Serie A
12 Marzo 2026
FIORENTINA SERIE A - Riccardo Braschi, attaccante classe 2006, conta 15 reti in 24 partite nel campionato Primavera ed è già stato convocato in prima squadra in Serie A (foto figc.it)
Il gesto è semplice e spavaldo: rigore, rincorsa corta, tocco sotto. Il «cucchiaio» non è una scelta casuale per un ragazzo del 2006. Si tratta di una dichiarazione di identità. Per Riccardo Braschi, centravanti cresciuto nel vivaio della Fiorentina, quel colpo di classe, portato in una gara con la Primavera, è il fotogramma che ne racconta meglio la personalità: tecnica, coraggio, istinto. E oggi, alla vigilia dell'andata degli ottavi di UEFA Conference League del 12 marzo 2026 allo stadio Artemio Franchi contro il Rakow Czestochow, quel temperamento potrebbe incrociarsi con l'orizzonte più ambito: il possibile, attesissimo, esordio europeo.
UN CONTESTO CHE SPINGE I GIOVANI: LA LINEA VANOLI
Alla conferenza stampa di fine febbraio 2026 a quella della vigilia con il Rakow, Paolo Vanoli ha ripetuto un concetto: spazio ai ragazzi, quando pronti «nella testa e nelle gambe». Non un omaggio di circostanza, ma una scelta culturale. Lo ha esplicitato chiaramente alla vigilia di Fiorentina-Jegiellonia, l'ostacolo superato ai play off, insistendo sulla preparazione mentale dei giovani e sulla loro «funzionalità» al progetto. E, alla vigilia del 12 marzo, ha ribadito l'intenzione di «onorare la Conference League fino in fondo», aprendo di fatto all'idea di attingere alla Primavera per dare ritmo e soluzioni alla prima squadra. Non è un caso, allora, che alla seduta al Viola Park della vigilia siano stai aggregati 7 elementi del gruppo di Daniele Galloppa, tra cui proprio Braschi: un segnale che racconta aspettative e gerarchie in movimento. Numeri alla mano, l'impatto del ragazzo giustifica la convocazione: il passo tra il campionato Primavera 1 e il palcoscenico europeo resta impegnativo, ma il trend è dalla sua parte.
RITRATTO TECNICO: COSA FA DI BRASCHI UN NUMERO 9 MODERNO
C'è un filo rosso che unisce i frammenti della sua stagione: gol pesanti, attitudine all'area di rigore, una fisicità che lo colloca nel profilo del centravanti strutturato, capace di tenere palla spalle alla porta e di attaccare il primo palo. A questa base aggiunge una spiccata fiducia nei propri mezzi: lo si è visto contro il Milan Primavera il 22 novembre 2025, quando ha guidato la fase offensiva e tenuto in allerta una retroguardia di livello, e in altre gare dove ha timbrato o indirizzato i punteggi. Il tratto ricorrente? Una presenza da terminale che sa essere immediata e verticale. Nell'arco della stagione 2025-2026, Braschi ha progressivamente preso il ruolo di riferimento nel sistema di Galloppa, trovando la via della rete con continuità e mostrando qualità nel gioco senza palla: smarcamenti preventivi, attacchi in profondità per liberale il lato debole e buona attitudine nel primo pressing, compito sempre più richiesto a un numero 9 d'oggi. Il gol segnato all'Inter Primavera il 31 agosto 2025, decisivo per l'1-0 al Viola Park, è stato un manifesto: tempo d'inserimento, freddezza alla conclusione, lucidità nel momento chiave.
DOVE INCIDE DAVVERO
1) Area piccola e primo palo: attacco aggressivo degli spazi «sporchi» e buona confidenza nel finalizzare d'istinto. Parliamo di un centravanti che ama arrivare prima sul pallone più che aspettarlo. 2) Personalità dal dischetto: il già citato «cucchiaio» racconta di un ragazzo che non teme la responsabilità, qualità preziosa quando sale. 3) Pressione e riaggressione: disponibilità al lavoro senza palla, un requisito che nella Conference League può fare la differenza, specie contro squadre fisiche come il Rakow.
I NUMERI: UN CAPOCANNONIERE IN COSTRUZIONE
Al 9 marzo 2026 Braschi risulta il capocannoniere stagionale della Fiorentina Primavera con 15 reti nel campionato Primavera 1 2025-2026. Un dato che si inserisce in una traiettoria già sostenuta a metà stagione, poi aggiornata con continuità settimana dopo settimana. Il quadro è chiaro: ritmo realizzativo elevato e costanza. Questi numeri si incastrano con altri indicatori: nelle gare monitorate contro Milan e Atalanta, Braschi è stato spesso tra i più presenti in termini di tiri e di partecipazione all'azione, confermando un baricentro offensivo alto e una certa varietà di soluzioni nell'ultimo terzo. Si tratta di un segnale da non sottovalutare quando si immagina il salto in prima squadra, specie in serate europee dove i margini si comprimono e un'occasione può valere tutto.
I MAESTRI INVISIBILI: IL LAVORO DI GALLOPPA E LA FILIERA VIOLA
Dietro ogni giovane che bussa alla prima squadra c'è un laboratorio. Quello della Fiorentina ha un tratto distintivo: continuità di idee e capacità di portare in alto il livello competitivo gà in Primavera. Con Daniele Galloppa, il gruppo ha certificato di imporre un'idea di calcio propositiva, restando a lungo ai vertice del campionato e dando a Braschi un contesto di alto rendimento. L'1-1 contro il Milan del novembre 2025, il 2-2 con l'Atalanta, le vittorie «di punteggio corto» sono fotografie di un ambiente addestrato alla gara «stretta», dove il dettaglio, un taglio, un anticipo, un rigore calciato con coraggio, pesa quanto un piano partita. Se la Fiorentina ha avuto negli ultimi anni la forza di immaginare strade rapide tra Viola Park e Franchi, è anche perchè i passaggi di mano in panchina non hanno intaccato la filosofia: chi è pronto nell'Under 19 non è un «tappabuchi», ma una risorsa. Si tratta della chiave che spiega perchè, nella settimana che porta al Rakow, Vanoli decida di portare Braschi nei 7 giovani aggregati: per testare non solo il talento, ma la sua «funzionalità» immediata alla partita.