Italia Under 21
21 Marzo 2026
ITALIA UNDER 21 - Honest Ahanor, difensore classe 2008 dell'Atalanta, è alla sua prima convocazione in azzurro
La scena è una scivolata in diagonale, pulita e feroce, di quelle che ribaltano il verso di una partita. È la sera del 30 settembre 2025, New Balance Arena di Bergamo: Honest Ahanor tiene la posizione, poi strappa in avanti e innesca la rimonta dell’Atalanta contro il Club Brugge in Champions League. Ha 17 anni, una maglia larga sulle spalle e un mancino che sembra già adulto. Oggi, a distanza di pochi mesi, quel ragazzo nato ad Aversa nel 2008 riceve la prima chiamata nell’Italia Under 21 di Silvio Baldini. E mentre gli Azzurrini inseguono la vetta del Gruppo E - 15 punti in classifica, -3 dalla Polonia, lui porta in dote corsa, letture e duttilità. Le prossime tappe, segnate in rosso: 26 marzo 2026 a Empoli contro la Macedonia del Nord e 31 marzo 2026 a Boras con la Svezia, entrambe in diretta su Rai 2.
CHI È HONEST AHANOR
Nato ad Aversa il 23 febbraio 2008, da genitori nigeriani, cresce a Genova e fin da piccolo entra nel settore giovanile del Genoa. Nel giugno 2024 è tra i protagonisti dello scudetto Under 18 rossoblù, vinto in finale contro la Roma (2-0 al «Del Conero»). È un passaggio formativo cruciale, che ne certifica il salto di categoria anticipato rispetto all’età. Il 28 settembre 2024 diventa il primo calciatore classe 2008 a partire titolare in Serie A: Genoa–Juventus a Marassi, segnale lampante della fiducia che l’allora staff tecnico riponeva in lui. Nell’estate 2025 passa all’Atalanta: operazione da circa 20 milioni di euro complessivi (tra parte fissa e bonus), scommessa pesante su un diciassettenne che ha mostrato lampi di maturità. Il 30 settembre 2025 debutta da titolare in Champions League nella vittoria 2-1 contro il Club Brugge, reggendo l’urto del palcoscenico europeo. È uno dei momenti-chiave della sua parabola recente. Nel febbraio 2026, al compimento dei 18 anni, finalizza l’iter per il riconoscimento della cittadinanza italiana, diventando così convocabile per le selezioni azzurre. La prima chiamata arriva subito: Under 21, finestra di marzo 2026.
DOVE GIOCA, COME GIOCA
Mancino naturale, fisico già strutturato (1,84 m), Ahanor nasce da difensore centrale ma è stato impiegato spesso da terzino sinistro o da «quinto» di fascia. Garantisce coperture profonde, aggressività nel pressing alto, buone letture in diagonale e una progressione in conduzione che spezza le linee. I suoi allenatori gli hanno chiesto di presidiare il corridoio interno di sinistra, stringendo per proteggere l’area e alzandosi in pressione quando la squadra decide di mordere. A livello di dettagli, negli ultimi mesi è migliorato nella postura sulle palle alte e nella comunicazione con i compagni di reparto. L’uno contro uno difensivo è terreno su cui sta lavorando, in particolare quando viene puntato in conduzione: margini di crescita evidenti, ma già oggi l’impatto atletico e la capacità di recupero lungo lo rendono affidabile. In possesso, tende a sviluppare gioco «a pochi tocchi» lungo la linea laterale: cross tesi, verticalizzazioni semplici, qualche imbucata sul secondo palo quando l’azione si sposta sul fronte opposto. Il piede sinistro ha gittata; sul destro c’è ancora prudenza. Curiosità utile: ha una rimessa laterale lunga che può trasformarsi in arma situazionale.
COSA PUÒ DARE SUBITO ALL'UNDER 21
La rosa di Silvio Baldini ha trovato solidità nel corso delle qualificazioni: 15 punti in sei partite, secondo posto e fiducia crescente. L’ingresso di Ahanor aggiunge un profilo mancino capace di coprire più ruoli: centrale sinistro in una linea a tre, oppure terzino/esterno in un sistema più propositivo. In un reparto che alterna interpreti come Fabio Chiarodia, Gabriele Guarino, Pietro Comuzzo e Davide Bartesaghi, un difensore che unisce strappo, fisicità e disciplina posizionale può diventare un correttivo immediato contro avversari che cercano ampiezza e cambi di gioco sul lato debole. Nelle serate «sporche», come lo fu l’andata vinta 1-0 a Bitola, un centrale/esterno che sappia «stringere» il campo e coprire la mezzaluna difensiva vale quanto un gol. Ahanor ha già mostrato di saper reggere pressione e ritmo: le esperienze contro avversari di taglia europea accelerano la maturazione, e il set di letture difensive è cresciuto con le partite.
COSA RESTA OLTRE LA CONVOCAZIONE: UN PROFILO «DI SISTEMA»
La chiamata di Ahanor non è solo un premio. È la scelta di incorporare nella linea difensiva un mancino capace di alzare la soglia atletica e le soluzioni in uscita; di aggiungere una lettura «da braccetto» che copre l’area e allunga il campo quando c’è spazio da attaccare. È un innesto che completa la tipologia del reparto e apre varianti di modulo senza snaturare l’idea di pressione e aggressività. Il suo percorso racconta di una formazione robusta nel settore giovanile del Genoa, di un salto in Atalanta dentro un contesto che non ha paura di responsabilizzare i giovani, e di serate, Serie A e Champions, che ne hanno accelerato la maturazione. Con il passaporto italiano ora in tasca, l’orizzonte azzurro non è più un’ipotesi: è un progetto. La prima pagina la scrive l’Under 21.
LA CHIUSURA: UNO SPAZIO DA RIEMPIRE
Nell’immediato, Honest Ahanor darà a Baldini un’opzione per «orizzontare» la sinistra: uscite palla più pulite quando c’è da raffreddare il ritmo, corsa e aggressione per spaccare l’inerzia quando l’Italia deve riprendersi il campo. È un 18enne appena, ma con il vissuto di chi ha già visto il gioco accelerare davanti a sé. In Under 21 non bastano i promemoria di talento: servono dettagli, tempi e un pizzico di sfrontatezza. Il pacchetto, a giudicare dagli ultimi 12 mesi, è in costruzione avanzata. Il resto lo diranno Empoli e Boras, due stazioni di passaggio verso un orizzonte che, finalmente, parla azzurro.
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