Serie C
26 Marzo 2026
NOVARA SERIE C - Jacopo Scarpetta, difensore classe 2006, nel mese di gennaio è passato dal Chisola al Novara dopo 21 presenze in Serie D
Jacopo Scarpetta ha debuttato tra i professionisti con il Novara nel 3-0 all’Alcione Milano. Difensore centrale classe 2006, ha passato 8 anni nel vivaio della Juventus prima del rilancio in Serie D con il Chisola: la sua è una storia che racconta bene come un talento possa tornare nel calcio professionistico. Solo poco tempo fa giocava nei Dilettanti, ora debutta in Serie C. È la fotografia di un’idea: costruire futuro in campo, mentre si vincono partite decisive. Il dettaglio che resta negli occhi dell'ultimo turno del Girone A di Serie C quindi non è solo la superiorità tecnica mostrata dagli azzurri contro i milanesi, ma l’espressione di un ragazzo di 20 anni appena compiuti, al primo passo tra i Professionisti.
UN ESORDIO CHE PESA: PERCHÈ IL 3-0 ALL'ALCIONE VA OLTRE IL RISULTATO
La partita contro l’Alcione Milano si è chiusa con un netto 3-0 a favore degli azzurri: risultato che certifica la crescita di una squadra capace di tenere il pallino, alzare i giri nelle transizioni e congelare la gara nei momenti caldi. L’innesto in campo di Jacopo Scarpetta aggiunge un tassello ulteriore alla lettura del match: il Novara sceglie di proteggere il punteggio con lucidità, tenendo alta l’attenzione sulle palle inattive e mettendo minuti «veri» nella gambe di un giovane difensore che dovrà imparare a gestire ritmi, duelli e letture del professionismo. Un successo che dialoga con il recente passato degli scontri diretti: nella scorsa stagione regolare le due squadre avevano avuto incroci equilibrati, dal 1-1 del «Piola» al colpo esterno azzurro per 0-1, segno di un confronto spesso tattico e di dettaglio. Stavolta, invece, il Novara è riuscito a trasformare il possesso in vantaggio multiplo, confermando una tendenza in crescita anche sotto il profilo della gestione senza palla.
CHI È JACOPO SCARPETTA: LE RADICI BIANCONERE E LA TAPPA CHISOLA
Nato nel 2006, Scarpetta cresce come centrale moderno: struttura, tempi d’uscita sull’uomo, una predisposizione evidente a difendere «in avanti» e un primo passaggio pulito per accendere l’uscita dal basso. Dietro queste caratteristiche c’è la lunga formazione nel settore giovanile della Juventus: 8 stagioni tra Pulcini e Primavera, percorso che ha sedimentato principi, metodo e un’educazione tattica che oggi ritrova peso specifico in Serie C. La parentesi decisiva è quella al Chisola (arrivo a gennaio 2024, rinnovo fino alla stagione 2025-2026): in Serie D, tra 2023-2024 e prima parte di 2025-2026, il difensore si è messo in mostra per continuità, coraggio nelle letture e personalità in area, fino a guadagnarsi il salto nei Professionisti. È un passaggio-ponte, costruito con attenzione: prima la fiducia del club dilettantistico (rinnovo e valorizzazione), poi l’opportunità del Novara. Il trasferimento in azzurro matura durante la finestra invernale: un’operazione «ragionata», che rientra in una strategia chiara degli azzurri sul fronte scouting territoriale e rilancio di profili under con formazione di élite.
DENTRO LA PARTITA: COME È STATO GESTITO L'ESORDIO
1) Inserire un 2006 in una gara già avviata verso la vittoria non è solo «premio»: è, soprattutto, un test di affidabilità nei dettagli che decidono il livello. Nelle fasi finali, quando le squadre possono «sbracare», si misurano i difensori: postura del corpo nelle corse all’indietro, scelta dei tempi sul pallone sporco, coordinazione col compagno di reparto sulla palla coperta/scoperta, comunicazione con i terzini per chiudere il lato forte dell’azione avversaria. Per Scarpetta assumere subito questi compiti, nel pieno ritmo di una gara di Serie C, significa accelerare il processo di adattamento. 2) Il Novara ha chiesto alla propria linea di tenere il baricentro sufficientemente alto per non schiacciare il centrocampo, mantenendo corta la squadra. In questo contesto, un centrale con abitudine a difendere l’area ma anche ad accorciare fuori linea, come Scarpetta, è potenzialmente un profilo ideale: aiuta a «rompere» le prime ricezioni tra le linee dell’Alcione e, allo stesso tempo, garantisce centimetri e timing sui cross di rifinitura.
DALLA SERIE D ALLA SERIE C, IL VERO SALTO: COSA CAMBIA PER SCARPETTA
Tra Serie D e Serie C cambia la «densità» di ogni singolo errore. In D, un mezzo tempo giocato sotto ritmo può non comprometterti la giornata; in C, la punizione arriva spesso al primo blackout. Per un difensore del 2006 come Scarpetta, le priorità del primo trimestre in categoria sono chiare: 1) lavorare sulla «lettura breve» a palla scoperta, riducendo l’istinto a correre all’indietro e mantenendo il contatto col compagno di reparto; 2) curare il tempo del corpo a corpo, perché gli attaccanti in C «mascherano» la spallata con la ricerca del fallo a favore; 3) mantenere percentuali alte nel primo passaggio: il centrale del Novara è il primo regista «occulto» quando il mediano viene schermato; 4) La base, per partire, c’è: formazione Juventus, continuità Chisola, salto in Serie C concordato al momento giusto, dentro un contesto tecnico che lo protegge e lo responsabilizza. È la traiettoria che i club ambiziosi cercano quando investono su under italiani con radici tecniche solide.
IL MESSAGGIO ALLO SPOGLIATOIO E AL SETTORE GIOVANILE
Ai compagni, l’esordio dice: il Novara non ha paura di responsabilizzare chi sta dietro nelle gerarchie, se la settimana di lavoro è meritevole e la partita lo permette. Agli under del vivaio territoriale, e ai club satellite, manda un segnale altrettanto chiaro: l’ascensore sportivo è reale. Dalla Serie D al Piola, passando per scelte coraggiose e un percorso lineare, si può arrivare. Al movimento, infine, offre una traccia: puntare su profili con formazione di alto livello (come quella della Juventus) e «rifinirli» in D prima di riportarli tra i Pro è una strada praticabile, a condizione che l’ambiente tecnico sappia gestire tempi, pressioni e aspettative. Il caso Scarpetta è un esempio concreto di questa filiera. Per il classe 2006 è l’inizio del viaggio; per il Novara, la conferma che la strada della crescita passa anche, e soprattutto, da scelte coraggiose e coerenti.