all’indomani dell’esonero di Claudio De Luca: una scelta che la dirigenza aveva motivato con il desiderio di imprimere una mentalità diversa e un passo più sicuro alla squadra. L’insediamento era stato accompagnato da parole chiare del DG Vincenzo Greco sulla «competenza» e la «mentalità» del nuovo tecnico. Oggi, a marzo 2026, il ciclo si interrompe, a conferma di quanto la classifica e l’inerzia di risultati restino giudici severi.
MERCATO DI GENNAIO, RINFORZI VERI E RISULTATI ALTERNI
Il club non è stato fermo. Nel giorno d’apertura della sessione invernale (2 gennaio 2026), l’AZ Picerno ha ufficializzato quattro innesti: i difensori Francesco Rillo e Dario Del Fabro, il centrocampista Daniele Franco e l’attaccante Giuseppe Guadagni. Nella seconda metà del mese è arrivato anche Mamadou Kanoute (annuncio del 14 gennaio), oltre a diverse operazioni in uscita e alla gestione dei prestiti. Un mercato ampio, pensato per aggiungere esperienza, gamba e profondità in reparti chiave. Eppure, l’impatto sui risultati non è stato lineare, complice un calendario ad alta intensità e una competitività del girone superiore alla media.
L'ULTIMO ACUTO E IL PRECIPIZIO, DAL CROTONE AL CAVESE
C’era stato un segnale forte il 14 febbraio 2026: il 3-1 rifilato al Crotone al «Curcio» aveva fatto pensare a una svolta, anche sul piano dell’identità: squadra corta, aggressione sulle seconde palle, capacità di verticalizzare con tempi migliori. Ma la successiva frenata, due pari e due sconfitte, ha eroso il capitale di fiducia costruito in quel pomeriggio. La serata di Cava de’ Tirreni ha infine reso evidente l’urgenza di una scelta societaria per invertire la rotta.
COSA SUCCEDE ADESSO: SCENARI, RISCHI E OPPORTUNITÀ
Nel micro-orizzonte delle prossime settimane, il Picerno ha due priorità: 1) blindare la fase difensiva per non farsi staccare negli scontri diretti; 2) valorizzare i «colli di bottiglia» offensivi, cercando gol da situazione (palle inattive, seconde palle, riaggressioni alte). Il calendario di marzo è denso: la gestione dei minuti dei nuovi (e di chi ha tirato la carretta fin qui) sarà decisiva per evitare cali dentro la stessa partita, fenomeno che si è ripetuto nelle ultime uscite. Anche un singolo successo può riaccendere la spirale positiva in un girone cortissimo. La finestra «ad interim» con Guido Di Deo darà tempo alla società di valutare: conferma fino a fine stagione oppure innesto di un profilo esterno «pronto all’uso». Lo snodo è nella risposta del gruppo: se arriverà una reazione misurabile (punti, compattezza, indicatori di prestazione), l’opzione continuità prenderà quota. In caso contrario, non si può escludere una mossa rapida, perché il Girone C non concede margini.