Serie A
19 Marzo 2026
COMO SERIE A - Michael Bambang Hartono aveva prelevato il club lariano nel 2019 all'epoca in cui era in Serie D
Una domenica qualunque sul lungolago può raccontare più di tante biografie. Le barche che fendono l’acqua, il profilo del Sinigaglia stagliato tra cielo e monti, i ragazzi con la maglia azzurra che si scattano una foto davanti allo stadio. In quell’istantanea c’è un «prima» e un «dopo»: prima del 2019, quando il Como 1907 arrancava nelle serie inferiori; dopo il ritorno in Serie A e il sogno di un impianto rinnovato sul lago. In mezzo, un cognome che per il calcio italiano, e per l’economia asiatica, è diventato sinonimo di visione: Michael Bambang Hartono. La notizia della sua morte a 86 anni è arrivata oggi, 19 marzo 2026, ed è stata subito rilanciata dalla stampa italiana. Per la comunità comasca e per chi ha seguito la risalita del club, non è solo l’addio a un grande imprenditore: è la fine di una voce discreta e determinata che, insieme al fratello Robert Budi Hartono, ha restituito identità e ambizione a una squadra storica.
CHI ERA MICHAEL BAMBANG HARTONO
Nato a Kudus il 2 ottobre 1939, Michael Bambang Hartono ha guidato, insieme al fratello Robert, uno dei gruppi familiari più potenti del Sud‑Est asiatico. Con Djarum, colosso del tabacco indonesiano, e con il controllo su BCA, la maggiore banca per capitalizzazione del Paese, la famiglia ha costruito un impero diversificato che tocca elettronica di consumo (Polytron), immobiliare e media. Al 2025, la ricchezza combinata dei due fratelli era stimata in 43,8 miliardi di dollari, una delle più alte al mondo. Sul fronte bancario, l’ascesa in BCA è passata per la holding Dwimuria Investama Andalan (riorganizzazione del precedente veicolo estero dopo la stagione post‑crisi asiatica), che oggi rappresenta l’architrave del controllo azionario.
LO SVILUPPO DELL'ATTIVITÀ
Nel manifatturiero, Polytron, fondata nel 1975, è stata la prima grande diversificazione extra‑tabacco della famiglia: oggi impiega oltre 10.000 addetti in Centrale Giava, produce elettrodomestici e TV e, più di recente, ha avviato linee legate alla mobilità elettrica. In ambito tecnologico e retail, il gruppo ha sostenuto progetti e partecipazioni che spaziano dall’e‑commerce a piattaforme digitali (come la quotazione del gruppo di e‑commerce Blibli, tramite Global Digital Niaga, nell’IPO da circa 510 milioni di dollari del 2022). Al di là dei numeri, Michael Hartono era noto per uno stile sobrio: comunicazione misurata, interventi pochi ma dirimenti, una predilezione per i dossier di medio‑lungo termine. Un profilo ideale per un investimento «controintuitivo» come quello nel Como 1907 del 2019, allora in Serie D.
L'INTUIZIONE COMO 1907: UN INVESTIMENTO «CIVILE», NON SOLO SPORTIVO
Quando, il 4 aprile 2019, SENT Entertainment Ltd, società media e intrattenimento con base a Londra, espressione degli interessi della famiglia Hartono, rilevò il Como 1907, il club era reduce da anni difficili. Campi di provincia, bilanci in affanno, un impianto glorioso ma bisognoso di visione e investimenti. L’operazione fu impostata con logica industriale: assetto proprietario chiaro, management internazionale, sostenibilità economica come bussola e un’idea precisa di identità territoriale. In 5 stagioni, il Como ha completato una scalata quasi didascalica: dalla Serie D al professionismo, poi Serie C, Serie B e infine il ritorno in Serie A nel maggio 2024, a 21 anni dall’ultima volta.
OLTRE AL CAMPO
Un’ascesa costruita su investimenti equilibrati, scouting e scelte tecniche mirate. Non meno importante la partita infrastrutturale: il percorso di riqualificazione dello stadio Giuseppe Sinigaglia, sviluppato con il Comune e lo studio Populous, punta a un impianto moderno e multifunzionale senza recidere il legame iconico con il lago. La road‑map, presentata fra febbraio 2025 e i mesi successivi, ha scandito tempi e perimetro dell’intervento, con la consapevolezza che la competitività in Serie A passa anche da strutture all’altezza. In questo quadro, la famiglia Hartono non ha mai cercato il protagonismo mediatico. Ha preferito lasciare parlare i risultati e, quando necessario, coprire perdite e investimenti: una linea di capitale paziente che ha permesso al Como di crescere senza forzare i tempi.
UN'EREDITÀ CHE VA OLTRE IL CALCIO
La parabola di Michael Bambang Hartono insegna almeno tre cose utili anche a chi, di solito, del calcio guarda solo il tabellino. 1) Visione e pazienza valgono più della frenesia. Il ritorno del Como in Serie A non è figlio di colpi di testa. È la risultante di una pianificazione che ha coniugato capitale, competenze e tempi tecnici. In un’epoca di instant football, l’approccio Hartono ha ricordato che il medio periodo è ancora la misura giusta per costruire. 2) Identità territoriale come moltiplicatore economico. L’idea di rinnovare il Sinigaglia senza snaturarne l’anima lacustre è più che un vezzo estetico: è business. Turismo, eventi, community, sponsor. Uno stadio‑luogo che vive sette giorni su sette è un acceleratore di ricavi e reputazione. 3) Diversificazione e solidità azionaria riducono il rischio sportivo. La famiglia Hartono, con asset in banca, industria e digitale, ha potuto proteggere il progetto anche nelle fasi meno redditizie. È una lezione per tutto il calcio italiano medio: conti in ordine e orizzonte industriale sono la vera riserva di competitività.
LE REAZIONI E IL PROSSIMO PASSO
Nel mondo del calcio e dell’economia asiatica, l’addio a Michael Bambang Hartono richiama rispetto e misura. A Como, dove il suo cognome è associato a una rinascita tangibile, il lutto coincide con la consapevolezza di avere basi solide. I fratelli Hartono hanno sempre declinato la ricchezza come responsabilità: preservare le comunità in cui investono, creare filiere, restituire valore nel tempo. Per il Como 1907, dunque, il «giorno dopo» passa da due bussole: 1) onorare l’eredità con la stessa sobrietà operativa che ha caratterizzato questi anni; 2) proseguire nella doppia sfida di campo e cantiere: la permanenza in Serie A e l’avanzamento del progetto Sinigaglia. Se il lago, in certe mattine, sembra fermo, è solo apparenza. Sotto la superficie, le correnti lavorano. È lì che la cultura d’impresa di Michael Bambang Hartono ha sempre dato il meglio. E da lì continuerà a farsi sentire.