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Under 18

Il bomber da 5 reti nelle ultime 5 partite studia da Immobile e pensa in grande: «Sogno un gol sotto la Curva Nord»

Dalle scuole calcio di Roma alla maglia della Lazio passando per il Torneo delle Regioni: l’ascesa di un centravanti moderno

Manuel Mecozzi

Dalle scuole calcio di Roma al sogno della Curva Nord: l’ascesa di un centravanti moderno tra cifre, sacrifici e riferimenti d’élite

C’è un minuto segnato sul taccuino, una corsa che non somiglia a quelle dei pari età, un destro che taglia l’aria di Formello e finisce alle spalle del portiere. È l’istantanea che racconta più di mille schede: a 17 anni appena compiuti, Manuel Mecozzi si prende il centro della scena con un talento che ha il passo dell’urgenza. Non è un caso se oggi è il miglior marcatore della Lazio Under 18: 10 gol in 23 partite1002 minuti sul cronometro, un rendimento che parla di impatto e concretezza. Eppure il dato più sorprendente è un altro: la traiettoria che l’ha portato qui è fatta di piccole tappe, di chilometri sul perimetro di Roma, di pomeriggi in campi periferici dove la parola “promessa” non è slogan, ma sacrificio.

IL SUO PERCORSO: UN MOSAICO ROMANO

La mappa calcistica di Manuel è una spirale che stringe verso l’élite: comincia a 5 anni nella J Academy Roma, passa alla Talent Academy, prosegue al Salaria Sport Club, poi la palestra competitiva della Nuova Tor Tre Teste, il passaggio al Giardinetti, l’anno di maturazione all’Accademia Calcio Roma e, infine, l’esplosione al Savio, che lo proietta in estate nel settore giovanile biancoceleste. Una gavetta di società dilettantistiche che, messe in fila, raccontano una cosa sola: competizione costante, identità tecnica acquisita a strati, capacità di adattarsi a contesti diversi.

L'IMPRINTING: HAALAND NELLA TESTA, IMMOBILE NEL CUORE

I riferimenti tecnici e emotivi non sono casuali. Haaland per la fisicità, i movimenti profondi, la cattiveria in area. Ciro Immobile per l’immagine potente di un’esultanza sotto la Curva Nord: quel brivido che trasforma il gol in appartenenza. È il suo “perché” dichiarato, la molla che spinge un ragazzo cresciuto tra spalti e sogni a immaginare un giorno un’esultanza da brividi nello stadio che ha imparato ad amare: «Penso sempre a quanto sarebbe bello poter esultare sotto la Nord dopo aver segnato con questa maglia», le sue parole riportate da figc.it.

DAL TORNEO DELLE REGIONI AI PROFESSIONISTI

L’ultima stagione “nei dilettanti” non è passata inosservata. Con la Rappresentativa Nazionale LND Under 17, Mecozzi ha lasciato impronte su tornei storici e ad alta esposizione. Al Torneo Internazionale “Città di Cava de’ Tirreni” è stato premiato come miglior giocatore dell’edizione 2025, suggello di un percorso in cui ha unito gol e presenza territoriale. Già nel 2024-25, le attenzioni dei club professionistici si erano accese, con l'Empoli che lo aveva "provinato" diverse volte. Ma non solo. Mecozzi si è distinto anche nell'ultimo Torneo delle Regioni, giocato in Sicilia, con la maglia della Rappresentativa Under 17 del Lazio: doppietta all'esordio nella partita vinta per 3-2 con la Campania, altra doppietta nel 3-0 sull'Emilia Romagna, poi la sfortunata semifinale persa con la Lombardia poi Campione d'Italia.

IL MOMENTO MAGICO

Quello che sta vivendo in campionato l'ex attaccante del Savio. Che dopo un girone d'andata passato ad assimilare i dettami tecnici dell'allenatore e ad abituarsi al ritmo dei professionisti, è letteralmente esploso. E nelle ultime cinque partite lo ha fatto vedere in maniera chiarissima. Gol al Monza (22ª giornata), gol al Napoli (23ª giornata), con al Frosinone (24ª giornata) e poi i due gol decisivi contro Fiorentina (25ª giornata) e Milan (26ª giornata), che hanno evitato la sconfitta alla sua Lazio. Cinque gol nelle ultime cinque partite che portano Mecozzi a quota 10 gol stagionali insieme a Falasca del Torino, Esposito del Lecce e Tonti del Cesena. Doppia cifra raggiunta, un traguardo niente male per essere al primo anno nei pro: «Per quest’anno il mio obiettivo è continuare a far bene, crescere e migliorare, cercando di aiutare il più possibile la squadra. Ho sempre creduto in me, anche se all’inizio non è stato facile, perché mi sono dovuto guadagnare spazio, partita dopo partita», continua nell'intervista rilasciata sempre a figc.it.

 

L'IDENTIKIT TECNICO: COSA FA E COME LO FA

Ruolo: punta centrale. Non è un “9 statico”, ma un centravanti che alterna attacchi sul primo palo a movimenti in uscita per creare corsie interne ai compagni. Punti di forza: attacco della profondità, aggressività sul secondo tempo di gioco, sensibilità nel giocare “spalle alla porta” per alzare la squadra. Dettaglio chiave: tendenzialmente, la prima giocata è verticale. È un tratto che emerge dalle reti-lampo (vedi Firenze) e dai break nei finali caldi (vedi Genova), quando l’intensità decide. Mentalità: l’ambizione dichiarata di “esultare sotto la Curva Nord” incrocia un approccio sobrio ai target stagionali: “crescere”, “migliorare”, “aiutare la squadra”. Indicatori di una leadership in costruzione, meno rumorosa di quanto i gol farebbero pensare.

FAMIGLIA, RADICI, RICONOSCENZA

Ogni avanzamento ha un baricentro umano. Papà Marco, mamma Michela, un fratello maggiore (Matteo), i nonni: «Tutto quello che ho fatto e che farò nel calcio è stato e sarà soprattutto grazie a loro». Il perimetro affettivo citato dal ragazzo non è cornice, è carburante. È lì che si colloca la promessa fatta a cinque anni: «Io giocherò a calcio». Dentro questa promessa c’è l’idea della costanza come virtù principale, il filo che unisce i pomeriggi nei campi di Roma all’oggi biancoceleste.

    CENTRAVANTI DI SISTEMA CON UN SOGNO BEN PRECISO

    Nel calcio giovanile le proiezioni vanno sempre maneggiate con cura. Ma alcune traiettorie, a 17 anni, sono già riconoscibili. Manuel Mecozzi è un centravanti “di sistema”: non solo finalizza, ma detta i tempi dell’attacco, condiziona le difese, sposta il baricentro collettivo. Le 10 reti in 23 gare della sua prima annata in Lazio non raccontano un exploit isolato, ma l’esito di una crescita strato su strato, iniziata nelle scuole calcio di Roma e passata per il titolo di MVP in un torneo internazionale. Adesso la scena è il campionato Under 18: lì, tra una sponda di petto e un taglio sul primo palo, si misura la distanza tra oggi e quel desiderio detto a bassa voce ma fortissimo: segnare ed esultare sotto la Curva Nord. In fondo, certi sogni hanno già la postura della realtà.

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