Kings League Italia
16 Marzo 2026
KINGS LEAGUE ITALIA CAESAR • Antonio Giulio Picci (Foto Kings)
Dopo due cadute, l’Impero aveva bisogno di un segnale. Non una semplice vittoria, ma un’alba nuova. I Caesar arrivano alla terza giornata con le cicatrici delle prime due sconfitte, con le critiche piovute addosso ai loro uomini simbolo e con una panchina completamente rinnovata dopo l’arrivo di Emiliano Viviano. Serviva una risposta, serviva qualcuno disposto a prendersi la squadra sulle spalle. La trovano in una notte da imperatori: Fran Hernández torna a brillare, Picci zittisce i dubbi e soprattutto Nico Loiodice trascina tutto con la classe del leader. Così l’Impero si rialza dalle sue ceneri e travolge la Zeta Como: 7-4, prima vittoria stagionale e sensazione che qualcosa sia finalmente cambiato.
L’inizio però è tutt’altro che semplice, perché la Zeta Como colpisce subito nell’escalado iniziale: al 1’ è addirittura il portiere Buono a sorprendere tutti, trovando il tiro che passa sotto le gambe del collega e vale lo 0-1. I Caesar accusano il colpo per pochi minuti, poi cominciano a salire di ritmo trascinati dal loro uomo simbolo. Al 5’ Loiodice salta l’uomo sulla sinistra, rientra sul destro e calcia trovando il palo pieno; sulla ribattuta arriva Fran Hernández, che prova il piattone ma Giacchino salva sulla linea. La pressione cresce e al 7’ ancora Loiodice si incarica di una punizione velenosa: il mancino gira verso il suo palo ma Buono vola e toglie il pallone da sotto la traversa con un intervento spettacolare. La Zeta prova a respirare con il destro di Geraci, che esce sul primo palo, ma il dominio territoriale dei Caesar continua. Al 13’ è ancora Loiodice a infilarsi alle spalle della difesa, ma Buono esce di piede e compie un’altra parata straordinaria. L’equilibrio però si spezza nel momento più delicato del primo tempo: al 15’ Loiodice riceve sulla sinistra, salta il difensore con un doppio passo e lascia partire un mancino violento sotto l’incrocio opposto. La rete vale doppio perché su di lui è attiva la carta star player e in un attimo il risultato si ribalta. La Zeta prova a reagire con Kabamba, ma il suo destro viene deviato in corner da Romano. Il colpo emotivo definitivo arriva al 19’: Loiodice pennella un cross d’esterno meraviglioso sul secondo palo dove Picci, dato da molti ormai destinato allo staff tecnico, prende il tempo a tutti e incrocia di testa per il gol che vale doppio. È il silenzio sulle critiche e il 4-1 con cui i Caesar chiudono un primo tempo completamente ribaltato.
La ripresa si apre con il dado che decreta l’uno contro uno e la Zeta Como prova subito a rientrare in partita: al 21’ Giacchino salta il difensore, dribbla anche il portiere e deposita in rete il 4-2. Lo stesso Giacchino ha poco dopo la chance di accorciare ancora con uno shootout guadagnato dopo un fallo di Loiodice, ma Romano resta in piedi e para salvando il vantaggio dei Caesar. La partita resta aperta fino al 34’, quando arrivano tre episodi consecutivi che cambiano definitivamente il match. Prima Fran Hernández si coordina su un pallone vagante e colpisce al volo, con Buono non perfetto nell’intervento; subito dopo la Zeta spreca il rigore presidenziale con ZW Jackson, che calcia alto; sul ribaltamento arriva invece quello dei Caesar e En3rix spiazza Buono per il 6-2. La Zeta Como non si arrende e poco dopo accorcia grazie alla carta rigore trasformata da M’Hamsi, mentre Buono continua a lottare da solo contro l’assedio: prima rischia grosso sbagliando l’impostazione e vedendo Loiodice sfiorare il gol da centrocampo con un tiro a giro sulla parte alta della traversa, poi si supera con una serie di parate incredibili su Fran Hernández, Ziani e ancora Loiodice da distanza ravvicinata. Nel finale però la partita si accende ancora: al 43’ Giacchino, il migliore dei suoi, salta il difensore, attira il portiere e disegna un pallonetto alla Mertens che riporta la Zeta sul 6-4. Ma è solo un’illusione. Un minuto dopo Fran Hernández danza sul pallone, manda a terra il portiere e appoggia con lucidità per Loiodice, che deposita in rete il 7-4 definitivo. È la firma finale sulla rinascita dei Caesar: l’Impero cade due volte, ma alla terza si rialza più forte che mai.