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Italia Under 19

Italia, è il momento della verità: i 20 migliori talenti scelti per un sogno chiamato Europeo

Tre partite in sei giorni tra Catanzaro e Cosenza per staccare il biglietto per la massima competizione continentale

I magnifici 20! Italia, ecco le sc

ITALIA UNDER 19 • Mattia Liberali, fantasista del Catanzaro e della Nazionale (foto figc.it)

Una fila di ragazzi in tuta azzurra attraversa il sottopassaggio del “Ceravolo”: l’aria è densa di salsedine, il vento che scende dalla Sila taglia le guance. In mano, un tablet aperto su clip tattiche, nell’orecchio l’urlo di un pubblico che, tra Catanzaro e Cosenza, sa trasformare il calcio giovanile in rito collettivo. Inizia così il conto alla rovescia della Nazionale Under 19: dal 25 al 31 marzo, in Calabria, l’Italia si gioca l’accesso alla fase finale dell’Europeo, in Galles. Un girone secco, avversari insidiosi - Ungheria, Slovacchia, Turchia - e una sola certezza: passa soltanto la prima. È la regola crudele e bellissima dell’Elite Round, che separa le promesse dalle realtà.

IL PERIMETRO DELLA SFIDA: CALENDARIO, STADI, CLIMA TECNICO

Tre partite in sei giorni, rotazione intelligente delle energie, gestione dei dettagli. L’Italia debutta al “Nicola Ceravolo” di Catanzaro contro l’Ungheria (mercoledì 25 marzo, ore 17), si sposta al “San Vito – Gigi Marulla” di Cosenza per la Slovacchia (sabato 28 marzo, ore 17) e chiude di nuovo al Ceravolo con la Turchia (martedì 31 marzo, ore 15). In contemporanea, l’altro fronte del girone si consuma al centro sportivo Real Cosenza. È un calendario serrato, che premia le rose più elastiche e le idee più chiare. Gli impianti non sono comparse: il “Nicola Ceravolo” è uno stadio riqualificato con una capienza ufficiale prossima alle 14.650 unità, un’arena che negli ultimi anni ha saputo presentarsi come casa accogliente per eventi federali e serate di grande affluenza; il “San Vito – Gigi Marulla”, cuore pulsante del calcio cosentino, è un impianto storico che sfiora le 20.000 presenze nelle giornate di massima capienza e che è al centro di un progetto di riqualificazione in chiave sostenibile. Due cornici calde, capaci di amplificare la spinta emotiva su cui una squadra giovane - per definizione - può costruire inerzia.

LA LISTA DEI 20 CONVOCATI

La chiamata di Alberto Bollini - tecnico che conosce perfettamente la categoria e i suoi ritmi - copre l’ossatura di una rosa disegnata per essere camaleontica. Dentro c’è la spina dorsale di club che in questi anni hanno investito strutturalmente sui settori giovanili: Atalanta, Inter, Milan, Juventus, Roma, ma anche esperienze in Bundesliga, Eredivisie, Liga Portugal e Super League svizzera. Un mix tra chi gioca stabilmente in Primavera e chi ha già assaggiato il professionismo in Serie B o all’estero.

PORTIERI: Alessandro Nunziante (Udinese), Tommaso Vannucchi (Cosenza).
DIFENSORI: Matteo Cocchi (Inter), Javison Osarumwense Idele (Atalanta), Marco Leandri (Atalanta), Federico Nardin (Roma), Andrea Natali (Az Alkmaar), Luca Reggiani (Borussia Dortmund), Francesco Verde (Juventus), Mattia Marello (Inter).
CENTROCAMPISTI: Federico Coletta (Benfica), Christian Comotto (Spezia), Mattia Liberali (Catanzaro), Matteo Mantini (Grasshopper), Emanuele Sala (Milan), Federico Steffanoni (Atalanta).
ATTACCANTI: Filippo Galvagno (Cesena), Jamal Iddrissou (Inter), Samuele Inacio (Borussia Dortmund), Mattia Mosconi (Inter).

Da segnalare, anche sul piano simbolico, la presenza del fantasista Mattia Liberali del Catanzaro: giocare “in casa” può trasformare una scintilla in fiamma, soprattutto quando la lettura tra le linee e la pulizia tecnica diventano strappi emotivi per il pubblico.

AVVERSARI E INCASTRI TATTICI: UNGHERIA, SLOVACCHIA, TURCHIA

Ungheria. Scuola robusta, tradizionalmente intensa sulle transizioni. L’Italia la incrocia all’esordio: una gara che spesso definisce le gerarchie del girone e l’inerzia psicologica dei più giovani. Pressioni alte a ondate e densità centrale: serviranno linee di passaggio “fuori sagoma” e attacchi al lato debole. Slovacchia. Blocchi mediani compatti, esterni disciplinati e palle inattive lavorate. Per l’Italia, secondo appuntamento al “San Vito – Gigi Marulla”: una partita spesso-trappola, da aprire con pazienza e ritmo crescente. Turchia. Talento nei singoli, strappi improvvisi e qualità in progressione: gara finale al “Ceravolo”, quando la lucidità mentale fa più della benzina nelle gambe. Possibile partita “da risultato”, in cui la gestione delle emozioni peserà quanto il piano tattico.

PERCHÉ IL PASS VALE DOPPIO: CONTINUITÀ E VISIONE

La fotografia non è statica. Gli Azzurrini arrivano alla fase Elite da campioni d’Europa 2023, titolo conquistato a Ta’ Qali contro il Portogallo grazie a un colpo di testa di Michael Kayode: la cifra tecnica e psicologica di quella impresa - che interruppe un digiuno lungo 20 anni a livello Under 19 - ha sedimentato una cultura del dettaglio nelle giovanili azzurre. Per chi oggi veste l’azzurro, quella è la stella polare. C’è poi la dimensione “strutturale”. La UEFA ha disegnato un percorso di qualificazione che premia la qualità del lavoro annuale: qualifying round in autunno, Elite Round in primavera, finali d’estate. Il Galles ospiterà l’epilogo dal 28 giugno all’11 luglio, con il sorteggio finale fissato - secondo programma UEFA - a metà aprile. Per arrivarci, l’Italia deve vincere il proprio Girone 6. Semplice da dire, complesso da fare.

LA LINEA SOTTILE TRA PROMESSA E AFFERMAZIONE

La Under 19 è l’ultimo tornante prima dell’autostrada. Qui si vede la capacità di portare “da subito” una mentalità professionale dentro il gioco. La Calabria - terra d’accoglienza e passione - offrirà la cornice. Il resto tocca ai ragazzi di Alberto Bollini: venti nomi, tre partite, una strada. Il premio è grande: l’Europa in Galles, dal 28 giugno all’11 luglio. Servono coraggio, disciplina, talento. E la forza calma di chi sa che, a volte, il futuro comincia in una curva piena del “Ceravolo” o del “Marulla”.

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