Cerca

Serie B

L'eroe dello Scudetto prende il timone per la difficile missione-salvezza, ora serve una reazione sul campo

Decisione a sorpresa e vecchie bandiere sul ponte di comando: i blucerchiati si affidano a una soluzione interna per rialzarsi subito

SAMPDORIA SERIE B - ATTILIO LOMBARDO

SAMPDORIA SERIE B - Attilio Lombardo era in forza ai blucerchiati come collaboratore tecnico, ora è promosso primo allenatore

Una porta che si apre all’alba del «Mugnaini» di Bogliasco, un cappellino calato sugli occhi, il passo svelto di chi non ha tempo da perdere. È Attilio Lombardo, l’ala che faceva esplodere la «Sud» ai tempi dello Scudetto, ora chiamata a rimettere in carreggiata una Sampdoria che ha bisogno di ordine, orgoglio e punti. La società blucerchiata ha appena cambiato rotta: via la coppia tecnica Angelo Gregucci-Salvatore Foti dopo lo 0-3 di Frosinone, squadra momentaneamente affidata proprio a Lombardo. Una scelta che parla alla pancia del tifo e alla testa del gruppo: identità, competenza e urgenza. E un messaggio chiaro: la rimonta va costruita adesso, non domani.

UN BIVIO A TINTE FORTI: ESCLUSO IACHINI, TRAMONTA LA PISTA MANCINI
La giornata è stata un’altalena di nomi e retroscena. La pista che portava a Beppe Iachini, profilo esperto e «uomo-salvezza» per definizione, è stata battuta ma poi accantonata: contatti sì, investitura no. Alla fine, l’opzione non ha convinto e la Sampdoria ha scelto una strada diversa, promuovendo dall’interno. Un segnale doppio: evitare l’ennesimo scossone esterno e puntare su chi conosce già spogliatoio, limiti e potenzialità della rosa. Più rumorosa, e sentimentalmente potente, l’onda che ha riportato sotto i riflettori il nome di Roberto Mancini, il campione dell'annata 1990-1991 e simbolo eterno, indicato da diversi ambienti come il «preferito» del popolo. Ma l’eco si è scontrata con la realtà contrattuale: Mancini, da novembre 2025, ha firmato con l’Al‑Sadd, fino al 2027. In alcune ricostruzioni giornalistiche si è scritto di una eventuale clausola d’uscita utilizzabile nell’estate 2026, ma a oggi i tempi e le condizioni non hanno reso praticabile l’ipotesi di un ritorno immediato a Genova. Così, la suggestione resta suggestione.

LOMBARDIO, 3 GARE PER CAMBIARE L'INERZIA
La decisione di affidare la squadra a Attilio Lombardo ha anche una precisa cornice temporale: l’ex numero 7 guiderà il gruppo almeno per le prossime tre partite, cioè fino alla sosta per le Nazionali di fine marzo 2026. È una finestra ristretta, ma sufficiente per misurare l’impatto del nuovo timoniere: idee chiare, responsabilità condivise, pochi fronzoli. E soprattutto quell’autorevolezza gentile di chi la maglia non l’ha solo indossata: l’ha onorata.Il primo snodo si consumerà al Luigi Ferraris contro il Venezia sabato 14 marzo 2026: un test che vale più di 3 punti perché può restituire fiducia a un ambiente scosso. Lombardo, intanto, ha già diretto il primo allenamento da guida del gruppo, con l’obiettivo di alzare ritmo e intensità dopo la caduta di Frosinone. La missione è semplice da dire, complessa da eseguire: ripartire dagli automatismi, accorciare le distanze tra i reparti, ridare coraggio nelle due fasi.

IL NUOVO ALLENATORE: CURRICULUM E IDENTITÀ
Dietro il carisma dell’ex esterno destro c’è un percorso tecnico solido. Attilio Lombardo ha accumulato esperienze importanti come vice e collaboratore in contesti d’élite: nello staff di Roberto Mancini con la Nazionale italiana campione d’Europa (EURO 2020-2021), quindi nella parentesi con l’Arabia Saudita, e più di recente nel rientro nel mondo blucerchiato come membro dello staff tecnico, fino alla promozione in prima squadra. Un profilo che unisce competenza tattica, cura del dettaglio quotidiano e credibilità assoluta agli occhi della tifoseria. Sul campo, ci si può attendere una Sampdoria ordinata, con principi chiari: baricentro compatto, uso delle corsie laterali per risalire il campo, valorizzazione delle qualità in transizione. Non è un caso: Lombardo è stato, da calciatore, un prototipo di esterno moderno, capace di incidere con strappi, diagonali interne e attacchi al secondo palo. Le sue 308 presenze in blucerchiato, impreziosite da trofei come Coppa delle Coppe 1989-1990, Scudetto 1990-1991, Supercoppa 1991 e Coppa Italia 1993-1994, raccontano una storia di continuità e mentalità. Il rispetto che si è guadagnato nello spogliatoio nasce anche da qui.

UN CONTESTO COMPLESSO: CLASSIFICA E OBIETTIVI
La mossa Lombardo va letta dentro un quadro più ampio. Il club ha dovuto assorbire scosse tecniche e pressioni ambientali, con la classifica che chiama a una reazione immediata per mettere al sicuro la categoria e impostare con lucidità il progetto a medio termine. Già nel settembre 2025, la proprietà aveva ribadito alla piazza l’impegno a investire e un traguardo esplicito: riportare la Sampdoria in Serie A entro il 2028. Un orizzonte temporale che oggi resta valido, ma che passa da scelte coerenti e da un percorso di crescita riconoscibile in campo. In questo senso, il linguaggio di Lombardo, lavoro, semplicità, appartenenza, è la grammatica giusta per riallineare spogliatoio e tribune.

LA REAZIONE DELLA PIAZZA: TRA REALISMO E SPERANZA
Sotto la Gradinata Sud, il sentimento è duplice: da un lato la delusione per l’ennesima stagione a singhiozzo; dall’altro la speranza di rivedere in panchina un volto che appartiene alla memoria migliore del club. Sia chiaro: il nome, da solo, non basta. Ma può aiutare a creare coesione. E nella lotta per gli obiettivi minimi, spesso è la differenza tra due squadre con valori simili. La città riconosce in Lombardo un simbolo credibile: non un santino, ma un professionista che parla la lingua del popolo blucerchiato. L’accoglienza potrà diventare carburante se accompagnata da scelte coraggiose e risultati. Da sabato 14 marzo 2026, pertanto, al Ferraris, la parola torna al campo. E a un uomo che sa già cosa significhi trasformare un’ala in un’onda.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter