Cerca

Italia Under 20

C'è un'Italia che corre veloce: le scelte per la sfida all’Inghilterra per misurare ambizioni e futuro

I convocati di Carmine Nunziata per l'amichevole di venerdì: c'è anche un classe 2007

Ciammaglichella-Di Maggio

ITALIA UNDER 20 • Aaron Ciammaglichella e Luca Di Maggio (foto figc.it)

La quiete verde del Riano Athletic Center verrà interrotta alle 15:30 di venerdì 27 marzo 2026: niente coriandoli né passerelle, ma un’amichevole di sostanza tra la Nazionale Under 20 e i pari età dell’Inghilterra. In palio - al di là del tabellino - c’è la misura reale dello stato dell’arte di una generazione che scalpita. L’Under 20 di Carmine Nunziata inaugura così l’anno solare dopo un autunno fatto di lezioni dure ma preziose e dopo un precedente che pesa: il 2-1 di settembre a Chesterfield contro gli inglesi, firmato dalla coppia Riccio–Iddrissou. Una partita, quella di Riano, che nasce “test” e profuma di verifica sul campo, per staff, club e osservatori.

PERCHÉ QUESTO È UN TEST CHE CONTA

Chiamarla amichevole è corretto, ma riduttivo. Gli Azzurrini sono nel pieno di un ciclo tecnico che punta a consolidare principi e gerarchie in vista dei prossimi passaggi di categoria. È la prima uscita dell’anno dopo il doppio scivolone di novembre contro Portogallo (2-1) e Germania (5-0): urti che hanno fatto da promemoria sul livello internazionale e che, proprio per questo, rendono l’Inghilterra un banco di prova appena più severo e molto, molto utile. La scelta di Riano non è casuale: impianto raccolto, campo curato, cornice perfetta per lavorare su dettagli, distanze, intensità. Il timbro della squadra resta quello di Carmine Nunziata, tecnico che negli ultimi anni ha ricucito con pazienza il filo tra settore giovanile e grandi palcoscenici. Dopo aver guidato da vicino la filiera azzurra e aver vissuto anche l’esperienza con l’Under 21, Nunziata è tornato in Under 20 per rimettere mano a un gruppo giovane e variegato, con l’obiettivo esplicito di accelerare la crescita. Nella memoria recente del movimento restano il lavoro sul piano dei principi e, soprattutto, la capacità di rigenerare entusiasmo e competitività dopo ogni passaggio di stagione.

I 22 CONVOCATI: LA FOTOGRAFIA DI UNA GENERAZIONE CHE CORRE

Portieri: Tommaso Martinelli (Sampdoria), Lapo Siviero (Torino).
Difensori: Mike Aidoo (Pergolettese), Adam Bakoune (Monza), Cristian Cama (Roma), Christian Corradi (Trento), Jacopo Mirra (Roma), Niccolò Postiglione (Pineto), Lorenzo Romani (Lecco), Giacomo Stabile (Bari).
Centrocampisti: Aaron Ciammaglichella (Juve Stabia), Leonardo Colombo (Monza), Giacomo De Pieri (Bari), Luca Di Maggio (Padova), Patrick Amoako Nuamah (Catanzaro), Fabio Rispoli (Catanzaro).
Attaccanti: Federico Cassa (Atalanta), Matteo Lavelli (Inter), Alvin Obinna Okoro (Juve Stabia), Simone Pafundi (Sampdoria), Emanuele Rao (Bari), Dominic Vavassori (Atalanta).

PROFILI DA SEGUIRE: TALENTO, RUOLI, OPPORTUNITÀ

In porta, Tommaso Martinelli porta con sé fisicità e piazzamento; Lapo Siviero continua un percorso di crescita in un contesto competitivo come quello del TorinoDietro, occhi su Cristian Cama, unico classe 2007 del gruppo: tempismo, gamba e margine di miglioramento. Con lui, profili con minutaggio “vero” in Serie B e C, come Corradi, Romani e Stabile, utilissimi per leggere alti e bassi delle gare “adulte”. In mezzo, la regia verticale di Di Maggio e la gestione degli spazi di Ciammaglichella: due chiavi per dare linee di passaggio interne e pulire la prima uscita. Davanti, l’estro di Simone Pafundi resta calamita naturale: luce tra le linee, ultimo passaggio, calcio piazzato. Accanto a lui, profili con caratteristiche complementari come Lavelli, Okoro, Cassa e Vavassori oltre a Rao. Sono pedine che consentono a Nunziata più di un vestito: dal 4-3-3 capace di allungare il campo a un 4-2-3-1 più diretto, senza escludere la possibilità di vedere in alcuni tratti una difesa “ibrida” che scivoli a tre in costruzione. Formule, tutte, figlie delle sensazioni della vigilia e delle risposte viste in settimana.

RIANO, SPECCHIO FEDELE DI UNA STAGIONE CHE RIPARTE

La scelta di cominciare da Riano dice molto dello spirito di questa Under 20: una squadra che preferisce il lavoro alla retorica, le ripetizioni all’effetto speciale, i piccoli passi al salto nel buio. La sensazione è che gli Azzurrini stiano ancora costruendo la propria voce: il test con l’Inghilterra può diventare la cassa di risonanza giusta, una prova generale per dare al 2026 un tono deciso. E, chissà, il primo capitolo di un racconto che tra pochi mesi potrebbe ritrovarsi a un livello ancora più alto. In fondo, la funzione di una Nazionale Under 20 è tutta qui: leggere il presente, preparare il futuro. A Riano, davanti a un pubblico che potrà toccare con mano il lavoro di tutti i giorni e a una telecamera che porterà quel lavoro nelle case, il calcio italiano si guarda allo specchio. E, mentre lo fa, prova a crescere.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter