Under 16 A-B
14 Marzo 2026
Ha appena compiuto 16 anni e già firma fino al 2028: il difensore mancino dell’Under 16 si è preso lo spogliatoio e il girone, mentre la Juve coltiva un leader silenzioso dal senso della posizione raro
La palla cade nell’area piccola, un’ombra bianca scatta alle spalle del marcatore, il colpo di testa è secco: rete. In sottofondo si sente un grido che non è da ragazzino, ma da chi sa già come si governa una partita. È l’istantanea che racconta l’ascesa di Alessandro Ghiotto, classe 2010, difensore dell’Under 16 della Juventus, che mercoledì ha messo la firma sul suo primo contratto da professionista. La Juventus blinda un profilo che unisce fisicità, lucidità e una leadership mai urlata, riconosciuta dai compagni prima ancora che dagli avversari.

Mancino naturale, Ghiotto è un difensore “roccioso” con marcatura pulita, senso della posizione e una gestione del gioco che emerge tanto in uscita bassa quanto nel dominio delle palle inattive. È quanto raccontano gli osservatori che ne seguono la crescita: profilo “pulito, solido e leader per i compagni”, alla prima stagione in Under 16 dopo un’annata da protagonista - fascia al braccio - in U15. Le qualità che spiccano? Lettura preventiva e copertura della profondità: raramente si fa prendere alle spalle, grazie a scivolamenti di reparto e diagonali “da grande”. Dominio del corpo a corpo: la struttura fisica gli consente di reggere l’urto con pari età e sotto età. Piede sinistro educato: nelle uscite, cerca la verticalità senza forzare, usando la giocata “sicura” come prima opzione e la rottura di linea quando il pressing lo consente.
Nell’estate scorsa, chiamato “sotto età” da Daniele Franceschini in Nazionale Under 17, Ghiotto non ha tremato: esordio e gol, di testa, in un test contro l’Albania a Coverciano. Una giocata semplice nella dinamica, enorme nel significato: tempismo, concentrazione, personalità. È l’ennesimo indizio di una carriera che corre in anticipo rispetto al calendario anagrafico. Alla Juventus, invece, il lavoro quotidiano con Alessandro Gridel ha affinato la doppia anima di Ghiotto: difensore di marcatura e primo regista “di sicurezza” quando l’uscita dal basso richiede freddezza. La Juventus ha costruito intorno a lui - e a un gruppo di pari livello - una classifica larghissima. A inizio febbraio, infatti, la graduatoria fotografava una Juve in fuga, con vantaggio in doppia cifra sulle inseguitrici e un margine consistente di 16 punti sul Bologna secondo. Tradotto? Il primo posto nel Girone A è già matematico.

Marcatura e timing: la forza dell’intercetto. La sua specialità è l’anticipo sul primo controllo. Difende “in avanti”, abbattendo la ricezione dell’attaccante. È un tratto distintivo che riduce il numero di duelli “sporchi” e abbassa il rischio di fallo in area. Corpo e testa: quando il fisico serve al gioco, non solo al contatto. Nei calci piazzati sa essere ago della bilancia su entrambi i fronti: liberare l’area in protezione, attaccare il primo palo in proiezione offensiva. Piede sinistro e uscita palla. La gestione del gioco è ordinata: corto-corto-lungo, evitando il forcing verticale non preparato. Quando può, cerca il terzino “alto” o la mezzala che viene incontro. In contesti di pressione più aggressiva, non disdegna la palla sopra la prima linea: soluzione “di sicurezza” che non rinuncia all’idea di avanzare 20-25 metri in un colpo solo.
Step immediati. Consolidare minuti e responsabilità in Under 16, continuando il percorso “sotto età” in Nazionale U17 quando chiamato. La gestione dei carichi fisici sarà centrale: le qualità strutturali ci sono, la raffinazione tecnico-tattica passa dalla qualità degli allenamenti e dalla densità delle partite di alto livello. Medio periodo. Il gradino naturale porta verso la Under 17 bianconera a pieno regime e, in prospettiva, ai primi allenamenti selettivi con la Next Gen. La Juventus ha già dimostrato di valorizzare profili difensivi in grado di leggere bene lo spazio, alternando esperienze in Primavera e in Serie C con la seconda squadra. La sottoscrizione del contratto fino al 2028 mette Ghiotto in corsia preferenziale per seguire questo binario. Lavori aperti. Accelerazione nei primi due passi in uscita, gestione del corpo spalle alla porta quando pressato dal centravanti, velocità di trasmissione col sinistro quando la squadra forza il fraseggio corto. Dettagli che fanno la differenza nel passaggio tra settore e professionismo.
Non serve scomodare paragoni. In un’epoca in cui la retorica del “nuovo Chiellini” o del “nuovo Bonucci” brucia i tempi, la miglior notizia è che Alessandro Ghiotto non ha bisogno di etichette. Gli bastano una linea da organizzare, un pallone da far circolare con semplicità e un’area - la sua - da tenere come fosse casa. Il resto, contratto alla mano, può aspettare: il futuro ha già una data e dei confini chiari, ma si costruisce partita dopo partita, con la stessa calma con cui si vince un duello aereo.