Under 17 A-B
19 Marzo 2026
Un talento nato a Torino, con sangue peruviano e idee chiarissime: i bianconeri blindano uno dei Campioni d'Italia
C’è una stretta di mano nella sala dei contratti e un dettaglio che colpisce più di ogni altro: il sorriso timido ma deciso di Franco Giambavicchio mentre posa con la penna ancora calda. Non una copertina, bensì una promessa: quella di un centrocampista del 2009, nato a Torino e cresciuto nel cuore del calcio giovanile piemontese, che oggi si lega da professionista alla Juventus fino al 30 giugno 2028. Una firma che pesa perché racconta una traiettoria limpida: dall’infanzia granata nel vivaio del Torino all’approdo in bianconero nel 2022, passando per l’esordio con il Perù Under 17 grazie alla cittadinanza della madre. E soprattutto perché aggiorna la mappa delle priorità bianconere: valorizzare i migliori profili interni, costruendo identità e prospettiva.
La notizia è ufficiale: Franco Giambavicchio ha sottoscritto il suo primo accordo da professionista con la Juventus, con scadenza fissata al 30 giugno 2028. È un passaggio chiave per un classe 2009 ritenuto in costante crescita dal club, che lo segue con attenzione da quando, nell’estate 2022, ha varcato i cancelli di Vinovo dopo avere mosso i primi passi nel settore giovanile del Torino. Nel suo percorso si aggiunge un tassello internazionale di peso: l’esordio con la selezione Perù Under 17, frutto della doppia cittadinanza. Tutti elementi confermati e sintetizzati nell’articolo che annuncia la firma.

Il profilo di Giambavicchio è quello del centrocampista moderno: mobilità nelle due fasi, buone letture senza palla, tempi di inserimento misurati e una certa naturalezza nell’adattarsi a più funzioni della mediana. Chi lo conosce ne apprezza soprattutto la capacità di “stare” dentro la partita: alterna il recupero palla con una pulizia di appoggio che favorisce l’uscita dal basso, senza forzare giocate non richieste dal contesto. Nell’ultima stagione a livello giovanile, le sue apparizioni nelle competizioni Under mostrano un minutaggio in crescita e un utilizzo in ruoli contigui, da mezzala a interno più posizionale.
Il percorso formativo di Giambavicchio ha due coordinate forti: Torino e Vinovo. Il primo capitolo è nel vivaio del Torino, ambiente tradizionalmente prolifico nella formazione dei giovani centrocampisti. Nell’estate 2022 la svolta: il trasferimento alla Juventus, dove il giocatore trova struttura, metodo e un progetto tecnico definito, che negli anni recenti ha accelerato la traiettoria dei profili più pronti.

Non è solo una questione anagrafica o di formazione. Giambavicchio porta addosso una storia di appartenenza che allarga l’orizzonte: nato a Torino, con cittadinanza peruviana, il centrocampista ha già indossato la maglia del Perù Under 17. È un passaggio che consolida l’interesse della Federación Peruana de Fútbol verso i talenti cresciuti in Europa e che, nel suo caso, è maturato dopo l’ottenimento della cittadinanza e i primi contatti con i selezionatori delle giovanili. Lo raccontano le cronache specializzate in Italia e in Perù, che hanno seguito le chiamate ai microcicli e le prime uscite con la Bicolor.
È un segnale di “priorità interna” per la Juventus: blindare fino al 2028 un ragazzo del 2009 indica la volontà di accompagnare da vicino la sua crescita nei prossimi 2-3 anni chiave di formazione. È un passaporto competitivo: il contratto da professionista apre la porta, in prospettiva, a minuti con la Primavera, a eventuali aggregazioni con la Next Gen e, più avanti, a prestiti mirati in Serie C o B, secondo i modelli di sviluppo consolidati in casa bianconera. Le cronache sui rinnovi dei pari età, dai difensori agli esterni, fotografano una politica organica sui giovani con scadenze allineate al 2027-2028. È una tutela patrimoniale: valorizza un asset del vivaio in un contesto in cui i club di élite cercano di evitare uscite a parametro o aste al ribasso su profili appetibili nel mercato U18.
Franco Giambavicchio con la coppa dello Scudetto al termine della passata stagione: è Campione d'Italia in carica con l'Under 16 della Juventus
Intensità nelle transizioni e gestione del ritmo. Nel calcio giovanile spesso la differenza la fa chi “accende e spegne” con criterio. Per Giambavicchio, il lavoro specifico sulla prima pressione dopo perdita e sulla postura in ricezione tra le linee può trasformare buone letture in superiorità tangibile. Piede forte e rifinitura “short”. Il suo gioco pulito, già oggi utile nella prima e seconda costruzione, può guadagnare incisività con una quota in più di verticalizzazione breve e conduzioni in progressione, minimizzando il rischio nelle zone centrali. Doppia cultura tattica. L’esperienza con il Perù porta lessico diverso: principi di gioco, tempi e richieste motrici non sempre sovrapponibili al contesto italiano. Per un centrocampista, metabolizzare due scuole è un moltiplicatore: elasticità cognitiva, letture della densità, gestione emotiva fuori casa.
Identità sportiva ampliata: indossare la maglia del Perù Under 17 offre a Giambavicchio l’occasione di confrontarsi con scuole sudamericane, arricchendo il bagaglio tecnico-tattico. Profilo internazionale: per la Juventus, il valore di un giovane con esperienza federale estera va oltre il dato emozionale; aumenta l’esposizione in tornei e amichevoli internazionali, velocizzando l’apprendimento competitivo. Mercato prospettico: nel medio periodo, una doppia visibilità (Italia–Sudamerica) può attivare opportunità di crescita controllata - prestiti, convocazioni, tornei - mantenendo al contempo il perimetro contrattuale “blindato” fino al 2028.

Continuità: la crescita non è un lampo, è progressione. Duttilità: saper fare più cose, bene, al tempo giusto. Identità: doppia appartenenza come risorsa, non come etichetta. Prospettiva: un orizzonte contrattuale al 30 giugno 2028 che permette di programmare senza fretta. Ma perché questa firma interessa (anche) chi non segue il settore giovanile? Perché racconta come un top club italiano come la Juventus stia riposizionando la sua catena del valore: non solo acquisti e plusvalenze, ma una filiera sempre più attrezzata a “produrre” giocatori pronti per il professionismo. La firma di Franco Giambavicchio è il segno tangibile di una strategia che unisce scouting, formazione e coraggio nel dare tempo ai ragazzi. In un calcio che spesso brucia le tappe, il 2028 come data di scadenza è una dichiarazione di pazienza. E, per il ragazzo, una responsabilità bella: trasformare il talento in affidabilità, la promessa in abitudine.