Serie C
12 Marzo 2026
NOVARA SERIE C - Andrea Dossena è arrivato sulla panchina degli azzurri nel girone di ritorno e ha collezionato finora 19 punti in 12 partite, di cui 7 finite con il segno X
La scena è questa: stadio Silvio Piola, pomeriggio terso, soste del gioco che sembrano dilatarsi, un cross morbido, un colpo di testa, la rete che si gonfia, ma è fuorigioco. Poco dopo, un sinistro preciso dal limite. Uno a uno. Fischio finale. È il rumore sordo della X che torna a bussare alla porta del Novara: contro la Pergolettese è arrivato il pareggio numero 19 del campionato, il dato che sposta il discorso dalle sensazioni alle cifre e che autorizza un pensiero impensabile fino a poche settimane fa: l’assalto al record di sempre dei pareggi in una stagione tra i Professionisti italiani. Con 19 pareggi in 31 partite disputate nel Girone A, pari al 61% degli incontri, gli azzurri sono ufficialmente entrati nella zona «primati», a 7 giornate dalla fine della regular season.
UN DATO FUORI SCALA: 19 PAREGGI, 40 PUNTI E 10° POSTO
1) I numeri essenziali, aggiornati all’ultima giornata: 19 pareggi in 31 incontri, con un ruolino di 7 vittorie, 19 pareggi, 5 sconfitte e una differenza reti di +3 (32 gol fatti, 29 subiti). In classifica, 11° posto a 40 punti, appaiato all’AlbinoLeffe. Sono i dati che certificano una stagione in cui la tendenza all’equilibrio ha assunto dimensioni storiche. 2) Il peso percentuale del fenomeno: 61% delle partite del Novara è terminato in parità. Un dato che, nel contesto del calcio professionistico italiano, colloca gli azzurri al vertice di questa speciale graduatoria stagionale. 3) La fotografia di giornata: l’1-1 con la Pergolettese (gol di Basso e Tremolada) ha rappresentato il tassello che ha proiettato i piemontesi a quota 19 «X». Un epilogo che, per andamento ed episodi, somiglia a un bignami della stagione: attenzione difensiva, intensità, margini ristretti e la sensazione nitida che la partita potesse sbloccarsi da un momento all’altro, in un senso o nell’altro.
IL RECORD «NEL MIRINO»: LA MASSESE DEL 1972-1973 E L'ASTICELLA A 25
Nel mirino c’è un riferimento preciso: la Massese 1972-1973, che chiuse il campionato di Serie C con 25 pareggi su 38 gare, rimanendo l’architrave statistica di un primato che da oltre mezzo secolo resiste nel calcio italiano. Per raggiungerla, al Novara servirebbero altre 6 «X» nelle 7 giornate che restano: un traguardo complicato, ma non teoricamente impossibile, vista la tendenza stagionale. Al di là del fascino del numero, è l’identità della squadra ad alimentare l’ipotesi: compattezza, equilibrio strutturale, partite a punteggio basso. Il passo è breve tra suggestione e realtà.
COME MAI IL NOVARA PAREGGIA TANTO SPESSO
1) Una squadra «da margine sottile». Con 29 reti subite in 31 turni e una differenza reti positiva, il Novara tende a giocare gare che restano vive fino all’ultimo pallone. La stagione racconta di punteggi spesso contenuti, di avversari imbrigliati nel traffico centrale, di un’identità che privilegia densità e controllo degli spazi. E quando segni e incassi poco, la distribuzione degli esiti pesca più spesso nella casella del pari. 2) La dinamica psicologica. L’effetto-X è anche mentale: dopo una striscia di pareggi, la squadra tende a «conoscere» il linguaggio della gara punto a punto e, istintivamente, a proteggere ciò che ha. È una risorsa, perché si resta dentro la partita, ma può diventare un limite se spegne l’audacia negli ultimi 10-15 minuti. 3) Gli episodi. Due reti annullate con la Pergolettese raccontano che, spesso, bastano centimetri per spostare la colonna da «X» a «1». Una stagione così non è solo filosofia: è anche geografia dei dettagli.
L'EFFETTO DOSSENA, COSA È CAMBIATO CON IL NUOVO ALLENATORE
Un tornante importante è stato l’avvicendamento in panchina. Dal 29 dicembre 2025 la guida tecnica è passata ad Andrea Dossena, chiamato a raccogliere il testimone dell'esonerato Andrea Zanchetta dopo un girone d’andata interlocutorio. La scelta della società, contratto fino al 30 giugno 2026, voleva imprimere un cambio di marcia sul piano dell’intensità e dell’aggressione degli spazi, senza stravolgere l’ossatura. Il tratto emerso nelle prime settimane del 2026 è una squadra più corta e verticale nelle ripartenze, ma sempre ancorata a una forte protezione della propria area: un equilibrio che, fin qui, ha consolidato la tendenza ai finali in bilico.
CONCLUSIONE TRASFORMARE UN'ANOMALIA IN UN VANTAGGIO COMPETITIVO
La «X» non è solo un segno: è un codice tattico, psicologico, identitario. Il Novara l’ha fatto proprio come poche squadre in Italia in questa stagione. Ora si tratta di convertirlo in vantaggio: scegliere quando conservare e quando osare, capire quali partite «valgono» più di una semplice aritmetica e quante energie investire per piegare l’equilibrio. In controluce, resta l’orizzonte della storia, 25, e la consapevolezza che, comunque vada, questa stagione resterà negli almanacchi come uno dei più clamorosi esperimenti di resistenza all’alea del risultato. Se poi l’undicesimo posto a 40 potrà diventare qualcos’altro, lo diranno gli ultimi 630 minuti. Intanto, il segno X continua a fare rumore.