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Premier League

L'ascesa di Michael Kayode: da Firenze al primo gol in Premier League sognando il Mondiale

Il terzino italiano timbra con uno stacco da centravanti apredo il 2-2 del Brentford contro i Wolves, mandando un messaggio a Gattuso

Kayode, la prima volta che non si scorda: il colpo di testa che cambia la percezione del suo Brentford

Kayode, la prima volta che non si scorda: il colpo di testa che cambia la percezione del suo Brentford

C’è un istante in cui il tempo si ferma: la traiettoria del cross sembra sospesa, l’area è un mosaico di corpi, e un terzino di 21 anni salta come un nove consumato. Niente fronzoli, solo coordinazione, scelta di tempo e coraggio. È l’istante in cui Michael Kayode si toglie di dosso l’etichetta di “promessa” e diventa, a tutti gli effetti, un giocatore formato da Premier League. Il suo colpo di testa è pulito, secco, imparabile: palla all’angolo e Brentford avanti. Finirà 2-2 nel posticipo dello scorso lunedì contro il Wolverhampton, ma quella frustata aerea resterà come la sua prima firma nel campionato più esigente del mondo. E come un indizio fortissimo su chi stia diventando.

GOL E CONTESTO TECNICO: LA MANO DI KEITH ANDREWS

Il gol nasce da ciò che, fino a qualche mese fa, era “solo” un plus del suo bagaglio: la capacità di leggere il tempo dell’inserimento come un interno e di “staccare” con la pulizia di un centrale d’area. Qui c’è la somma di due qualità “chiave” per la Premier: l’occupazione dell’half-space senza palla e la spietatezza nel finalizzare. Kayode parte alle spalle del diretto avversario, sceglie la corsia d’ingresso con un angolo di corsa intelligente e attacca il primo palo con una coordinazione da attaccante. La torsione di collo fa il resto: potenza sufficiente, direzione chirurgica. Non è solo una prima volta: è un manifesto tecnico su come un terzino moderno deve incidere nella trequarti.

La crescita di Kayode si inserisce in un ambiente tecnico-dati che il Brentford ha raffinato negli anni, e che Keith Andrews – erede di Thomas Frank – ha incanalato con un accento specifico su palla inattiva, pressione orientata e qualità delle conduzioni esterne. La sua nomina nell’estate 2025 e il recente prolungamento contrattuale fino al 2032 raccontano la volontà del club di mettere stabilmente al centro l’allenatore e il suo staff di micro-specialità. In questo quadro, un terzino con atletismo élite e sensibilità nel rifinire diventa un moltiplicatore di sistema.

DALLA FIORENTINA AL BRENTFORD, PASSANDO PER LA NAZIONALE

Per capire questo gol bisogna tornare alla genesi inglese di Kayode. Il terzino è arrivato a Londra ovest nel gennaio 2025 in prestito dalla Fiorentina, guadagnandosi poi, tra maggio e luglio 2025, il trasferimento a titolo definitivo con un contratto lungo, segno di fiducia profonda del club nei suoi margini di crescita. È stata una scelta coerente con il modello Brentford: investire su profili giovani, ad alto potenziale atletico e cognitivo, e costruire valore in campo prima ancora che a bilancio.

Kayode ai tempi dell'Under 18 con la Fiorentina

Nel luglio 2023, Kayode aveva deciso la finale dell’Europeo Under-19 con un guizzo da “uomo degli episodi”. A Firenze, nella Fiorentina, aveva mostrato subito postura da senior: aggressività, ritmo, gamba. Il passaggio alla Premier (prima in prestito, poi a titolo definitivo) lo ha esposto a un livello di intensità che esalta le sue doti naturali e lo costringe a rifinire i dettagli: postura difensiva sul corpo a corpo, tempi d’uscita, scelte di passaggio in uscita. Il colpo di testa al Wolves è il segno visibile di questa rifinitura invisibile. All’inizio della sua avventura inglese c’era un’idea tattica chiara: sfruttare la sua progressione palla al piede e, soprattutto, un’arma “di nicchia” ma micidiale nel calcio di oggi, le rimesse laterali lunghe. Da quelle situazioni il Brentford ha costruito una parte consistente delle sue occasioni negli ultimi mesi, al punto da farne un marchio di fabbrica che si somma ai calci piazzati.

L'IMPATTO 

MESSAGGIO A GATTUSO?

Le immagini che arrivano da Londra hanno un destinatario naturale: lo staff azzurro di Gennaro Gattuso. Un terzino che in Premier crea 6 chance in open play in una singola gara, che sa ribaltare il campo con conduzioni “verticali” e che oggi aggiunge un gol pesante di testa, è un profilo da portare e da testare. In un calcio internazionale che richiede ai laterali d’essere “quasi trequartisti” e “quasi mezzali”, Kayode interpreta il ruolo con elasticità contemporanea.

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