Trofeo Annovazzi
25 Marzo 2026
UNDER 14 MILAN • Antonio Crisci, Andrea Grimoldi e Daniele Fresolone
È successo praticamente di tutto. Non sono bastati sessanta minuti. Non è bastato un primo tempo di fuoco, marchiato dal gol di Ortolani e dalla replica di Crisci. Perché una sfida così non poteva decidersi in maniera banale. E allora ci hanno pensato i calci di rigore a rendere la serata ancora più indimenticabile e degna di essere vissuta con il cuore a mille fino alla fine. Quello che, inevitabilmente, batteva all'impazzata nel momento in cui Grimoldi si è presentato dagli undici metri, consapevole che quella sarebbe potuta essere l'occasione giusta per vivere una notte da eroe. E così è stato, perché il rigore del centrale rossonero è quello che manda il Diavolo in Paradiso. Sembra un ossimoro, vero? No, è pura realtà: Milano continua ad essere rossonera.
Ebbene sì, di fronte ci sono ancora loro. A 72 ore di distanza dalla battaglia del Vismara che ha permesso ai rossoneri di Artusa di staccare il pass per le fasi finali; ma anche a sessanta minuti dalla possibilità di regalarsi una notte da sogno. Inter contro Milan, derby della Madonnina: è nuovamente una questione di famiglia tra cugini. Neanche il tempo di mettersi comodi che la partita si accende immediatamente. Con Fresolone che conclude di prima intenzione dopo l'intrigante trama costruita dal Diavolo. Ma soprattutto con capitan Ciancimino, vicinissimo alla rete del vantaggio dopo essersi involato alla grande verso la porta difesa da Tafuri. È solo una questione di attimi? È solo una questione di attimi. Perché ci pensa il 9 di Pedrinelli a propiziare il vantaggio nerazzurro: altra incursione in area di rigore e tiro deviato sul palo, sul quale si avventa Ortolani scaraventando il pallone a porta ormai sguarnita (6').
È il lampo che illumina via Cazzaniga, e innesca la reazione immediata del Milan. Prima con la traversa - clamorosa - colpita da Colombo, poi con l'assolo vincente di Crisci: l'ala destra di Artusa è glaciale davanti a Galliera e con tempismo perfetto ristabilisce immediatamente la parità (10'). Messa in discussione qualche istante più tardi da Kostyuk, la cui girata dal limite avrebbe sicuramente meritato maggior fortuna. Discorso analogo per Bernasconi, il cui urlo di gioia viene strozzato in gola dallo straordinario Silvestri con un intervento difensivo da applausi. Sono questi gli acuti con cui il Milan manda un messaggio forte e chiaro ai nerazzurri: vogliamo il vantaggio. A dimostrarlo - dopo la sgasata sulla sinistra di Fresolone - è ancora Kostyuk, con un colpo di testa dall'interno dell'area piccola che finisce incredibilmente alto. E intanto l'Inter cosa fa? Rimane ferma a guardare? Neanche per sogno. È nuovamente Ciancimino il più pericoloso, ma questa volta bisogna fare i conti il provvidenziale colpo di reni di Tafuri. Tutto rimandato alla ripresa.
Che comincia con la stessa intensità e gli stessi ritmi della prima mezz'ora. I ragazzi di Pedrinelli rientrano in campo con il piglio giusto, anche se è Fresolone a sfiorare il vantaggio: ancora una volta, però, tra i rossoneri e la gloria si frappongono i legni della porta. Allora bisogna riprovarci, affidandosi sempre alle armi più taglienti. Crisci, Colombo, Kostyuk e l'onnipresente numero 6, che costruiscono nuovamente i presupposti per impensierire la retroguardia avversaria. E rispondono all'asse Pacciolla e Giampieretti, capaci di presentarsi al match con una buona combinazione sviluppata da sinistra. Ma la chance più ghiotta della seconda frazione di gioco ce l'ha Guerrero, il cui tiro a giro - lento ma insidioso - si infrange sulla traversa. Nel mentre, il tempo scorre inesorabilmente e nessuno sembra davvero essere padrone del campo. Nonostante la tempesta incessante che si abbatte sui ventidue in campo, e che costringe a sospendere la partita per qualche minuto. Nonostante il tentativo del neo entrato Filippo Armento, ben schermato dalla difesa di Artusa. Nonostante l'ultimo guizzo dell'ispirato Pacciolla. L'epilogo - per ora - è ormai scritto: il fiato rimane sospeso, si va dal dischetto.
La serie dagli undici metri parte nel migliore dei modi per entrambe: segna Giampieretti - sebbene Tafuri sfiori il pallone - e lo fa anche Colombo. Freddi e impeccabili lo sono anche Filippo Armento e Tarabugi prima, Pacciolla e Fresolone poi. Ma l'equilibrio è vicino a spezzarsi, perché Manzotti calcia fuori e Rampoldi non trema. Allora, si entra nel momento cruciale del match: segnare per continuare a sperare da una parte, gonfiare la rete per incornarsi campioni dall'altra. Tutti gli occhi sono puntati su Bonaventuri e Grimoldi; il numero 18 nerazzurro non sbaglia, il difensore rossonero mette la parola fine con il rigore della liberazione. Adesso la festa può partire per davvero: 371 giorni dopo, via Cazzaniga è nuovamente rossonera.