Serie C
17 Marzo 2026
VICENZA SERIE C - Fabio Gallo e i biancorossi hanno tagliato l'ambito traguardo della Serie B lunedì battendo al Menti l'Inter Under 23
Lunedì 16 marzo 2026, allo stadio Romeo Menti di Vicenza, la scena è quasi paradossale nella sua semplicità: il tabellone segna il novantesimo, la Curva Sud canta, i giocatori del Lanerossi non esultano di rabbia ma di liberazione. È una festa sobria e insieme gigantesca, perché certifica una verità che in Serie C era nell’aria da settimane: il ritorno in Serie B con addirittura 6 giornate d’anticipo. Al centro del campo, mentre la luce dei telefoni disegna una costellazione biancorossa, c’è un allenatore che non cerca i riflettori e li attira comunque: Fabio Gallo. Per lui è la seconda promozione in meno di un anno solare: 337 giorni separano il trionfo con la Virtus Entella del 13 aprile 2025 dall’aritmetica con il L.R. Vicenza del 16 marzo 2026. Due mondi, due spogliatoi, due progetti diversi: un solo filo conduttore, una cultura del lavoro diventata risultato. E in tutto ben 161 punti (gli 83 della passata stagione con i liguri, i 78 di quella attuale con i veneti) in 70 partite disputate.
UNA CRONOLOGIA CHE PESA: 337 GIORNI PER IL SALTO DI CATEGORIA
La prima tappa è Chiavari. La Virtus Entella di Gallo domina il Girone B e il 13 aprile 2025 ottiene la promozione in Serie B con 2 turni d’anticipo: la matematica matura ancor prima di scendere in campo, complice il risultato della Ternana contro il Milan U23. È il sigillo su una cavalcata riconoscibile: un gruppo coeso, una fase difensiva ordinata e linee di passaggio codificate che sostengono un possesso palla non fine a sé stesso, ma funzionale a recuperare alto e ricominciare corto. Qualche ora dopo, al Comunale, la festa si materializza davanti alla propria gente: è la cartolina che mancava. Poi, l’inedito: appena poche settimane, il congedo dall’Entella e un nuovo incarico. Gallo riparte da Vicenza per costruire, non per sopravvivere. Il Lanerossi è un club che non progetta la B come un evento eccezionale, ma come il naturale punto di partenza per rilanciarsi. La promozione matematica arriva il 16 marzo 2026, in casa, contro l’Inter Under 23: lo stadio capisce prima di tutti che è fatta. Sei turni rimanenti, un vantaggio irrecuperabile: numeri che non lasciano spazio a interpretazioni.
LA FORMA DEL SUCCESSO: PRINCIPI SEMPLICI, APPLICAZIONE FEROCE
La cifra stilistica di Gallo non è l’ossessione per uno schema, ma la ripetizione di principi che resistono ai cambi di maglia. Chi ha lavorato con lui parla di: 1) densità tra le linee e reparti corti; 2) aggressione «a ondate», non scriteriata ma scandita da triggers chiari (passaggio cieco del difensore, ricezione spalle alla porta del mediano rivale); 2) qualità nella prima uscita senza feticismi: se serve saltare una pressione, il pallone viaggia lungo su una punta strutturata per la seconda palla; 3) regole di spogliatoio asciutte e condivise: togliere i telefoni quando serve preservare il focus, responsabilizzare i leader, alzare gli standard quotidiani. Questi capisaldi, raccontati dallo stesso Gallo nei giorni della promozione con l’Entella, sono diventati patrimonio tecnico ed emotivo anche a Vicenza: la stessa lucidità nelle scelte, l’identica abitudine a «restare in partita» nei momenti storti, la tendenza a «chiudere» gli incontri quando si apre uno spiraglio. È qui che un concetto chiave, la continuità, smette di essere retorica e diventa metrica.
58, IL NUMERO CHE UNISCE GALLO E CAPELLO
La continuità ha un numero, ed è gigantesco: 58. Tanti sono stati i risultati utili consecutivi messi in fila dalle squadre di Fabio Gallo tra Entella e Vicenza, una striscia che gli ha permesso di eguagliare il primato attribuito a Fabio Capello e al suo Milan dei primi anni ’90: 58 partite senza sconfitta in campionato. È un parallelo che non pretende paragoni tecnici tra epoche e categorie, ma fissa un dato storico: la cadenza con cui una squadra arriva al suo risultato domenica dopo domenica. Per Gallo, l’eguaglianza con il record è più di una curiosità statistica: è l’istantanea di un metodo che ha superato i confini di un solo progetto, replicandosi in contesti diversi. A metà febbraio 2026, la sequenza si è interrotta, contro l’Alcione, in una gara comunque incorniciata da un percorso già fuori scala, ma il segno resta: 58 è un numero che sposta prospettive, e che, nelle categorie professionistiche italiane, non si tocca quasi mai. La resilienza di un gruppo si vede nei dettagli: la risposta alla pressione, la gestione dei momenti in cui la palla scotta, la tenuta collettiva quando la qualità individuale non basta.
LE PERSONE CONTANO: LEADERSHIP DISTRIBUITA E PROFILO BASSO
Nel racconto del doppio salto, c’è un aspetto meno visibile ma decisivo: la gestione umana. Fabio Gallo pratica un’idea di leadership distribuita: chiede molto ai suoi capitani «silenziosi», costruisce spogliatoi dove il rimprovero è ammesso, la resa no. La regola sui telefoni, diventata un piccolo caso mediatico ai tempi di Chiavari, non è folclore: è un simbolo di scelta. Semplificare il contesto per rendere più chiaro l’obiettivo, ridurre il rumore, ingrandire i segnali utili. A Vicenza, il profilo basso è stato un alleato. Niente proclami, pochi titoli, tante vittorie di mestiere. La comunicazione si è sintonizzata presto con un pubblico esigente ma competente, che ha riconosciuto una squadra capace di vincere in modi diversi: in verticale contro avversari che concedevano campo, in palleggio per forzare difese posizionate, sui piazzati quando serviva sbloccare le giornate complicate.
IL PESO SPECIFICO DI UN PRIMATO
Per capire quanto valga, in termini storici, l’eguagliare un record come quello di Capello e del Milan degli «Invincibili», basta un pensiero: in un calcio iper-competitivo e iper-analizzato, infilare 58 partite di campionato senza inciampare è un’impresa che richiede una somma perfetta di qualità, salute, attenzione, fortuna gestita, acutezza nelle scelte. Gallo ci è riuscito orchestrando due gruppi diversi, in due piazze esigenti, con una linea identica: puntare sui fondamentali e ripeterli finché diventano abitudine. Non è un caso, insomma, se in 337 giorni ha scritto due volte la parola promozione. Non è casuale, e forse è questo il suo merito più grande: aver trasformato la normalità, un allenamento, una riunione tecnica, un accorgimento su palla inattiva, in un risultato che normale non è. E che resterà una pietra miliare per Entella, Vicenza e per il campionato che, a lungo, ha provato invano a fermarlo.