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Serie A

Ecco 5 motivi per non guardare l'Italia ai play off, tra sofferenza e rischio «déjà vu» c'è l'imbarazzo della scelta

Le premesse ironiche (ma reali) per stare lontano dalla partita della Nazionale a Bergamo: guai a rovinarsi la serata

ITALIA-IRLANDA DEL NORD PLAY OFF MONDIALI 2026 - MATEO RETEGUI

ITALIA-IRLANDA DEL NORD PLAY OFF MONDIALI 2026 - Mateo Retegui guida l'attacco del team di Giacomo Gattuso nella partita che gli azzurri giocheranno giovedì 26 alle 20.45

C’è qualcosa di inevitabile nelle grandi partite della Nazionale: puoi giurare che non la guarderai, promettere a te stesso che hai di meglio da fare… e poi finisci comunque davanti allo schermo, telecomando in mano e ansia a mille. Eppure, proviamoci lo stesso. Ecco 5 (ironici ma non troppo) motivi per cui stasera, giovedì 26, dovresti evitare il playoff per i Mondiali 2026 tra Italia e Irlanda del Nord allo stadio di Bergamo. Il fischio d'inizio è alle ore 20.45 e gli azzurri di Gennaro Gattuso cercheranno di evitare la terza esclusione consecutiva dalla Coppa del Mondo.

1. La pressione è tutta sulle spalle degli azzurri
Queste sono le partite più difficili: non quelle impossibili, ma quelle «che devi vincere per forza». E proprio lì nasce il problema. Quando il risultato è obbligatorio, ogni errore pesa il doppio e ogni minuto senza gol diventa un macigno. Guardarla significa accollarsi tutta questa tensione senza poter fare nulla, trasformandoti da semplice spettatore a partecipante emotivo di ogni singolo passaggio.

2. Preparati a soffrire. Tanto.
Se pensi a una serata tranquilla, cambia programma. Le partite decisive raramente sono spettacolari: più probabile assistere a novanta minuti di nervi, occasioni sprecate e sospiri continui. E se si va ai supplementari o ai rigori… addio serenità. Ogni pallone perso sembrerà una tragedia e ogni tiro fuori misura ti farà alzare dal divano con le mani tra i capelli.

3. Il rischio «déjà vu» è dietro l’angolo
Il calcio italiano ha una memoria lunga, soprattutto quando si tratta di qualificazioni complicate. Anche se ogni partita è diversa, è impossibile non pensare a precedenti dolorosi. Guardare la partita significa anche fare i conti con quella paura lì, con quel pensiero fastidioso che si insinua: «e se succedesse di nuovo?». Riferito alle delusioni patite nel passato contro Svezia e Macedonia del Nord. E da quel momento in poi ogni azione avversaria diventa sospetta e carica di significato.

4. Ti rovinerà l’umore (in un senso o nell’altro)
Se l’Italia vince, sarai euforico ma probabilmente esausto, svuotato dopo una montagna russa emotiva. Se va male… inutile girarci intorno, la serata prende una piega decisamente diversa. In ogni caso, difficilmente resterai indifferente. È una di quelle partite che si portano dietro un carico emotivo non indifferente e che rischiano di influenzare anche il giorno dopo.

5. Avevi altri piani (più rilassanti)
Una cena tranquilla, una serie TV, uscire con amici senza controllare il telefono ogni due minuti. Tutte ottime alternative… almeno sulla carta. Perché poi arriva il fischio d’inizio e salta tutto. Anche se provi a ignorarla, finirai per chiedere aggiornamenti, sbirciare il risultato o accendere «solo per un attimo», che diventa inevitabilmente tutta la partita.


Conclusione (onesta): tanto la guarderai comunque
Puoi leggere tutti i motivi del mondo, ma la verità è semplice: certe partite non si evitano. Si vivono, si soffrono e si ricordano. Anche quando dici «stavolta passo», sai già come andrà a finire. Quindi sì, forse non dovresti guardarla… ma sappiamo entrambi che all’ora del calcio d’inizio sarai già lì, davanti allo schermo, pronto a sperare, imprecare e gioire come sempre.

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