Serie C
11 Marzo 2026
PRO VERCELLI SERIE C - Gianmario Comi, attaccante classe 1992, capitano e trascinatore del Club dei 7 Scudetti nelle ultime stagioni
Allo scoccare delle 20.19 di mercoledì 11 marzo, mentre la città si scrolla di dosso i lustrini del Festival e l’aria del Ponente profuma già di primavera, una cifra rimbalza tra i telefoni degli addetti ai lavori: 1,5 milioni di euro. È l’asticella che la Sanremese vorrebbe fissare per la prossima stagione, con un unico obiettivo dichiarato senza giri di parole: la promozione in Serie C. Non un sogno ad occhi aperti, ma un programma strutturato che intreccia finanza, infrastrutture, governance e, soprattutto, scelte di campo: tra queste, la trattativa, che filtra come «molto avanzata», per portare in Riviera il centravanti Gianmario Comi, bandiera della Pro Vercelli, nome da prima pagina nel contesto della Serie D. La notizia ha il potere di spostare gli equilibri tecnici e simbolici di un’intera categoria.
UN BUDGET «PROFESSIONISTICO» PER LA SERIE D
Nell’economia della quarta serie italiana, 1,5 milioni sono un segnale netto. Visti da fuori, possono sembrare una «follia»; guardati dall’interno, raccontano la volontà di costruire fin da subito una rosa profonda e calibrata sulle esigenze di un campionato lungo, fisico e competitivo. La pianificazione matuziana lo vedrebbe come un investimento «record» per il livello, con la precisa finalità di dominare il mercato e innalzare la qualità media dell’organico. Ma a chi conosce il girone A non sfuggono due elementi-chiave: 1) il campionato si è irrobustito anche sul piano economico, con club capaci di movimentare cifre in crescita rispetto al passato recente; 2) i regolamenti LND hanno consolidato un quadro in cui la promozione diretta resta un traguardo riservato alle prime classificate, condizione che spinge molte società ad alzare l’asticella per non rimanere intrappolate nella palude degli spareggi o dei ripescaggi. In questo contesto, la scelta della Sanremese di dotarsi di un budget «da C» per una stagione 2026-2027 da protagonista è un investimento che mira a ridurre l’imponderabile sportivo, costruendo una squadra in grado di fare corsa di testa sin da settembre.
GOVERNANCE E SOCI, QUANDO LA VETRINA DIVENTA PROGETTO
Il rilancio sportivo passa anche dalla struttura proprietaria. Tra dicembre 2025 e gennaio 2026 il club ha vissuto una fase di ridefinizione societaria con l’ingresso di figure di profilo internazionale: l’ex Campione del Mondo Christian Karembeu è diventato socio di maggioranza e vicepresidente, con il presidente Alessandro Masu che ha mantenuto il 25% delle quote e la carica, affiancato dall’imprenditore Theodoros Ornithopoulo e da un advisory con legami nel Principato di Monaco. Un assetto più ampio che porta competenze, network e capacità di presidiare il mercato. Non solo nomi: negli ultimi mesi il club ha dato segnali concreti anche sul fronte del marketing, sfruttando l’onda lunga del Festival di Sanremo per accendere i riflettori sulla squadra con iniziative, maglie speciali e presenze illustri allo stadio comunale. In una città che ogni febbraio convoglia risorse e attenzione mediatica senza pari, il calcio prova a trasformare la vetrina in valore economico e reputazionale.
COMI, IL «COLPO DA NOVANTA», PERCHÈ AVREBBE SENSO
Nel mosaico tecnico, il tassello più rumoroso è l’assalto a Gianmario Comi. Attaccante di riferimento della Pro Vercelli, classe 1992, capitano, uomo simbolo capace di segnare reti pesanti nei derby di Serie C e tenere la barra dritta nelle stagioni complicate. Per la Serie D, un profilo del genere sposta il livello dell’attacco e, spesso, anche della classifica. La voce di un accordo prossimo alla chiusura, con un biennale dalle cifre importanti, è emersa con forza sul fronte delle indiscrezioni di mercato e, al momento, non ha trovato smentite ufficiali. Prudenza d’obbligo, dunque; ma i contorni dell’operazione sono coerenti con il progetto: leadership, gol e abitudine a reggere pressioni. Comi però risulta legato alla Pro Vercelli e questo implica che l’eventuale trasferimento richiederebbe un’intesa con il club piemontese, oggi controllato dal Bridge Football Group e guidato dal presidente Ludovic Deléchat. Contesto che, a sua volta, potrebbe influire sui tempi e sulle modalità dell’operazione.
IL MERCATO COME DICHIARAZIONE DI INTENTI
Se il nome di Comi catalizza l’attenzione, il lavoro quotidiano della Sanremese sul mercato racconta un piano più ampio: tra inizio e metà gennaio 2026 sono arrivate più ufficialità utili a rinnovare fascia, difesa e under, muovendosi in anticipo per non lasciare buchi strategici. Un’attività intensa che ha già prodotto segnali in campo, come il 3-0 sul Vado a inizio anno, e che si integra con la programmazione per la prossima stagione, quando il club vuole presentarsi ai blocchi di partenza in versione «squadra-cantiere finito», non «cantiere aperto».
CONCLUSIONE: LA ROTTA È TRACCIATA, ORA CONTANO I FATTI
La Sanremese sceglie di alzare la posta: 1,5 milioni come base di partenza, una governance più strutturata, un mercato aggressivo e l’idea di un bomber di categoria superiore come Gianmario Comi. L’ambizione è misurabile e misurata: vincere il campionato e presentarsi alla C con fondamenta solide. Il resto lo diranno i prossimi mesi, tra scrivanie e campo. Perché le promozioni, a differenza dei proclami, si conquistano su 90 minuti alla volta.