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Serie C

Arriva a 100 presenze con la stessa maglia e segna il gol della vittoria, la splendida favola del centrocampista

Dalla periferia di Roma allo stadio di provincia: il viaggio calcistico di un mancino che ha imparato a contare i dettagli

PIANESE SERIE C - FRANCESCO PROIETTO

PIANESE SERIE C - Francesco Proietto, centrocampista classe 2001, contro il Pineto domenica 8 ha segnato il gol della vittoria (foto FB US Pianese)

Il cronometro segna il minuto 55. Lo stadio «Comunale» di Piancastagnaio vibra, l’aria è tesa. Un fallo laterale, un tocco sporco, la palla che si alza appena e cade dove capita: lì dove un mancino sa trasformare il disordine in geometria. È il momento in cui Francesco Proietto spazza via i dubbi, si apre il varco sul sinistro e calcia di collo pieno. La sua «sciabolata», come la racconteranno poche ore più tardi, trafigge il portiere del Pineto Tonti e decide una sfida che, per la Pianese, vale ben più di tre punti: è un sigillo, un promemoria di appartenenza, la fotografia perfetta del giorno in cui un centrocampista romano classe 2001 festeggia le sue prime 100 presenze in bianconero con un gol pesante contro il Pineto. Era l’8 marzo 2026. E da quella traiettoria parte questa storia.

LE ORIGINI ROMANE E IL TALENTO CHE CERCA SPAZIO
Nato a Roma il 19 aprile 2001, alto 1,78 e di piede sinistro, Francesco Proietto cresce in un ambiente calcistico che lo educa alla pulizia del gesto più che all’istinto della giocata fine a sé stessa. Le sue prime tessere biografiche ufficiali raccontano un ragazzo formatosi nel vivaio della Roma e transitato in alcune realtà del Nord, tra cui Südtirol e Alto Garda, un vagabondaggio utile a farsi le ossa lontano da casa. A riportarlo nell’alveo della Capitale è il Montespaccato, palestra vera in Serie D e tappa che gli costruisce resistenza e responsabilità da calciatore «adulto» prima del tempo. Nella stagione 2022-2023 matura un passaggio decisivo: l’Orvietana lo accoglie nel mercato invernale. Lì mette insieme minutaggio, compiti tattici da mezzala e da mediano, e soprattutto una certa confidenza con i momenti che cambiano le partite. In Umbria chiude con 20 presenze e un gol, archivio di minuti veri che lo rendono interessante anche per chi studia i profili «pronti» a salire di categoria.

L'APPRODO SULL'AMIATA: LA FIRMA CON LA PIANESE E L'ASCESA
Il 20 luglio 2023 arriva la svolta: Proietto firma per la Pianese. È l’inizio di un rapporto che, due anni e mezzo più tardi, avrà il profumo di una fedeltà ricambiata. Il trasferimento dall’Orvietana è a parametro zero, con un orizzonte tecnico chiaro: trasformare un centrocampista d’ordine in un interprete capace di correre due partite nella stessa gara, cucire e strappare, dare tempi e incidere nell’ultimo terzo. Il club lo blinda poi fino al 30 giugno 2026, un dettaglio contrattuale che racconta fiducia e progettualità: non un semplice tassello, ma una pietra angolare del centrocampo bianconero. Fin dai primi mesi in Serie D (2023-2024), Proietto mette insieme prestazioni solide e una costanza che lo portano a essere regolarmente nelle rotazioni anche con il salto tra i professionisti nella stagione successiva. Il suo nome compare con frequenza nei tabellini e nei report gara, compreso quel 3-0 esterno a Trestina di ottobre 2023 in cui firma una delle reti della giornata: indizio precoce di un giocatore capace di presentarsi puntuale nell’area giusta.

IDENTIKIT TECNICO, IL MANCINO CHE ACCOMPAGNA E «ROMPE» LE LINEE
«Cresciuto nella Roma, mancino dinamico, abile ad accompagnare la manovra e negli inserimenti». Così veniva descritto Proietto alla vigilia di una sfida di Serie C contro la Torres nell’autunno 2025: una sintesi perfetta dell’evoluzione di un ragazzo che ha imparato a leggere la partita dieci metri prima degli altri, allungando l’azione quando serve, accorciando i reparti quando il copione lo impone. In regia al fianco di un equilibratore come Simeoni, o più avanzato per cucire con la trequarti, il numero trenta bianconero è un connettore. Non è un «dieci» classico, non è un frangiflutti puro: è la somma intelligente degli interstizi. Questa duttilità lo ha reso, nelle ultime stagioni, un riferimento affidabile anche per gli allenatori che si sono alternati sulla panchina bianconera. Dal legame speciale con Fabio Prosperi all’ottimo approccio con Alessandro Formisano dopo l’avvicendamento di dicembre 2024, fino ad arrivare all'attuale Alessandro Birindelli, Proietto ha mostrato una rara capacità di mantenere i propri standard a prescindere dei cambi in panchina: professionismo di testa, prima ancora che di piedi.

LE 100 PRESENZE: UN NUMERO TONDO CHE PESA COME UNA FASCIA
Le 100 presenze con la Pianese non arrivano per caso. Sono il prodotto di tre ingredienti: continuità, assunzione di responsabilità e un rapporto quasi familiare con il club. Nelle ore successive al gol contro il Pineto, ai microfoni di Sky (Area C), Proietto ha usato parole che si ricordano perché semplici: «La soddisfazione è tanta… è un bel traguardo raggiunto in una società che ho nel cuore… bello ricevere l’affetto dei tifosi e della società». Il tutto dentro un contesto di squadra segnato da infortuni e da uno spirito collettivo che, dice, «non ha mai mollato». È narrativa, certo, ma è anche sostanza: dentro le 100 c’è tutto, dal sudore del martedì all’ultimo sprint del novantesimo. L’importanza del traguardo è amplificata dal momento: non una firma su un referto qualunque, ma la zampata che decide il 31° turno del Girone B di Serie C l’8 marzo 2026. Per la classifica della Pianese quei tre punti sono ossigeno, e fissano la squadra a quota 43, allungando su rivali dirette e tenendo acceso il tema playoff/salvezza con realismo. È un tassello che cambia l’inerzia e consolida un’idea: quando c’è da mettere un segno, Proietto si fa trovare.

PROSPETTIVE, COSA C'È DOPO IL TRAGUARDO
Le 100 presenze non sono un punto d’arrivo. A 24 anni, con un contratto fino al 2026 e un rendimento in costante crescita, Francesco Proietto è entrato nella fase della carriera in cui la somma tra esperienza e gambe genera il picco. La Pianese ha dimostrato di saper valorizzare profili come il suo, e il mercato, fisiologicamente, tiene acceso il radar. Ma il presente racconta un altro equilibrio: testa bassa sul campionato, consapevolezza di un ruolo ormai centrale e la responsabilità di trasformare ogni «partita sporca» in un’occasione per migliorare la classifica. Se c’è una lezione che l’8 marzo 2026 lascia in eredità, è che per restare ad alti livelli nel Girone B servono i dettagli: un controllo orientato, una postura del corpo, la scelta di linea di passaggio giusta, una conclusione che non chiede permesso. Gli stessi dettagli che, nel percorso dalle origini romane al cuore dell’Amiata, hanno reso riconoscibile la sua firma. Cento volte Pianese non è soltanto un numero: è la traiettoria con cui Francesco Proietto ha trasformato il campo in lessico, l’organizzazione in talento, l’appartenenza in rendimento. E con questa grammatica, nel calcio, si va lontano.

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