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Serie C

Fa 27 punti su 36 e ha battuto la squadra che vincerà il campionato, l'allenatore «di campo» è una garanzia

Dalla provincia alla grande vetrina: come i gialloblù hanno ribaltato le gerarchie del girone con un ritmo da promozione

TRENTO SERIE C -  LUCA TABBIANI

TRENTO SERIE C - Luca Tabbiani, ha iniziato la sua avventura con il club gialloblù nell'estate 2024

C’è un gesto, quasi silenzioso, che racconta più di mille parole: al minuto finale al «Menti», dopo l’ennesimo recupero alto, Pasquale Giannotti porta palla verso la bandierina, il cronometro scivola e il settore ospiti del Trento ringhia soddisfatto. Quella notte, contro la capolista, con il 3-2 finle, è scattato qualcosa: l’idea che questa squadra, costruita senza fragori, possa cambiarti il paesaggio del campionato. E i numeri, da allora, non si sono più limitati ad accompagnare le sensazioni: le hanno rese prova.

IL DATO CHE PESA COME UNA SENTENZA
Il Trento ha messo insieme nel girone di ritorno un filotto da contender: 8 vittorie, 3 pareggi e 1 sola sconfitta nelle ultime 12 partite. Tradotto: 27 punti su 36 disponibili, una media punti da capolista. Ancora più significativo: negli stessi dodici turni, il Vicenza capolista ha raccolto 26 punti, con un pareggio in meno e una sconfitta in più, proprio nello scontro diretto coi gialloblù. È la cartolina di un ribaltamento quasi impercettibile ma continuo: non serve dominare sempre per incidere sulla classifica, basta farlo nel momento giusto.

LA FOTOGRAFIA DELLA CLASSIFICA
Il presente dice che il Trento è oggi al 3° posto, a 3 lunghezze dal secondo gradino occupato dall’Union Brescia. Un’informazione che vale doppiamente perché misura lo spazio d’aria, ridotto al minimo, tra una squadra partita con ambizioni da playoff e una che, per budget, tifo e storia, mirava al salto diretto. Il margine si è assottigliato dentro una settimana che ha «piegato» l’inerzia: l’Union Brescia ha consolidato il suo secondo posto a inizio mese, ma subito dopo ha frenato, mentre il Trento ha spinto con effetto molla, fino ad affacciarsi con decisione sulla scia del duo di testa. L’istantanea più chiara di questo saliscendi l’hanno offerta due serate ravvicinate: il 1° marzo, con le Rondinelle in spinta e i gialloblù frenati dall’1-1 col Lumezzane, e il 3 marzo, quando un turno infrasettimanale caotico ha rimesso tutti in discussione con le prime tre sconfitte in contemporanea e con il Trento a capitalizzare nel giro di 90’. È la differenza tra una rincorsa velleitaria e una candidatura credibile.

LA FIRMA IN PANCHINA: METODO, DETTAGLI, IDENTITÀ
Dietro questa accelerazione c’è la regia di Luca Tabbiani, tecnico genovese arrivato a Trento nel luglio 2024 con l’etichetta dell’allenatore «di campo» e con l’ossessione per i dettagli. La sua fotografia stagionale è un crescendo: struttura corta tra le linee, coraggio nel palleggio, uso sapiente degli esterni per alzare il baricentro e liberare il trequarti, e una contrappressione che, quando funziona, sembra confezionata su misura per il Girone A. Non è un caso se, a fine febbraio, Tabbiani è stato premiato come «miglior allenatore del mese» in Serie C: un riconoscimento simbolico, ma che spiega bene il salto di qualità percepito dagli addetti ai lavori e misurato dai risultati.

IL CAPOLAVORO AL MENTI E LA SETTIMANA CHE HA CAMBIATO LA PERCEZIONE
Lo spartiacque emotivo della corsa gialloblù porta il timbro di una partita da tramandare: la vittoria per 3-2 sul campo del Vicenza. Non uno scalpo qualsiasi, ma quello della più continua e profonda candidata alla promozione diretta. È l’episodio che ha sancito plasticamente l’allineamento tra statistiche e controllo delle partite: la capacità di colpire nei momenti-cardine e di reggere gli urti quando l’avversario alza l’onda. Se aggiungete che la flessione dell’Union Brescia nello stesso micro-ciclo ha reso più corta la distanza dal secondo posto, si capisce perché oggi il Trento non guardi più la classifica con il binocolo, ma con un metro pieghevole da cantiere: pratico, vicino, concreto.

CONCLUSIONE: LA VERA POSTO IN GIOCO
La vera sfida, adesso, non è più «se» il Trento possa restare lì: è «come» voglia giocarsela per salire un altro gradino. Con 3 punti soltanto a separarlo dall’Union Brescia, il margine di manovra c’è. Ma quel che conta è aver già centrato un traguardo culturale: essere diventati una squadra che sa reggere il rumore delle partite che contano. La macchina gialloblù è passata dal motore delle ambizioni alla coppia dei fatti: 8 vittorie, 3 pareggi, una sola sconfitta. È una formula semplice, quasi scolastica. Ed è proprio per questo che, spesso, fa la differenza.

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