Serie B
19 Marzo 2026
Aimo Stefano Diana era stato esonerato a dicembre dall'Union Brescia in Serie C, ora potrebbe tornare alla Sampdoria dopo esserci già stato per 3 anni da calciatore in Serie A
Una sera di metà marzo, a Bogliasco, la luce del campo inferiore resta accesa più del solito. In campo, il gruppo lavora in silenzio: poche chiacchiere, molti sguardi. Sul lato lungo, il passo riconoscibile di Attilio Lombardo scandisce una seduta in cui ogni dettaglio pesa. La Sampdoria è nel cuore della lotta per la salvezza in Serie B, e l’urgenza spinge a cercare un vantaggio in tutti i margini possibili. È in questo scenario, rarefatto e teso, che prende quota un’idea concreta: l’inserimento di Aimo Diana nello staff blucerchiato con un ruolo di supporto tecnico, possibile grazie al nuovo regolamento sul tesseramento degli allenatori esonerati entro determinate scadenze. Un innesto mirato, non un colpo di teatro: un rinforzo tattico per accompagnare il lavoro del neo-responsabile ad interim Lombardo e trasformare settimane complicate in un atto di resistenza organizzata.
IL PUNTO DI PARTENZA: L'ESONERO DI DIANA E LA FINESTRA NORMATIVA CHE SI APRE
Il profilo di Aimo Diana si affaccia sulla panchina genovese dopo l’esonero dall’Union Brescia dell’8 dicembre: un divorzio arrivato a ridosso dei turni infrasettimanali e maturato dopo il ko nel derby con il Lumezzane. Il quadro è noto, i tempi pure: la società lombarda ha comunicato la separazione con l’allenatore e con l’intero staff nella serata dell’8 dicembre, individuando nell’immediato il traghettatore per gli impegni di Coppa e muovendosi poi verso una soluzione stabile per la panchina con Eugenio Corini. Sul piano regolamentare, però, quella data, precisamente l’8 dicembre, apre a Diana una possibilità concreta: in Serie B, il Settore Tecnico FIGC ha chiarito che un allenatore esonerato «prima del 20 dicembre» può essere nuovamente tesserato nella stessa stagione sportiva da un altro club, con la sola esclusione della Serie A. In pratica, il «nuovo regolamento», frutto di accordi collettivi tra Leghe e associazioni di categoria e ricondotto all’articolo 40 del Regolamento del Settore Tecnico, consente a un tecnico «liberato» dai vincoli contrattuali entro quella finestra di rientrare subito nel circuito professionistico, anche come «collaboratore tecnico» o figura di staff. È esattamente il caso di Diana: tempo utile rispettato, profilo disponibile, finestra normativa aperta.
PERCHÈ PROPRIO LA SAMPDORIA, UNA SQUADRA IN TRANSIZIONE
Il nodo blucerchiato non è solo di risultati: è soprattutto di struttura quotidiana e di letture delle partite in un torneo che, tra duelli diretti e margini sottili, punisce gli errori di timing. Il recente passaggio di testimone, con Lombardo salito in cabina di regia dopo l’esonero della precedente gestione tecnica, ha riallineato spogliatoio e campo, ma resta la necessità di potenziare lo staff con competenze molto pratiche: analisi degli avversari, gestione dei momenti «caldi» di gara, micro-aggiustamenti sul pressing e sulla riaggressione, palle inattive. L’inserimento di Diana avrebbe un obiettivo semplice e ambizioso insieme: abbassare la variabilità delle prestazioni, trasferendo allo staff un know-how maturato tra Serie C e B con squadre dalla forte identità. L’idea non nasce nel vuoto. La Sampdoria si sarebbe mossa in modo esplorativo per capire se ci fossero le condizioni sportive, normative ed economiche per una collaborazione nel breve periodo; sullo sfondo, la disponibilità dell’Union Brescia a trovare un’eventuale «quadra» contrattuale con l’allenatore per permettergli di rimettersi in gioco entro fine stagione.
CHI È OGGI AIMO DIANA, IDENTITÀ TATTICA E PUNTI DI FORZA
Ridurre Aimo Diana alla sua parabola recente sarebbe un torto. La sua traiettoria in panchina racconta una competenza incrementale: un lungo apprendistato in Serie C con Renate e soprattutto Reggiana, dove ha modellato un gioco proattivo, aggressivo, fondato su principi chiari di occupazione degli spazi, sviluppo a catena sulle corsie e intensità sulle seconde palle. Alla Reggiana ha vinto il campionato di Serie C 2022-2023 da capogruppo, riportando il club in B e lasciando un’impronta di organizzazione. Esperienze successive, come Vicenza e poi Feralpisalò/Union Brescia, gli hanno chiesto di adattare il copione, a volte in contesti di forte pressione ambientale o di rifondazione societaria. In Lombardia, l’inizio con l’Union Brescia è stato competitivo in termini di classifica di vertice, salvo poi incagliarsi in una striscia negativa che ha spinto la dirigenza alla svolta di dicembre.
LA POSIZIONE DELLA SAMP: PERCHÈ LOMBARDO, PERCHÈ ADESSO
Il cambio in panchina del 9 marzo ha segnato una svolta obbligata: risultati insufficienti, una prestazione pesante sul campo del Frosinone, la necessità di dare un segnale immediato a gruppo e ambiente. Attilio Lombardo, già interno allo staff, ha assunto l’incarico temporaneo di guida della prima squadra per traghettare il club nelle settimane delicate che separano dalla sosta di fine marzo e poi verso il rush finale. La scelta «interna» riduce gli shock, conferisce continuità metodologica e valorizza un profilo che conosce bene la rosa, lo spogliatoio e la piazza. Nel frattempo, la classifica fotografa una salvezza tutta da costruire: zona medio-bassa, margini ridotti, scontri diretti che valgono più di una partita. In questo contesto, un innesto come Diana, con compiti ben definiti e calibrati, può alzare il livello di esecuzione delle idee in tempi rapidi, aiutando Lombardo a intervenire su segmenti specifici di gara (per esempio, le rotazioni di catena palla lato forte e i correttivi sulle palle inattive difensive negli ultimi 15 minuti, fascia in cui la Samp ha concesso troppo a cavallo delle sostituzioni).
IL PUNTO DI CADUTA
La Sampdoria è davanti a un bivio pragmatico. Dietro c’è una scia di settimane complicate; davanti, un finale di stagione in cui ogni punto può ribaltare la mappa della salvezza. In mezzo, un’idea semplice e, proprio per questo, efficace: aggiungere un collaboratore tecnico con esperienza diretta e recente dei «campi di Serie B» per un pacchetto di soluzioni piccolo ma ad alta leva. Se la scelta cadrà davvero su Aimo Diana, conteranno soprattutto i «primi dieci giorni»: mappa degli avversari, routine delle palle inattive, due trigger di pressing, una soluzione codificata per attaccare la difesa a 5 sul lato debole. Tutto qui. In Serie B, quando si lotta per restare a galla, la differenza tra un’idea e un punto sta spesso in una sola parola: «esecuzione».