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Dopo la cacciata l'ex presidente di Serie A è indagato, la nuova proprietà denuncia la vecchia gestione

Due denunce, milioni in ballo e un filo che riporta a un biennio cruciale: cosa c’è nell’indagine su cui lavora la Guardia di Finanza

TERNANA SERIE C - MASSIMO FERRERO

TERNANA SERIE C - Massimo Ferrero è stato nei mesi scorsi consulente del club rossoverde prima di essere allontanato dall'incarico

Una porta che si chiude alle spalle del corridoio della Procura, il ronzio della macchinetta del caffè e un faldone color cartone con un’etichetta asciutta: «Ternana Calcio». Dentro, una sequenza di atti, mail, contratti, numeri e date. È il materiale che la famiglia proprietaria del club, i Rizzo, ha consegnato agli inquirenti con due esposti che mettono sotto la lente di ingrandimento la gestione precedente ai Rizzo. Un’iniziativa che ha innescato l’apertura di un «maxi fascicolo» affidato alla Guardia di Finanza e coordinato dal nuovo procuratore capo di Terni, Antonio Laronga, magistrato con lunga esperienza in materia di reati economici. Al centro, il ruolo dell’ex «super consulente» (e già ex presidente della Sampdoria) Massimo Ferrero e dell’ex amministratrice unica Tiziana Pucci.

COSA SAPPIAMO, AL NETTO DEI TITOLONI
1) La famiglia Rizzo ha depositato in Procura due esposti distinti: nel primo si contestano specifici atti riconducibili all’ex consulente Ferrero e all’ex amministratrice Pucci; nel secondo si ricostruisce l’intero arco temporale compreso tra giugno 2024 e settembre 2025, con un focus su anticipi e sponsorizzazioni per importi rilevanti. Le ipotesi di reato al vaglio riguardano l’infedeltà patrimoniale in concorso. 2) Gli accertamenti sono delegati alla Guardia di Finanza e coordinati dal procuratore capo Antonio Laronga. La documentazione è stata messa sul tavolo degli inquirenti dopo l’uscita di un’inchiesta dell’agenzia AGI che ha fatto da detonatore. 3) Secondo ricostruzioni convergenti della stampa locale, nelle prossime fasi dell’indagine saranno raccolte audizioni della proprietà: in prima linea la presidente Claudia Rizzo e, al suo fianco, la madre Laura Melis, dirigente sanitaria del gruppo di famiglia. Tempistiche e modalità dipenderanno dall’agenda degli inquirenti e dall’evoluzione del fascicolo.

IL PERIMETRO TEMPORALE, LE DATE CHE CONTANO
Gli esposti coprono il periodo giugno 2024-settembre 2025: è l’arco che precede e accompagna il passaggio del club dai fratelli D’Alessandro alla famiglia Rizzo, formalizzato a metà settembre 2025 in un contesto d’urgenza per rispettare le scadenze federali ed evitare ulteriori penalizzazioni. In quei giorni, insieme al debutto della nuova presidenza di Claudia Rizzo (23 anni all’epoca), bussano a Terni anche Massimo Ferrero e la manager Tiziana Pucci, nominata amministratrice unica. È qui che si collocano gli «atti» e i «contratti» oggi passati al setaccio. 1) Il 15 settembre 2025 la cessione è annunciata ufficialmente: al fianco della nuova proprietà viene indicata Tiziana Pucci come amministratrice unica. Nelle comunicazioni si sottolinea che il subentro «in tempi rapidi» è funzionale al rispetto delle scadenze federali, pena nuove penalizzazioni. 2) Nei mesi successivi, la figura di Ferrero assume una centralità operativa e mediatica: dapprima come «consulente», poi come riferimento nella ricerca di anticipi dagli sponsor utili a ossigenare la cassa in vista degli adempimenti. È un nodo che oggi rientra, almeno per parte, nelle contestazioni su «anticipi e sponsorizzazioni» contenute nel secondo esposto.

I PUNTI CALDI DEGLI ESPOSTI: ANTICIPI, SPONSORIZZAZIONI, CONTRATTI
Gli atti d’indagine, che su specifici passaggi restano coperti, toccano tre aree sensibili: 1) Anticipi e sponsorizzazioni per milioni.Secondo quanto filtrato da più testate, il secondo esposto ripercorre dossier economici sull’asse sponsor-anticipi-cassa nel periodo sotto osservazione. Uno dei capitoli riguarda il ricorso ad anticipazioni su contratti pubblicitari e la loro effettiva realizzazione/erogazione: dinamiche per cui gli inquirenti hanno acquisito documenti e scambi tra club e controparti. 2) La gestione «straordinaria» e i contratti interni. La rimozione per «giusta causa» dell’amministratrice Pucci viene motivata, tra l’altro, con l’esistenza di un contratto «molto oneroso» stipulato con Ferrero e «non condiviso con il socio», documento emerso solo dopo ripetute richieste. Si tratta di circostanze che la nuova gestione ha esposto pubblicamente, annunciando l’intenzione di chiedere l’annullamento dei patti ritenuti pregiudizievoli. L’ipotesi di infedeltà patrimoniale contestata negli esposti si lega proprio alla prospettiva – tutta da provare in sede giudiziaria – di un danno al patrimonio sociale «per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto». 3) Operazioni di mercato «sensibili». Tra i dettagli riportati dalla stampa specializzata figura anche un tentativo di scambio con il Trapani che avrebbe coinvolto i giovani Cristian Vaccaro e Flavio Ciuferri; l’operazione, secondo la ricostruzione, avrebbe avuto l’effetto di ridurre sensibilmente il peso degli stipendi a carico della Ternana. 

LE PERSONE AL CENTRO
1) Claudia Rizzo. Presidente dal settembre 2025, ha messo la firma sugli esposti insieme alla struttura legale di fiducia. Nell’arco di pochi mesi ha prima difeso la continuità sportiva (pagamento scadenze e impegni con i tesserati), poi avviato un’azione di «pulizia» dell’organigramma, culminata con l’allontanamento di figure giudicate inconciliabili con il nuovo corso. In più occasioni la giovane numero uno ha ribadito il mantra: «mai più collaboratori discussi». 2) Massimo Ferrero. Ex presidente della Sampdoria, a Terni è arrivato come «consulente» e «mediatore» nella transizione societaria. Oggi risulta formalmente indagato, insieme a Tiziana Pucci, per infedeltà patrimoniale in concorso nell’ambito del fascicolo ternano scaturito dagli esposti. Ferrero ha spesso rivendicato il proprio ruolo «operaio» del calcio e, nelle prime settimane, ha difeso la bontà del progetto stadio-clinica e l’affidabilità della nuova proprietà. 3) Tiziana Pucci. Nominata amministratrice unica al momento del passaggio di consegne, è stata successivamente rimossa dalla carica dalla nuova proprietà, che ha chiesto la convalida della revoca per giusta causa. Il capitolo sui contratti interni, incluso quello definito «fiabesco» in un’intervista del nuovo amministratore Fabio Forti, è l’epicentro delle contestazioni.

COSA CAPITA ADESSO: TEMPI, POSSIBILI RISCHI, ESITI
1) Audizioni e acquisizioni. Gli investigatori della Guardia di Finanza proseguiranno con audizioni e acquisizioni documentali per incrociare la narrativa degli esposti con contabilità, contratti e flussi bancari. È verosimile che tra i soggetti da ascoltare figurino esponenti dell’attuale proprietà, a partire da Claudia Rizzo per i profili societari e di governance. Tempistiche non comunicate. 2) Vicende parallele. Restano aperti i fronti «extra» (debiti, pendenze, ricorsi), con potenziali impatti a catena sulla programmazione sportiva e sul budget di stagione 2025-2026. Il club è già finito nel cono di luce mediatico per i ritardi e le incertezze create dai contenziosi sullo stadio-clinica, con il rischio, paventato dalla stampa, di frizioni tra livelli istituzionali e proprietà. 3) Profili sanzionatori. L’ipotesi di infedeltà patrimoniale, se accertata, comporta responsabilità personali, non immediatamente sportive. Eventuali riflessi per la Ternana dipenderebbero dall’esito dei procedimenti civili e (eventualmente) dalla giustizia sportiva in caso di violazioni regolamentari accertate. Ad oggi, la società è indicata in certi fascicoli come possibile «parte lesa». Prudenza d’obbligo.

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